{"id":14660,"date":"2024-05-02T10:33:02","date_gmt":"2024-05-02T09:33:02","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=14660"},"modified":"2024-05-02T11:30:43","modified_gmt":"2024-05-02T10:30:43","slug":"la-chiesa-semper-reformanda-nello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/la-chiesa-semper-reformanda-nello-spirito\/","title":{"rendered":"La Chiesa semper reformanda nello Spirito"},"content":{"rendered":"\n<p><b><span lang=\"it\" style=\"font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;\nmso-fareast-font-family:Arial;mso-ansi-language:#0010;mso-fareast-language:\nIT;mso-bidi-language:AR-SA\">Il Cardinale Pietro Parolin interviene alla<br>presentazione del libro del vaticanista Ignazio Ingrao<\/span><\/b>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"525\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-1024x525.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14661\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-1024x525.jpg 1024w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-300x154.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-768x394.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-1536x788.jpg 1536w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-580x297.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-860x441.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-1160x595.jpg 1160w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin-1320x677.jpg 1320w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/foto-presentazione-Ingrao-Parolin.jpg 1548w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u201cLa Chiesa \u00e8 <em>semper reformanda\u201d.<\/em>Parole di Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin che \u00e8 intervenuto presso il Ministero della Cultura a Roma il 24 aprile scorso in occasione della presentazione del libro di Ignazio Ingrao, dal titolo \u201cCinque domande che agitano la Chiesa\u201d edito da San Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sua Eminenza ha spiegato in modo estremamente chiaro l\u2019espressione usata facendo riferimento al capitolo I della Costituzione conciliare <em>Lumen gentium<\/em> che al n. 8 recita: <em>&lt;&lt; Ma mentre Cristo, \u00ab santo, innocente, immacolato \u00bb (Eb 7,26), non conobbe il peccato (cfr. 2 Cor 5,21) e venne solo allo scopo di espiare i peccati del popolo (cfr. Eb 2,17), la Chiesa, che comprende nel suo seno peccatori ed \u00e8 perci\u00f2 santa e insieme sempre bisognosa di purificazione, avanza continuamente per il cammino della penitenza e del rinnovamento&gt;&gt;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"489\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-1024x489.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14662\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-1024x489.jpg 1024w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-300x143.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-768x366.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-1536x733.jpg 1536w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-580x277.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-860x410.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-1160x553.jpg 1160w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao-1320x630.jpg 1320w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/parolin-ingrao.jpg 2029w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Tale tematica \u00e8 stata posta in luce dal Cardinale Parolin in quanto il titolo del volume di Ingrao ha rievocato in lui il testo del filosofo e teologo Antonio Rosmini, dal titolo <em>Le cinque piaghe della Santa Chiesa<\/em>. Nel testo di Rosmini le cinque piaghe di cui si parlava erano: \u201cla divisione del popolo dal clero nel culto pubblico, l\u2019insufficiente educazione del clero, la disunione dei Vescovi, la nomina dei Vescovi abbandonata al potere laicale e la servit\u00f9 dei beni ecclesiastici &#8211; sottolinea il Cardinale, che prosegue affermando che queste &#8211; piaghe sono state in gran parte guarite, probabilmente non si guariranno mai del tutto \u2013 questa \u00e8 la parusia \u2013 queste piaghe scompariranno. Ma &#8211; spiega il Cardinale Pietro Parolin \u2013 almeno per ci\u00f2 che concerne la divisione