{"id":14683,"date":"2024-05-02T12:19:54","date_gmt":"2024-05-02T11:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=14683"},"modified":"2024-05-02T12:19:55","modified_gmt":"2024-05-02T11:19:55","slug":"giovanni-paolo-ii-a-dieci-anni-dalla-sua-canonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/giovanni-paolo-ii-a-dieci-anni-dalla-sua-canonizzazione\/","title":{"rendered":"Giovanni Paolo II a dieci anni dalla sua canonizzazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 2 aprile del 2005 lasciava la vita terrena un uomo di Dio che definire eccezionale non \u00e8 neanche lontanamente sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo intelligente, sensibile e Santo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"744\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-744x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14684\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-744x1024.jpg 744w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-218x300.jpg 218w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-768x1057.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-580x798.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II-860x1184.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-Pasolo-II.jpg 922w\" sizes=\"auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Karol Wojtyla eletto al Soglio Pontificio il 16 ottobre 1978 scelse il nome di Giovanni Paolo II per onorare i suoi grandi predecessori nel compito di guidare la Chiesa. \u00c8 stato definito \u201cl\u2019atleta di Dio\u201d, banalmente per la sua grande passione per la montagna e la sua grande forza fisica. Ma con un\u2019analisi pi\u00f9 profonda credo sia bello ancora ricordarlo come \u201cl\u2019atleta di Dio\u201d, perch\u00e9 come un atleta che aveva la guida di Dio \u00e8 riuscito a fare per la nostra Chiesa cose che a nessun altro uomo sarebbe stato possibile fare. Ad esempio, possiamo ricordare che sotto il suo pontificato sono avvenute cose impensabili come: il crollo del comunismo, la caduta del muro di Berlino, lo smantellamento dell\u2019Unione Sovietica, le giornate di Assisi per la pace, le Giornate Mondiali della Giovent\u00f9, i 104 viaggi apostolici nel mondo e le conferenze stampa con i giornalisti in aereo.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II \u00e8 stato un uomo capace di portare la Chiesa ad essere veramente molto amata.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un carisma unico che conquistava le folle. In qualsiasi Paese andasse si radunavano tantissime persone ad acclamarlo. Sapeva parlare ai cuori degli uomini. La sua capacit\u00e0 di trasmettere amore era luminosa e coinvolgente, la sua voce forte e al contempo serenamente penetrante, il suo sguardo amorevole e il suo sorriso hanno caratterizzato un lungo e magnifico pontificato.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II ha lasciato un segno indelebile nella storia per i gesti di grande forza che hanno intarsiato tanti aspetti della esistenza umana. Tra questi c\u2019\u00e8 un aspetto, che pu\u00f2 sembrare marginale confronto alla lotta alla guerra, alla fame, al dialogo interreligioso e forse anche ad altro. Ma \u00e8 un aspetto nodale che ha portato la Chiesa cattolica ad essere universale anche sotto l\u2019aspetto mediatico. Giovanni Paolo II ha aperto la Chiesa alla modernit\u00e0, utilizzando proprio gli strumenti peculiari del linguaggio moderno, ossia la tecnologia e lo ha fatto talmente sapientemente, che \u00e8 riuscito ad \u201cusare\u201d il mezzo mediatico per eccellenza, che era la televisione, e renderlo un \u201calleato\u201d di evangelizzazione. Le sue grandi capacit\u00e0 comunicative hanno, con un termine del gergo giornalistico \u201cbucato lo schermo\u201d. Vale a dire che il suo messaggio e la sua capacit\u00e0 di arrivare al cuore delle persone erano talmente potenti da rendere la televisione una immensa agor\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"782\" height=\"618\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-PaoloIo-II-sul-Sagrato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14685\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-PaoloIo-II-sul-Sagrato.jpg 782w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-PaoloIo-II-sul-Sagrato-300x237.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-PaoloIo-II-sul-Sagrato-768x607.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Giovanni-PaoloIo-II-sul-Sagrato-580x458.