{"id":14300,"date":"2024-02-25T23:24:27","date_gmt":"2024-02-25T22:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=14300"},"modified":"2024-02-29T20:18:51","modified_gmt":"2024-02-29T19:18:51","slug":"le-pleiadi-e-il-nome-della-divinita-protettrice-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/le-pleiadi-e-il-nome-della-divinita-protettrice-di-roma\/","title":{"rendered":"Le Pleiadi e il nome della divinit\u00e0 protettrice di Roma"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Ing. Felice Vinci<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scoperta dell\u2019identit\u00e0 della divinit\u00e0 protettrice di Roma nasce da un\u2019indagine sul misterioso motivo che spinse l\u2019imperatore Augusto a condannare il poeta Ovidio all\u2019esilio perpetuo a Tomi, l\u2019attuale Costanza sul Mar Nero. Al riguardo lo stesso Ovidio, nelle opere scritte durante il suo esilio, ci ha lasciato preziose indicazioni: infatti, se da un lato ammette di aver commesso un crimine che comportava la pena di morte, ma che gli fu commutata nell\u2019esilio a condizione che non rivelasse il motivo della condanna, dall\u2019altro afferma che \u00abi miei ultimi atti sono stati la mia rovina\u00bb e che \u00abdue crimini mi hanno perduto, un carme e un errore\u00bb. A questo punto \u00e8 stato ragionevole ipotizzare un legame tra l\u2019improvvisa condanna e qualcosa che egli doveva aver scritto poco prima: pertanto conveniva cercare qualche indizio del suo <em>error<\/em> \u2013 grave al punto da fargli rischiare la pena capitale, e nel contempo non rivelabile \u2013 nei sei libri dei <em>Fasti<\/em>, l\u2019opera a cui stava lavorando al momento della condanna (e che difatti \u00e8 rimasta incompiuta).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">Pubblicit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/iascoop.org\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"500\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14465\" style=\"object-fit:cover;width:400px;height:400px\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop.jpg 500w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop-300x300.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop-150x150.jpg 150w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop-70x70.jpg 70w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/iascoop-360x360.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:21px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019esaminare dunque i sei libri dei <em>Fasti <\/em>che Ovidio ci ha lasciato, poco dopo l\u2019inizio del quinto abbiamo riscontrato una singolare anomalia in un passo in cui la Musa Calliope, nel rievocare gli antefatti della fondazione di Roma, chiama direttamente in causa le sette stelle Pleiadi ed in particolare quella centrale, considerata la pi\u00f9 importante: Maia, che \u00e8 anche la madre del dio Hermes. In effetti, nella letteratura latina appare del tutto anomalo, in un contesto riguardante le origini della citt\u00e0, questo rilievo che il poeta attribuisce alle Pleiadi e a Maia, come dimostra il fatto che mai, prima e dopo di lui, erano state menzionate in rapporto con la fondazione di Roma! Ci\u00f2 ha destato il sospetto che Ovidio abbia imprudentemente toccato un argomento \u201ctab\u00f9\u201d, a cui non era lecito fare neppure il minimo accenno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordando ora che la innominabile colpa di Ovidio comportava la pena capitale, a questo punto non abbiamo potuto fare a meno di pensare alla vicenda di Valerio Sorano, che poco tempo prima di lui era stato condannato a morte per aver rivelato il nome segreto di