del popolo dal clero nel culto pubblico, questa \u00e8 stata affrontata e risolta in gran parte dalla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, con l\u2019introduzione delle lingue vernacole nella liturgia con la conseguente maggiore comprensione anche da parte delle persone\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuelle che oggi ci presenta il Dottor Ingrao \u2013 sottolinea poi Sua Eminenza il Cardinale Parolin \u2013 sono evidentemente delle nuove questioni, delle nuove problematiche che sono probabilmente legate all\u2019attualit\u00e0 dei tempi. Ma mi piace notare il denominatore comune che sia nel testo di Rosmini che nel libro di Ignazio Ingrao mi pare essere la riforma della Chiesa; in quanto come sappiamo la Chiesa \u00e8 semperreformanda, nel senso che deve essere riportata alla sua forma propria, come afferma la Costituzione conciliare Lumen gentium\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi\u00f2 che mi colpisce del libro di Ignazio Ingrao &#8211; dice Sua Eminenza- \u00e8 anche proprio il verbo che l\u2019autore usa nel titolo, ossia \u201cagitare\u201d. Questo verbo infatti sembra invitare il lettore a sfogliare il testo che stiamo presentando con quella consapevolezza della prudenza con cui ci accostiamo a situazioni di turbamento e di spavento, che per esempio possiamo ritrovare anche nelle pagine del Vangelo. Qui voglio citare il Vangelo di Matteo: \u201cCi fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli, il Signore Ges\u00f9, se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t&#8217;importa che siamo perduti?\u00bb E quindi ecco il turbamento e lo spavento. Allora possiamo immaginare, proprio a partire da questa scena, che ogni traversata, anche quella della storia, \u00e8 un po\u2019 una traversia. Le tensioni dei discepoli tra loro, probabilmente anche con Ges\u00f9, che pare non essere interessato a quanto sta accadendo, mostrano che le difficolt\u00e0 possono essere rette non solo come agitazione, non solo come pericolo, ma anche come opportunit\u00e0. Sono parte di quella sapiente pedagogia di Dio con cui Lui ci educa, con cui Lui ci fa maturare e, con cui Lui, ci fa progredire. Ci aiutano a comprendere che anche noi discepoli del Signore, abbiamo continuamente bisogno di essere corretti, perch\u00e9 pu\u00f2 capitare di vivere nell\u2019illusione che il nostro ministero e la Chiesa siano al riparo da ogni inadeguatezza. E su questo punto Papa Francesco ha fatto e continua a fare delle riflessioni molto pertinenti. Eppure noi a differenza dei discepoli sulla barca, che sono ancora immersi nella fase pre-pasquale della vicenda di Ges\u00f9, sappiamo che lo Spirito Santo, cio\u00e8 il respiro di Dio donato da Ges\u00f9 sulla Croce poi nel giorno di Pentecoste, rende la Chiesa capace di resistere alle temperie dei sommovimenti culturali. Capace di resistere ai peccati degli uomini e delle donne che vi appartengono. Noi abbiamo questa certezza alla quale credo cheproprio in questa agitazione noi dobbiamo ancorarci; abbiamo lo Spirito del Signore, abbiamo la Sua Parola e, nonostante tante difficolt\u00e0 che sperimentiamo, tante tensioni che fano parte della vita di ogni giorno, noi sappiamo che abbiamo dei punti fissi, i quali non vengono meno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel proseguo del suo intervento il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, richiama alla memoria un affascinante testo: il <a><em>Tractatus logico-philosophicus<\/em><\/a>del filosofo Ludwig <a>Wittgenstein<\/a>. Lo cita facendo un ragionamento sublime circa l\u2019essenza stessa della domanda. Sua Eminenza afferma dunque che: \u201coltre al titolo anche le pagine del libro, riportano le cinque domande e le esprimono in modalit\u00e0 e in forme differenti, come se ci fosse la ricerca di una loro corretta e compiuta formulazione.Un esercizio che sembra nascere dalla discrezione dell\u2019autore nel porre domande che, almeno nell\u2019istanza suggerita dal titolo, dovrebbero agitare la Chiesa.La ricerca di rinnovate formulazioni nella stessa domanda, che mi pare emerge chiaramente all\u2019interno del libro, scaturisce probabilmente dalla consapevolezza che il funzionamento dell\u2019interrogativo pu\u00f2 apparire anche argomentazione