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Talmente tutti noi aravamo sempre in attesa di vedere papa Giovanni Paolo II in televisione, e non c\u2019era giorno che i telegiornali non passassero servizi su di lui, che anche allo stremo delle forze, malato ed estremamente sofferente, non si \u00e8 mai sottratto ad essere ripreso dalle telecamere. E questo \u00e8 stato l\u2019ultimo grande dono che ha fatto a tutti noi, consapevole della nostra attesa in tutto il mondo, non ci ha voluto abbandonare neanche in quei difficili momenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II \u00e8 stato dichiarato Beato il 1\u00b0 maggio 2011, con il solenne rito della beatificazione tenuto sul sagrato della Basilica Papale di San Pietro, presieduto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI ed \u00e8 poi stato canonizzato il 27 aprile 2014 da Papa Francesco.<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione della Canonizzazione anche io ho voluto celebrare nel mio piccolo la grande persona di Giovanni Paolo II. E mi fu data occasione dall\u2019allora Magnifico Rettore della Lumsa, il Professore Giuseppe Dalla Torre, che mi chiese di organizzare assieme al Professore Gennaro Colangelo un evento ad hoc. Due parti componevano questa manifestazione che tenemmo al Teatro Manzoni di Roma: nella prima si sviluppava un prezioso dibattito a cui parteciparono lo stesso Rettore Dalla Torre, illustre intellettuale e molto vicino a Giovanni Paolo II e i cari amici e colleghi Valentina Alazraki e Fabio Zavattaro, esperti conoscitori del pontificato di Giovanni Paolo II. Nella seconda parte dell\u2019evento invece abbiamo voluto portare in scena un bellissimo testo teatrale proprio scritto da Karol Wojtyla: il suo <em>Giobbe. <\/em>Un testo veramente molto profondo e sempre molto poco rappresentato, che in quella occasione abbiamo affidato alla mirabile interpretazione di Paola Gassman e Ugo Pagliai.<\/p>\n\n\n\n<p>A dieci anni dalla canonizzazione di San Giovanni Paolo II \u00e8 stata celebrata una splendida Santa Messa nella Basilica Vaticana alla presenza di tanti Cardinali e Vescovi, di molti ecclesiastici e di tante tante persone. Nel pomeriggio del 27 aprile 2024 il Cardinale Angelo Comastri ha tenuto la sua incantevole Omelia, che in maniera magistrale ha raccontato cosa \u00e8 stato per tutti noi Giovanni Paolo II. Lo ha fatto in un modo cos\u00ec sentito e cos\u00ec vibrante da aver commosso fino alle lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 talmente bello ci\u00f2 che il Cardinale Comastri ci ha donato in questa occasione, che non vogliointerromperlo con alcun commento e lo presento ai lettori cos\u00ec come ce lo ha donato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSia lodato Ges\u00f9 Cristo!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi \u00e8 stato chiesto di tratteggiare (cosa non facile) la santit\u00e0 di Giovanni Paolo II.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Certamente il Cardinale Decano poteva farlo molto meglio di me. Ma \u00e8 stato chiesto a me, pertanto obbedisco. E inizio con un ricordo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u20198 aprile 2005 tantissimi di noi eravamo in piazza San Pietro per dare l\u2019ultimo saluto a Giovanni Paolo II. I nostri occhi, umidi di pianto, osservavano attoniti \u2013 lo ricordate? \u2013 osservavano l\u2019Evangeliario posto sulla semplice bara di rovere, collocata al centro del sagrato. Un vento improvviso, tra lo stupore di tutti, cominci\u00f2 a sfogliare le pagine del libro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutti in quel momento ci chiedevamo: \u201cChi era Giovanni Paolo II? Perch\u00e9 l\u2019abbiamo cos\u00ec tanto amato?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La mano invisibile che sfogliava l\u2019Evangeliario sembrava dirci: \u201cLa risposta \u00e8 nel Vangelo! La vita di Giovanni Paolo II \u00e8 stata una continua obbedienza al Vangelo di Ges\u00f9 per questo \u2013 ci diceva il vento! \u2013 per questo lo avete amato! Avete riconosciuto nella sua vita il Vangelo di sempre: il Vangelo che ha dato luce e speranza a generazioni e generazioni di cristiani\u201d. Oggi sappiamo che quel presentimento fu un\u2019ispirazione, perch\u00e9 la Chiesa, attraverso il Papa Francesco, dieci anni fa ha riconosciuto la santit\u00e0 di Giovanni Paolo II: e noi oggi esultiamo e ringraziamo coralmente Dio, artefice instancabile di santi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma ricordando le parole di Giovanni Paolo II: \u201cI santi non ci chiedono di applaudirli, ma di imitarli\u201d, doverosamente ci domandiamo: \u201cChe cosa ci insegna la santit\u00e0 di questo straordinario discepolo di Ges\u00f9 nel secolo ventesimo?