Roma. Tale severit\u00e0 nei confronti dei trasgressori era motivata dal fatto che i sacerdoti romani, prima dell\u2019assedio di una citt\u00e0, ne invocavano la divinit\u00e0 protettrice, promettendole che nell\u2019Urbe avrebbe goduto di un culto almeno uguale se fosse passata dalla parte dei Romani. Pertanto, al fine di impedire che i nemici di Roma potessero fare lo stesso, il nome della sua divinit\u00e0 protettrice doveva essere coperto dal pi\u00f9 assoluto riserbo. Si trattava insomma di un segreto di Stato che intendeva tutelare la sicurezza dell\u2019Urbe e la cui violazione comportava per l\u2019appunto la pena di morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esaminiamo dunque le Pleiadi: nella tradizione greco-romana erano considerate sette sorelle, di cui quella centrale era Maia, chiamata \u201cSantissima\u201d da Cicerone (in realt\u00e0, esse astronomicamente sono un ammasso stellare che fa parte della costellazione del Toro e comprende pi\u00f9 di mille stelle). A questo punto, colpisce il fatto che la loro disposizione in cielo corrisponda a quella dei Sette Colli di Roma, circondati dalle antiche Mura Serviane.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh7-us.googleusercontent.com\/OQdgme9O-3V0r6WDDi_XmNQ7rx66HztbnIzhLJg5iaZoRmvXED_6U5TSKvZAN2MZ0htjwSVxhdzjtoRp6nxZCR5OkzsjHnPL9utYbjo5_jTjDQ0I32zREhT2WZTtES8gHO8NaoarJTlCG9QwjM-56g\" alt=\"C:\\Users\\user\\Desktop\\Maia\\Pleiadi e Sette Colli.png\" style=\"width:563px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 d\u00e0 adito al sospetto che il tracciato di queste mura sia stato adattato all\u2019esigenza di adeguare il <em>layout<\/em> del territorio cittadino in esse racchiuso alla configurazione delle sette Pleiadi, al centro delle quali la Santissima Maia corrisponde al Palatino, su cui Romolo tracci\u00f2 il solco della Citt\u00e0 Quadrata in occasione della fondazione dell\u2019Urbe. Insomma, man mano che Roma si estendeva sul territorio accidentato di quello che adesso \u00e8 il suo centro storico, il suo sviluppo potrebbe essere stato opportunamente pilotato, forse dal gruppo sacerdotale che faceva capo al Pontefice Massimo<em>,<\/em> attraverso una sorta di \u201cpiano regolatore\u201d ispirato al suo modello celeste, secondo il motto, attribuito a Ermete Trismegisto, che \u00abci\u00f2 che \u00e8 in basso corrisponde a ci\u00f2 che \u00e8 in alto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo: pochi versi dopo il discorso di Calliope, Ovidio fornisce un altro indizio. Infatti indugia a lungo sulla <em>Bona Dea,<\/em> una misteriosa divinit\u00e0 protettrice il cui vero nome non doveva essere mai pronunciato. E che dietro la misteriosa <em>Bona Dea<\/em> si nascondesse proprio Maia lo afferma apertamente Macrobio, scrittore della tarda romanit\u00e0, vissuto alcuni secoli dopo, quando il tramonto del mondo pagano aveva ormai fatto crollare gli antichi tab\u00f9: \u00abAlle calende di maggio fu dedicato un tempio a Maia, cio\u00e8 alla Terra, sotto il nome di <em>Bona Dea<\/em>\u00bb. Insomma Maia era il nome della divinit\u00e0 protettrice di Roma, e probabilmente corrispondeva anche al nome segreto della citt\u00e0 (cos\u00ec come Atene era dedicata alla dea Atena e ne portava il nome).