retorica. Pensiamo ad esempio a quella figura retoricache una volta ci veniva insegnata in seminario e che \u00e8 la prolessi. In questo caso la domanda, appartenendo alla retorica, non alla logica, contiene al suo interno ci\u00f2 che ci si attende argomentato nella risposta. Pertanto,come afferma Wittgenstein nella sua opera,<em>Tractatus logico-philosophicus<\/em>: \u201cd\u2019una risposta che non si pu\u00f2 formulare, non pu\u00f2 formularsi neppure la domanda. L\u2019enigma non v\u2019\u00e8. Se una domanda pu\u00f2 porsi, pu\u00f2 pure avere una risposta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E dunque io provo ad evocare, senza pretesa di esclusivit\u00e0 e di esaustivit\u00e0&nbsp;&nbsp; alcune risposte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito a queste riflessioni, che a mio avviso sono gi\u00e0 di per s\u00e9 stesse vere e proprie elevatissime e affascinanti lezioni, il Cardinale Parolin si esprime su ciascuna delle cinque domande che il libro di Ignazio Ingrao propone, seguendone l\u2019ordine proposto nel testo.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio dunque di seguito riportare tutte le considerazioni che Sua Eminenza ci ha donato, poich\u00e9 trovo anch\u2019esse di grande bellezza. E prima ancora di proporle al lettore, voglio portare l\u2019attenzione sul fatto che poter assistere a meditazioni di tale spessore, rende l\u2019animo gonfio di gioia e soppianta in maniera inequivocabile quanti gradiscono considerare la Chiesa come un\u2019entit\u00e0 che ha perduto il suo lustro, la sua importanza e la sua bellezza. Invito quindi a riflettere su quanto la Chiesa possa dare e su quanto la nostra Chiesa Universale sia luminosa e bella.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2 condivido con tutti voi lo splendore delle riflessioni che il Cardinale Pietro Parolin ci ha donato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPartiamo dalla prima domanda- afferma Sua Eminenza &#8211; posta all\u2019inizio del secondo capitolo:&lt;&lt;Dov\u2019\u00e8 arrivata la Chiesa in uscita di Bergoglio?&gt;&gt; Mi pare molto interessante che venga formulata attraverso l\u2019incipit del primo documento che il Papa ha prodotto, ossia l\u2019Esortazione apostolica <em>Evangelii gaudium<\/em>, che lui considera appunto il documento programmatico del suo ministero pastorale e dunque del suo pontificato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNelle pagine del libro &#8211; sottolinea il Cardinale Parolin &#8211; Ingrao si domanda che fine ha fatto quella gioia della riscoperta del Vangelo, che papa Francesco subito dopo la sua elezione aveva indicato come obiettivo programmatico del pontificato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa gioia del Vangelo- afferma il Cardinale Parolin- riempie il cuore e la vita in terra di coloro che si incontrano con Ges\u00f9. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall\u2019isolamento. Con Ges\u00f9 Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo \u00e8 una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Che fine ha fatto dunque quella gioia della riscoperta del Vangelo che il Papa ha posto diciamo come finalit\u00e0 del suo pontificato, del suo ministero pastorale?Quanto dunque la Chiesa \u00e8 lontana dalla realt\u00e0 di oggi nonostante i gli sforzi?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019autore &#8211; prosegue Sua Eminenza &#8211; dapprima offre una serie di numeri sull\u2019attuale situazione della Chiesa Cattolica, che egli stesso chiama &lt;&lt;una fredda teoria delle cifre&gt;&gt;. Ma poi ricorda come anche Benedetto XVI si domandava, l\u201911 ottobre del 2012, dove fosse finito lo slancio del Vaticano II:&lt;&lt;Benedetto XVI denunci\u00f2 con forza nel 2012, poco prima dell\u2019annuncio della sua rinuncia, parlando proprio del Concilio Vaticano II a cinquant\u2019anni dall\u2019apertura. Parole cariche di poesia ricordando il discorso \u201cdella luna\u201d di Roncalli, unite a una certa amarezza: \u00abCinquant\u2019anni fa, in questo giorno, anche io sono stato qui in Piazza, con lo sguardo verso questa finestra, dove si \u00e8 affacciato il buon Papa, il Beato Papa Giovanni e ha parlato a noi con parole indimenticabili, parole piene di