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A me sembra che a Giovanni Paolo II debba essere riconosciuto un merito non piccolo: \u00e8 stato un uomo coraggioso nell\u2019epoca delle grandi paure; \u00e8 stato un uomo deciso e coerente\u2026 nell\u2019epoca dei compromessi e della indecisione programmatica. A lui si applicano stupendamente queste parole di Ges\u00f9: \u201cQuello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltato all\u2019orecchio predicatelo sui tetti. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l\u2019anima\u201d. Non solo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II \u00e8 stato coraggioso nel difendere la pace, mentre soffiavano venti di guerra<\/em><em>. Chi non ricorda il coraggio dei suoi ripetuti e accorati appelli, anche quando non venivano ascoltati? Talvolta sembrava un profeta che parlava nel deserto dell\u2019indifferenza: eppure Giovanni Paolo II non si \u00e8 lasciato scoraggiare, ma ha continuato a dire ci\u00f2 che lo Spirito di Ges\u00f9 gli suggeriva nel santuario della coscienza. E Papa Francesco oggi continua questo accorato e inascoltato appello alla pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giorno di Natale del 1990 Giovanni Paolo II espresse la sua preoccupazione e la sua sofferenza per la partecipazione di tante Nazioni alla \u201cconcentrazione massiccia di uomini e armi\u201d nel Golfo Persico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E nel messaggio natalizio rivolto al mondo disse cos\u00ec: \u201cLa luce di Cristo \u00e8 con le nazioni tormentate del Medio Oriente. Per l\u2019area del Golfo, trepidanti, aspettiamo il dileguarsi della minaccia delle armi. Si persuaderanno i responsabili che la guerra \u00e8 avventura senza ritorno\u201d. E Papa Francesco non si stanca di dire che \u201cla guerra \u00e8 sempre una sconfitta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II non venne ascoltato, ma la storia gli sta dando ragione: oggi pi\u00f9 di ieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E chi non ricorda con emozione e ammirazione il grido del <u>16 marzo 2003<\/u>, al termine del corso di Esercizi Spirituali, con i quali egli abitualmente iniziava la Santa Quaresima? Affacciandosi dalla finestra del suo appartamento, senza paura esclam\u00f2: \u201cIo so, io so che cosa \u00e8 la guerra! Io ho il dovere di dire a costoro (=a coloro che credono nella guerra!) che la guerra moltiplica l\u2019odio e non risolve i problemi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Che coraggio! In quel momento questo linguaggio era assolutamente controcorrente, ma Giovanni Paolo II ha sfidato pi\u00f9 volte l\u2019impopolarit\u00e0 per restare tenacemente fedele al suo compito di servo della verit\u00e0: quella verit\u00e0 che Ges\u00f9 ha consegnato alla Chiesa e, in particolare, ha consegnato a colui che Egli ha soprannominato \u201cpietra\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pi\u00f9 volte, ascoltando le parole di Giovanni Paolo II, mi \u00e8 venuta in mente questa lucidissima affermazione dell\u2019apostolo Paolo: \u201cNoi non abbiamo alcun potere contro la verit\u00e0, <u>ma per la verit\u00e0<\/u>\u201d (2Cor 13,8). Mai dobbiamo dimenticare questa affermazione dell\u2019Apostolo Paolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II \u00e8 stato un uomo coraggioso nel difendere la famiglia<\/em><em> in un\u2019epoca in cui si \u00e8 persa la consapevolezza <u>dell\u2019ineliminabile dualit\u00e0 sposo-sposa e padre-madre<\/u>. Papa Wojty<\/em><em>la, con occhio profetico, aveva nitidamente percepito che oggi \u00e8 in pericolo l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo, cio\u00e8 il costitutivo progetto dell\u2019umanit\u00e0 come famiglia, come uomo e donna che, attraverso l\u2019amore fedele, diventano culla della vita e luogo insostituibile di crescita e di educazione della vita umana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il suo insegnamento a difesa della famiglia fu insistente e appassionato. Nella \u201cLettera alle famiglie\u201d scrisse con lucida convinzione: \u201cAttraverso la famiglia fluisce la storia dell\u2019uomo, la storia della salvezza dell\u2019umanit\u00e0\u201d. E nella Esortazione Apostolica Familiaris consortio dichiar\u00f2: \u201cIn un momento storico nel quale la famiglia \u00e8 oggetto di numerose forze che cercano di distruggerla e comunque di deformarla, la Chiesa, consapevole che il bene della societ\u00e0 e di se stessa \u00e8 legato profondamente alla famiglia, sente in modo pi\u00f9 vivo e stringente la sua missione di proclamare a tutti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia\u201d (F.C.3).