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto \u00e8 legittimo chiedersi se anche il 21 aprile, data della fondazione di Roma, sia riferibile a questo inedito rapporto con le Pleiadi che Ovidio ci ha rivelato. In effetti, secondo l\u2019antico calendario babilonese, la levata delle Pleiadi corrispondeva al primo giorno di <em>Ay\u0101ru<\/em>, il secondo mese dell\u2019anno, corrispondente alla costellazione del Toro, tra aprile e maggio: ma ancora oggi il primo giorno del secondo mese dell\u2019anno zodiacale, corrispondente al segno del Toro, \u00e8 il 21 aprile! Ne consegue che anche la data della fondazione di Roma, in aggiunta ai suoi Sette Colli, rappresenta una ulteriore, stringente connessione con le Pleiadi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma la data del 21 aprile, in concomitanza con l\u2019inizio del segno del Toro \u2013 di cui le Pleiadi sono le stelle pi\u00f9 rappresentative \u2013 riletta in quest\u2019ottica si rivela dotata di un profondo significato sacrale: non solo i Sette Colli di Roma rispecchiano sulla Terra l\u2019aspetto delle Pleiadi, ma anche la sua data di fondazione \u00e8 legata al loro ciclo annuo sulla sfera celeste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando a Ovidio, a questo punto siamo in grado di comprendere anche cosa lo abbia spinto a menzionare quella imprudente correlazione, che gli sarebbe costata la condanna all\u2019esilio, tra le Pleiadi e la fondazione di Roma: infatti Sulmona, la patria del poeta, si trova ai piedi del massiccio della Maiella, che secondo la tradizione avrebbe preso questo nome proprio dalla dea Maia e dove tuttora si ritrovano antiche leggende legate sia a lei che a suo figlio Hermes (il cui nome infatti sembra ancora risuonare nell\u2019antico nome di una delle cime del Palatino: <em>Cermalus<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo: oltre a Roma, in Europa vi sono molte antiche citt\u00e0 su sette colli, quali Armagh (la citt\u00e0 sacra dell\u2019antica Irlanda, il cui nome deriva da&nbsp;<em>Ard Mhacha<\/em>, \u201ccollina di Mhacha\u201d, grande divinit\u00e0 celtica), Zevenbergen in Olanda, Besan\u00e7on in Francia, Bruxelles in Belgio, Bamberg in Germania, Vilnius in Lituania, Pola in Croazia, per non parlare di Bergamo e Cagliari. Nel mondo poi ve ne sono anche altre, tra cui la Mecca \u2013 chiamata in arabo&nbsp;<em>Makka al-Mukarrama<\/em>, \u201cMecca (<em>Makka<\/em>) l\u2019Onoratissima\u201d, locuzione che ricorda la Santissima Maia di Cicerone \u2013 per non parlare di Gerusalemme, Bisanzio, Teheran (che ha pi\u00f9 di 6000 anni), addirittura Macao in Cina. Notiamo anche che nel mondo slavo vi \u00e8 una dea,&nbsp;<em>Moko\u0161<\/em>, la Grande Madre, che d\u00e0 il suo nome a diversi villaggi; e forse lo stesso&nbsp;nome di Mosca, citt\u00e0 anch\u2019essa su sette colli, chiamata <em>Matu\u0161ka Moskva<\/em>&nbsp;(\u201cMadre Mosca\u201d), potrebbe essere correlabile con <em>Moko\u0161-Mhacha-Makka-Maia<\/em>. In tale contesto, \u00e8 a dir poco sorprendente il fatto che la Terra fosse chiamata <em>Maka<\/em> sia dagli antichi Micenei, antenati dei Greci, sia dai Sioux Lakota delle pianure americane, per i quali \u201c<em>Unci Maka<\/em>\u201d \u00e8 la \u201cMadre Terra\u201d!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, nel mondo attuale sembrano ancora adesso riverberarsi i riflessi del culto della Grande Madre, e la distanza che separa tra loro queste civilt\u00e0 attesta l&#8217;antichit\u00e0 di tale concezione, suggerendo altres\u00ec l&#8217;idea che sia esistita una civilt\u00e0 globale preistorica, diffusasi su tutto il pianeta attraverso la navigazione, la quale avrebbe lasciato tracce di s\u00e9 con i suoi megaliti sparsi quasi ovunque, persino nelle isole della Polinesia (dove i primi navigatori europei, con loro grande sorpresa, hanno trovato anche uomini alti e biondi): di essa Platone ci ha lasciato l&#8217;ultima memoria attraverso il mito di Atlantide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ing. 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