poesia, di bont\u00e0, parole del cuore. Eravamo felici \u2013 direi \u2013 e pieni di entusiasmo. Il grande Concilio Ecumenico era inaugurato; eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa, una nuova Pentecoste, con una nuova presenza forte della grazia liberatrice del Vangelo&gt;&gt; (pagg. 39-40 <a><em>Cinque domande che agitano la Chiesa<\/em><\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche san Giovanni XXIII, gi\u00e0 malato, aprendo i lavori del Concilio Vaticano II, l\u201911 ottobre 1962, con il famoso discorso Gaudet Mater Ecclesia (\u201cGioisce la Madre Chiesa\u201d) aveva dato il via a un \u201cprocesso\u201d del quale sapeva che, per le sue condizioni di salute, non avrebbe visto la fine e del quale non poteva prevedere l\u2019esito. (\u2026) \u201cGioia\u201d e \u201cmisericordia\u201d sono due parole chiave di quello storico intervento di Roncalli che la sera venne poi suggellato dal discorso \u201cdella luna\u201d. Due termini guarda caso cruciali anche nel pensiero e nel magistero di Papa Francesco (Evangelii Gaudium, la gioia del Vangelo e Giubileo della Misericordia) [pag. 35-36<em>Cinque domande che agitano la Chiesa]<\/em>&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima domanda si chiude con un affresco sui giovani di papa Francesco che vengono definiti dall\u2019autore degliesploratori degli avamposti della societ\u00e0 distratta dei social per risvegliare sentimenti veri, la voglia di autenticit\u00e0, la capacit\u00e0 di sognare. Sono giovani con sensibilit\u00e0 ecologica e con profonda attenzione ai tempi e alle sfide del pontificato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa seconda domanda fa riferimento a due elementi problematici \u2013 spiega Sua Eminenza il Cardinale Parolin &#8211; ossia: la decrescente pratica religiosa in Europa, in Nord America, in America latina, in Africa e il fascino che, soprattutto in America latina e in Africa, possiedono altre chiese e confessioni.In particolare l\u2019autore si sofferma sull\u2019America latina dove la Chiesa cattolica non \u00e8 pi\u00f9 la prima per numero di fedeli, ma \u00e8 stata superata dalle chiese pentecostali. In questo fenomeno qualcuno intravede la mano e il sostegno economico degli Stati Uniti, per contrastare la deriva marxista alimentata dalla teologia della liberazione. Altri invece colgono un paradosso espresso in una battuta: \u201cla Chiesa cattolica ha scelto i poveri e i poveri hanno scelto i pentecostali\u201d. A fronte delle molteplici analisi e dei possibili angoli di visuale vengono ricordati gli interventi di Benedetto XVI e di Francesco che con determinazione affermano che la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione, cio\u00e8 per forza testimoniale. Indica pertanto nella testimonianza il modo migliore per evangelizzare il mondo d\u2019oggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Passando poi alla terza domanda il Cardinale Pietro Parolin sottolinea che si affronta qui la tematica dell\u2019apertura ai laici e alle donne, chiedendosi se essa sia reale o solo di facciata. \u201cI capitoli dedicati a comprendere la portata di tale quesito &#8211; afferma Sua Eminenza- si concentrano sostanzialmente su una serie di esperienze personali e poi sul sinodo dei Vescovi sulla sinodalit\u00e0. Le esperienze delle donne che per papa Francesco hanno un punto di vista privilegiato, vengono narrate dagli autori in filigrana rispetto a quanto affermato nell\u2019Esortazione post-sinodale <em>Querida Amazonia<\/em>. Le donne danno il loro contributo alla Chiesa secondo il modo loro proprio e prolungano la forza e la tenerezza di Maria la Madre. In questa traiettoria di pensiero viene ricordata la commozione del Papa quando visitando un carcere vide le donne, mogli di uomini detenuti, sottoporsi ad un\u2019attesa spesso umiliante. Inoltre torna alla memoria del lettore il ricordo del dono che Valentina Alazraki fece al Papa, ossia la maglietta di Rocio, una donna uccisa davanti al figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel libro infine vengono ricordati i ruoli apicali che oggi sono ricoperti all\u2019interno della curia romana proprio da donne.