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Penso che Giovanni Paolo II abbia provato una lacerante ferita al cuore, quando si sparse la notizia che il Parlamento Europeo non era riuscito a trovarsi d\u2019accordo nel dare una definizione della famiglia: il fatto era gravissimo ed era un indice dello smarrimento della coscienza europea. Forse, spinto da questo allarmante dato, il Papa si butt\u00f2, come un atleta, a difendere la famiglia. Le Giornate Mondiali della Famiglia, il Giubileo delle Famiglie, i continui Messaggi agli Sposi e alle Famiglie sono il frutto di un amore tenace e, nello stesso tempo, sono un\u2019azione intelligente per rieducare i popoli e i parlamenti delle nazioni <u>ai valori che formano un\u2019autentica civilt\u00e0<\/u>. Se cade la famiglia, che cosa resta di una societ\u00e0? Se si smarrisce la famiglia, quale segnaletica guider\u00e0 i figli nel cammino della vita? Lo sbandamento dei giovani \u00e8 conseguenza dello sbandamento della famiglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II capiva tutto questo e, pertanto, dal suo cuore \u00e8 partito un insistente e qualificato magistero sul valore e sul significato della famiglia. Forse, fra qualche anno o fra qualche decennio, potremo meglio apprezzare l\u2019opera svolta da Giovanni Paolo II per ricostruire il senso della famiglia nell\u2019annebbiamento dell\u2019intelligenza dei nostri contemporanei. Col passare del tempo capiremo sempre di pi\u00f9 la verit\u00e0 di questa affermazione di Giovanni Paolo II: \u201c<u>Quanto pi\u00f9 la famiglia \u00e8 santa ed unita, tanto pi\u00f9 lo \u00e8 la societ\u00e0. Al contrario, lo sfacelo della societ\u00e0 ha inizio con lo sfacelo della famiglia<\/u>. \u00c8 una convinzione espressa da uno de maggiori scrittori spagnoli del Novecento, Miguel De Unamuno, il quale disse: \u2019L\u2019agonia della famiglia \u00e8 l\u2019agonia del cristianesimo\u2019\u201d. Ed \u00e8 anche l\u2019agonia dell\u2019umanit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per questo motivo anche Papa Francesco nel viaggio in Georgia dell\u2019anno 2016 sottoline\u00f2 che \u201coggi \u00e8 in atto una guerra mondiale contro la famiglia\u201d. Non possiamo restare indifferenti perch\u00e9 la famiglia \u00e8 un bene di tutti ed \u00e8 un bene per tutti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II \u00e8 stato un uomo coraggioso nel difendere la dignit\u00e0 della vita umana<\/em><em>, di ciascuna vita umana: bianca o gialla o nera; sana o ammalata; ricca o povera; dal concepimento alla morte. L\u2019enciclica Evangelium vitae \u00e8 un documento straordinario che parla all\u2019intelligenza e al cuore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II afferma: \u201cSul riconoscimento di tale diritto (=diritto alla vita) sifonda l\u2019umana convivenza\u201d. Eppure recentemente il Parlamento Francese ha dichiarato costituzionale il diritto all\u2019aborto, cio\u00e8 il diritto di uccidere il bambino nel grembo della madre. Il diritto alla vita non esiste pi\u00f9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per questo motivo \u00e8 significativo ricordare il fremito che attravers\u00f2 improvvisamente tutta la persona di Giovanni Paolo II alla Valle dei Templi, nei pressi di Agrigento il 9 maggio 1993! Con piglio degno di Amos o di Osea e con linguaggio potente come quello di Isaia\u2026 egli grid\u00f2 tra lo stupore di tutti: \u201cUomini della mafia, convertitevi! Di quello che fate oggi ne dovrete un giorno rispondere davanti a Dio!