{"id":15302,"date":"2024-08-05T22:09:58","date_gmt":"2024-08-05T21:09:58","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=15302"},"modified":"2024-08-05T22:09:59","modified_gmt":"2024-08-05T21:09:59","slug":"la-narrazione-ha-sostituito-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/la-narrazione-ha-sostituito-la-storia\/","title":{"rendered":"La narrazione ha sostituito la storia"},"content":{"rendered":"\n<p>Il professore Renzo De Felice storico di fama internazionale cos\u00ec descrisse in quali binari dovrebbe muoversi chiunque si occupi di scrivere di Storia:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Oggi nulla, salvo che l\u2019essere stato marxista e comunista mi ha immunizzato dal fare del moralismo sugli avvenimenti storici. I discorsi in chiave morale applicati alla Storia da qualunque parte vengano e comunque siano motivati, provocano in me un senso di noia, suscitano il mio sospetto nei confronti di chi li pronuncia e mi inducono a pensare a mancanza di idee chiare, se non addirittura ad un\u2019ennesima forma di ricatto intellettuale\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"288\" height=\"334\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/rOMANO-9-STORIA-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15303\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/rOMANO-9-STORIA-1.jpg 288w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/rOMANO-9-STORIA-1-259x300.jpg 259w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Orbene buona parte degli storici oltre a forme di moralismo sempre pi\u00f9 accentuate vi hanno aggiunto pregiudizi conditi da una forma di racconto che non ha nulla a che fare con la ricerca di documentazione ed \u00e8 diventata solo \u201c<em>narrazione<\/em>\u201d col rischio di farne uno spettacolo viste le molte trasmissioni sulla Storia in TV. A tal proposito \u00e8 bene precisare i confini ma, soprattutto, le diversit\u00e0 e le totali differenze che ci sono tra la \u201c<em>Narrazione<\/em>\u201d e la \u201c<em>Storia<\/em>\u201d. La narrazione, ormai dilagata ovunque, \u00e8 una forma ancestrale e potentissima di comunicazione per cui raccontare storie \u00e8 anche un modo di manipolazione degli altri. Essa ha lo scopo principale di condizionare e influenzare le menti altrui. La Storia, invece, deriva dal greco \u201cIstoria\u201d che significa \u201c<em>ricerca e indagine<\/em>\u201d ed \u00e8 la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l&#8217;uso di <em>fonti<\/em>, di <em>documenti<\/em>, di <em>testimonianze<\/em> e <em>racconti<\/em> che trasmettono il sapere del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna che ci si convinca del fatto che se non si conosce la Storia non si comprende il presente e n\u00e9, tantomeno, si pu\u00f2 pensare di costruire il futuro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"409\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ROMANO-9-STORIA-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15304\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ROMANO-9-STORIA-2.jpg 350w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ROMANO-9-STORIA-2-257x300.jpg 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ad un ribaltamento completo sulla narrazione della storiografia marxista ha, senza ombra di dubbio, contribuito la storica Elena Aga Rossi con il suo saggio \u201c<em>L&#8217;Italia tra le grandi potenze. Dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda<\/em>\u201d una delle maggiori studiose della politica e dell\u2019intervento degli Alleati in Europa e soprattutto in Italia durante la guerra e della conseguente influenza dell\u2019Unione Sovietica in Italia nei primi anni della guerra fredda. Sull\u2019una e l\u2019altra tematica ha prodotto nel tempo una cospicua serie di ricerche originali che hanno in pi\u00f9 casi costituito punti di svolta della ricerca storica sulla Campagna d\u2019Italia e in generale sulla Storia politica del nostro Paese fra guerra e dopoguerra. Ora i risultati di quelle ricerche hanno trovato una definitiva sistemazione su tre piani principali: <em>i piani alleati per la divisione dell\u2019Europa elaborati dagli alleati durante la guerra<\/em>; <em>la Campagna d\u2019Italia degli angloamericani<\/em> e <em>i rapporti del PCI con l\u2019Unione Sovietica<\/em>. In questo lavoro <em>\u00e8 molto documentata la dipendenza del Pci, negli anni della segreteria di Palmiro Togliatti, dall&#8217;Urss<\/em>. La strategia a lungo termine di Stalin era ben chiara per giungere ad un progressivo e forte rafforzamento di un comunismo italiano ispirato da Mosca. Allo stesso tempo, Stalin si era costruito anche un piano B col quale infatti consentiva, in modo soft, la via insurrezionale impersonificata da Pietro Secchia mantenendo in piedi un esercito clandestino, armato, pronto a sostenere l\u2019eventualit\u00e0 di una rivoluzione. Su cosa sia stato il rapporto fra Stalin e Togliatti e, quindi, fra l\u2019URSS ed il PCI \u00e8 stato totalmente messo a nudo dal lavoro svolto dagli storici Elena Aga Rossi e Viktor Zaslavskij che, nel 1997, in un loro saggio \u201c<em>Togliatti e Stalin. Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca<\/em>\u201d edito dal Mulino in cui l&#8217;ampio e documentato volume esamina i rapporti tra il PCI ed il Cremlino sulla base dei documenti negli archivi di Mosca che sono stati desecretati e messi a disposizione degli storici dai primi anni Novanta. Il libro sostiene che, contrariamente a quanto tramandato ed imposto dalla storiografia del PCI e da una prevalente narrazione mediatica, la <em>Svolta di Salerno<\/em> non fu un atto autonomo di Palmiro Togliatti, ma scatur\u00ec da una decisione del governo sovietico. I due autori hanno trovato due documenti che, fino a pochi mesi dalla \u201c<em>svolta\u201d<\/em>, dimostravano che alla fine del 1943 Palmiro Togliatti fosse fermamente contrario sia al riconoscimento della monarchia che all&#8217;ingresso nel primo governo Badoglio. La loro ricostruzione storica, basata sui documenti degli archivi di Mosca, dimostra che Togliatti mantenne la propria posizione di autonomia fino al marzo 1944. Stalin lo convoc\u00f2 al Cremlino il 4 marzo del 1944 comunicandogli che rifiutava totalmente le sue argomentazioni e gli spieg\u00f2 che sarebbe stato meglio per il PCI entrare nel governo Badoglio e cos\u00ec <em>Togliatti, come al Comintern fece quello che gli aveva detto Stalin<\/em>, <em>rovesci\u00f2 la propria linea anti badogliana e, giunto in Italia, convinse il gruppo dirigente del PCI ad entrare nel governo<\/em>. In tal modo il 24 aprile 1944 nasceva il secondo governo Badoglio con la partecipazione dei sei partiti del CLN, compreso il PCI.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sono i documenti che dimostrano come dalla narrazione della svolta di Salerno in avanti tanto sia stato aggiustato e posto per far luogo a \u201c<em>storie<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il professore Renzo De Felice storico di fama internazionale cos\u00ec descrisse in quali binari dovrebbe muoversi chiunque si occupi di scrivere di Storia: \u201cOggi nulla, salvo che l\u2019essere stato marxista e comunista mi ha immunizzato dal fare del moralismo sugli avvenimenti storici. 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