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mentre la questione sinodale \u00e8 solo accennata, dal momento che ci troviamo ancora nella preparazione della seconda fase universale. Il focus viene posto sul rapporto tra il sinodo della Chiesa universale e le domande e le attese che salgono dai percorsi sinodali intrapresi nelle singole chiese locali. Qui si affrontano delle urgenze antropologiche che aprono alla quarta domanda che si interroga su Inizio e fine vita, le frontiere della medicina e le questioni del gender\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi tratta di tematiche importanti e bisognose di molta riflessione- spiega Sua Eminenza &#8211; tanto che l\u2019autore mostra come sia necessario muovere con assoluta prudenza i propri passi. Infatti scrive: &lt;&lt;non si tratta di cercare risposte che siano pi\u00f9 o meno al passo con i tempi o schierati in difesa della morale tradizionale, quanto piuttosto di far maturare un nuovo umanesimo che radicato nel personalismo cristiano sappia rispondere agli interrogativi di oggi&gt;&gt;\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE giungiamo cos\u00ec all\u2019ultima delle cinque domande &#8211; prosegue il Cardinale Pietro Parolin &#8211; quella forse da cui sono scaturite quelle precedenti: che fine faranno le riforme intraprese da papa Francesco? A cui se ne aggiunge una che suona per alcuni come minaccia, per altri come illusione: c\u2019\u00e8 il pericolo di un\u2019inversione di marcia?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo capitolo dedicato a tali interrogativi rimane interlocutorio, come \u00e8 necessario che sia. Si parla infatti di riforme, come le definisce l\u2019autore \u201cintraprese\u201d, ovvero \u201cavviate\u201d, \u201cin itinere\u201d. E per tentare di dare risposta mi affido allora alle parole della lettera di Giacomo: &lt;&lt;Siate dunque pazienti fratelli fino alla venuta del Signore. Guardate l\u2019agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finch\u00e9 abbia ricevuto le piogge di autunno e le piogge di primavera&gt;&gt;\u201d. \u201cIl discernimento &#8211; conclude il Sua Eminenza Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano &#8211; che non \u00e8 semplicemente intuito, ma frutto di una continua preghiera dello spirito, indicher\u00e0 nel tempo disteso di chi sa essere paziente come proseguire e cosa rendere istituzionale proprio perch\u00e9 \u00e8 azione dello Spirito e quindi non ci potr\u00e0 essere un\u2019inversione di marcia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"461\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-1024x461.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14663\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-1024x461.jpg 1024w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-300x135.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-768x346.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-1536x691.jpg 1536w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-2048x922.jpg 2048w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-580x261.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-860x387.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-1160x522.jpg 1160w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/tavolo-relatori-articolo-Parolin-1320x594.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cardinale Pietro Parolin interviene allapresentazione del libro del vaticanista Ignazio Ingrao. \u201cLa Chiesa \u00e8 semper reformanda\u201d.Parole di Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin che \u00e8 intervenuto presso il Ministero della Cultura a Roma il 24 aprile scorso in occasione della presentazione del libro di Ignazio Ingrao, dal titolo \u201cCinque domande&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14673,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63,60,61],"tags":[],"class_list":["post-14660","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriali","category-vaticano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14660","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14660"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14660\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14664,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14660\/revisions\/14664"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}