\u201d. In quel momento tutti avvertirono che il Papa si esponeva al rischio della vendetta e, forse, anche al pericolo di un nuovo attentato. Ma Giovanni Paolo II era pronto a dare la vita: nel suo lungo pontificato egli ha spesso camminato su aspidi e vipere, confidando unicamente nell\u2019aiuto e nella protezione del Signore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Egli \u00e8 stato un uomo coraggioso nel cercare i giovani e nel parlare ai giovani<\/em><em>. All\u2019inizio del suo pontificato sembrava che la Chiesa non riuscisse pi\u00f9 a intercettare il linguaggio dei giovani e non avesse pi\u00f9 la credibilit\u00e0 presso le nuove generazioni. Giovanni Paolo II non ha accettato la fuga o la politica dello struzzo. Egli sapeva che i giovani senza Cristo, non avrebbero mai potuto trovare il senso della vita e non avrebbero mai potuto assaporare la verit\u00e0 affascinante dell\u2019amore, <u>che \u00e8 dono di s\u00e9 e non capriccio che tutto e tutti piega a s\u00e9<\/u>. Il Papa ha cercato i giovani e i giovani l\u2019hanno sentito amico: amico vero, amico sincero, amico che non scende a compromessi per avere audience, amico che non annacqua la proposta evangelica per diventare popolare, amico che non usa la demagogia per strappare gli applausi giovanili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E i giovani\u2026 l\u2019hanno applaudito con calore, con spontaneit\u00e0, con manifestazioni di simpatia, che spiazzavano tutti coloro che avevano gi\u00e0 previsto il funerale della Chiesa e l\u2019estinzione del nome cristiano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una tappa decisiva fu l\u2019incontro con i giovani al Parco dei Principi, a Parigi, il 1\u00b0 giugno 1990: la veglia dur\u00f2 tre ore, fu una grande festa e un dialogo serrato con ragazzi e ragazze che facevano domande e il Papa rispondeva. Tra gli altri and\u00f2 al microfono un giovane e, con totale spontaneit\u00e0, parl\u00f2 cos\u00ec: \u201cIo sono ateo. Rifiuto ogni credenza e ogni dogmatismo. Voglio dire inoltre che non combatto la fede di nessuno, per\u00f2 non comprendo la fede. Santo Padre, in che credete? Perch\u00e9 credete? Che vale il dono della nostra vita e com\u2019\u00e8 quel Dio che adorate?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo dir\u00e0 all\u2019amico Andr\u00e8 Frossard d\u2019essersi subito accorto che le domande di quel giovane \u201cnon figuravano nella lista\u201d che gli era stata consegnata. Le memorizz\u00f2 e si propose di rispondere come poteva, improvvisando. Ma poi il \u201cdialogo a tante voci\u201d di quella serata lo distrasse ed egli non rispose a quel ragazzo, che aveva detto le cose pi\u00f9 impegnative.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tornato a Roma, Giovanni Paolo \u201cdesolato per quella omissione\u201d, scrive al cardinale Marty \u201cper chiedergli di ritrovare quel giovane e di presentargli le mi scuse\u201d. Il giovane viene rintracciato, le scuse sono accettate con lo stupore del giovane. Ma il Papa non dimentica quella sfida e praticamente fa di ogni suo incontro con i giovani un tentativo di risposta a quelle domande fondamentali, perch\u00e9 \u201coggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile parlare della fede senza tener conto dell\u2019incredulit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I giovani hanno amato intensamente Giovanni Paolo II e l\u2019hanno cercato come si cerca un padre che, all\u2019opportunit\u00e0, sa anche correggere, perch\u00e9 sa amare veramente e lealmente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E concludo con un doveroso accenno alla devozione mariana di Giovanni Paolo II<\/em><em>. Gli anni 1965-1975 sono stati gli anni dell\u2019inverno mariano: sembrava che improvvisamente tanti (troppi!) facessero a gara nell\u2019emarginare la Madonna per ridare (cos\u00ec si diceva) la centralit\u00e0 a Ges\u00f9 Cristo. Il discorso era semplicemente pretestuoso, perch\u00e9 il Figlio e la Madre non sono alternativi ma correlativi. E Giovanni Paolo II ha ridato a Maria il suo posto nella Chiesa accanto a Ges\u00f9! E\u2019 partendo da Ges\u00f9, infatti che si scopre Maria; \u00e8 partendo da Ges\u00f9, che si avverte la presenza della Madre e la sua ineliminabile missione che non \u00e8 quella di sostituirsi al Figlio, bens\u00ec quella di portarci a Lui!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il suo stemma episcopale e pontificare era una vera carta d\u2019identit\u00e0: la \u201cM\u201d, che si stagliava sullo sfondo azzurro, veniva commentata dal grido del figlio verso la Madre: \u201cTotus tuus\u201d = \u201cTutto tuo!\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A questo punto diventa chiaro e commovente il gesto del Papa che, dopo il drammatico attentato del 13 maggio 1981, va a Fatima a ringraziare la Madre, consegnandoLe la pallottola mortale, che per\u00f2 non \u00e8 riuscita ad uccidere; diventa chiaro il continuo pellegrinaggio del Papa verso i Santuari mariani, dove \u201csi \u00e8 come contagiati dalla fede di Maria\u201d (Lettera per il VII centenario lauretano); diventa chiaro e luminoso il gesto del Papa, che stringe tra le mani la corona del Rosario per sentirsi aggrappato alla solidit\u00e0 e alla tenerezza della Madre, diventa chiara la fedelt\u00e0 alla recita dell\u2019\u201dAngelus\u201d che il Papa ha portato sulle piazze, sui monti e nei crocicchi del mondo intero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il significato del terzo segreto di Fatima fu chiaro a partire dal 13 maggio 1981, giorno dell\u2019attentato in Piazza San Pietro. E, soprattutto, a partire dal 25 marzo 1984.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Infatti, rispondendo all\u2019invito consegnato dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima il 13 luglio 1917, Giovanni Paolo II consacr\u00f2 la Russia al Cuore Immacolato di Maria nel giorno della festa dell\u2019Annunciazione, cio\u00e8 il 25 marzo 1984: il fatto, ad occhi superficiali, poteva sembrare un semplice gesto di devozione. Invece\u2026 un anno dopo, in Russia va al potere Michail Gorbaciov ed inizia il pacifico processo di autodemolizione dell\u2019impero del comunismo ateo: qualcosa di incredibile, di impensabile, di imprevedibile!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E l\u20199 dicembre 1991, festa dell\u2019Immacolata Concezione di Maria, in una riunione dei leaders delle pi\u00f9 importanti repubbliche dell\u2019URSS viene deciso lo smantellamento dell\u2019Unione Sovietica: il fatto stup\u00ec il mondo intero e lasci\u00f2 tutti con il fiato sospeso. Come era stato possibile?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo stesso Michail Gorbaciov, ricordando quell\u20198 dicembre memorabile, ha confidato: \u201cAncora oggi non riesco a capire quello che pass\u00f2 per la testa dei deputati russi, ucraini e bielorussi in quell\u20198 dicembre 1991\u201d (cos\u00ec riportava il <u>Corriere della Sera, 30 dicembre 2001<\/u>). Ma se osserviamo attentamente la data (8 dicembre!), scorgiamo attraverso questo ricamo di eventi una mano delicata e decisa: la mano materna di Maria!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vorrei aggiungere una osservazione. I \u201cfatti\u201d di Fatima non furono la ragione della devozione mariana di Giovanni Paolo II: sarebbe un terribile travisamento pensare questo, poich\u00e9 \u00e8 vero il contrario. La devozione mariana di Giovanni Paolo II, infatti, \u00e8 la ragione e la spiegazione dei \u201cfatti\u201d di Fatima: e non viceversa. Cio\u00e8: poich\u00e9 il Papa amava Maria e a Lei aveva detto \u201cTotus tuus\u201d, Maria gli ha fatto sentire il 13 maggio 1981 tutta la verit\u00e0 e la tenerezza della sua maternit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La ragione della devozione mariana di Giovanni Paolo II, pertanto, <u>era anteriore a Fatima e indipendente da Fatima<\/u>. La devozione mariana del Papa era totalmente fondata sul Vangelo, fondata sulla Parola di Dio. Nella Lettera Apostolica Tertio millennnio adveniente Egli scrisse: \u201cLa risposta di Maria all\u2019angelico messaggio \u00e8 univoca: \u2018Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto\u2019 (Lc1,38)\u201d. Giovanni Paolo II esclama: \u201cMai tanto dipese, come allora, dal consenso dell\u2019umana creatura\u201d (T.M.A.2).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per questo motivo oggi la nostra gratitudine \u00e8 ancora pi\u00f9 forte e pi\u00f9 convinta. E ogni volta che stringiamo la corona del Santo Rosario e recitiamo l\u2019Ave Maria, esca dal nostro cuore un\u2019esclamazione spontanea: \u201cTotus tuus, Maria!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><u>\u00c8 l\u2019eredit\u00e0 mariana, che chi ha lasciato Giovanni Paolo II ed \u00e8 sempre valida<\/u>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E, con fiducia, oggi ci fa pregare cos\u00ec:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maria, Madre della Chiesa, prega per noi!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maria, aiuto dei cristiani. Prega per noi!<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sia lodato Ges\u00f9 Cristo!\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 aprile del 2005 lasciava la vita terrena un uomo di Dio che definire eccezionale non \u00e8 neanche lontanamente sufficiente. Un uomo intelligente, sensibile e Santo. 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