{"id":15670,"date":"2024-10-24T09:24:02","date_gmt":"2024-10-24T08:24:02","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=15670"},"modified":"2024-10-24T09:24:03","modified_gmt":"2024-10-24T08:24:03","slug":"fede-e-ragione-fede-e-scienza-uno-sguardo-olistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/fede-e-ragione-fede-e-scienza-uno-sguardo-olistico\/","title":{"rendered":"Fede e ragione, fede e scienza, uno sguardo olistico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"923\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MARTINA-13-copertina-Scalabrino-COPERTINA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15671\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MARTINA-13-copertina-Scalabrino-COPERTINA.jpg 600w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MARTINA-13-copertina-Scalabrino-COPERTINA-195x300.jpg 195w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/MARTINA-13-copertina-Scalabrino-COPERTINA-580x892.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>&nbsp;<strong>Fede e ragione, fede e scienza: uno sguardo olistico<\/strong> Di Martina Luise <em>La suddivisione della cultura<\/em>. <em>Un ossimoro<\/em> di <a>Giuseppe Scalabrino<\/a>, edito la Bussola, maggio 2024, Roma, \u00e8 un testo veramente interessante in quanto scritto da un medico che per\u00f2 afferma chiaramente che la scienza non riesce a spiegare tutto e che quindi dalla Fede non si pu\u00f2 proprio prescindere. Questa riflessione emerge dalle pagine del libro che ragiona sulla impossibilit\u00e0 di scindere l\u2019unit\u00e0 del concetto di cultura. Infatti nel volume si discute dell\u2019impossibilit\u00e0 di dividere la cultura in due campi contrapposti, quella \u201cumanistica\u201d e quella scientifica. A tal fine, si menzionano molti intellettuali poliedrici secondo un criterio cronologico che va da Platone a Sch\u00f6nberg, esponenti sia della cultura occidentale sia di quella ebraica e di quella islamica. Particolare attenzione \u00e8 dedicata a pensatori non-medici che si sono per\u00f2 occupati di questioni di medicina. Nonostante una necessaria specializzazione culturale e professionale, si giunge, in queste pagine, alla conclusione che non pu\u00f2 essere giustificata la separazione della cultura e, che essa debba essere invece considerata solo in una visione olistica. Ci sono molti riferimenti alla fede nel libro del Professore Scalabrino, che spiega il ruolo fondamentale che essa ha nella vita: \u201cquando ho avuto l\u2019occasione, attraverso incontri importanti, ho cercato di capire quanto la Fede trasmessa rispondesse alle domande che mi facevo sul senso della vita. Anche perch\u00e9 ho capito che la ricerca scientifica non \u00e8 in grado di dare risposte adeguate a queste domande. In effetti, sia sulla vita che sulla morte, il nostro sapere di ricercatori riesce a dare qualche pallida spiegazione circa il \u201ccome\u201d mentre restiamo alquanto ignoranti rispetto al \u201cperch\u00e9 \u201c, ovviamente inteso nel suo pi\u00f9 profondo significato esistenziale, antropologico e filosofico. Penso che chi \u00e8 seriamente impegnato con la vita non possa rinunciare alla ricerca di senso e di significato. Tutti gli scienziati, in particolare i biologi, sanno anche bene quanto sia importante che una realt\u00e0 abbia senso per essere riconoscibile e diventare una informazione utile. In questo senso il lavoro scientifico ha dato forza, non solo alle mie domande, ma anche supportato la ragionevolezza delle risposte che l\u2019esperienza della Fede mi ha proposto\u201d. <a>L\u2019autore sottolinea, con un bellissimo riferimento, come Fede e ragione, fede e scienza, che da sempre sono una diatriba in seno alla Chiesa<\/a>, possano avere un dialogo fecondo: \u201cCome scrive San Giovanni Paolo II nell\u2019incipit della bellissima enciclica <em>Fides et Ratio<\/em> :&lt;&lt;La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verit\u00e0&gt;&gt;. La fede lungi dall\u2019essere una zavorra, \u00e8 in grado di &lt;&lt;provocare la ragione ad uscire da ogni isolamento e rischiare per tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello, buono e vero. La fede si fa avvocato convinto e convincente della ragione&gt;&gt;. Anche il successivo pontificato di Benedetto XVI ha svolto molti dei punti critici di questa enciclica e poi anche la <em>Lumen Fidei<\/em>, scritta da Papa Francesco, vi si sofferma ribadendo l\u2019armonia innata tra ragione e fede ed evidenziando che quando questa dinamica viene meno, le domande fondamentali scompaiono o sono negate e la stessa ragione si confonde. Nella enciclica <em>Lumen Fidei<\/em> \u00e8 scritto: &lt;&lt;quando la luce della ragione non riesce ad illuminare il futuro l\u2019uomo resta abbandonato all\u2019oscurit\u00e0 e alla paura dell\u2019ignoto&gt;&gt;, e questo credo descriva anche molto bene la situazione di fragilit\u00e0 e il drammatico disagio esistenziale del nostro tempo. Questa condizione la si potrebbe arginare con l\u2019onest\u00e0 intellettuale di un dialogo serio e realista che non censuri le domande fondamentali che ogni uomo si pone sul senso della vita. E su questo tema c\u2019\u00e8 una vasta letteratura e tante testimonianze. Anche Henry Poincar\u00e8, che non era un credente, ha scritto che:&lt;&lt;La scienza pu\u00f2 farci conoscere i rapporti tra le cose, non le cose in quanto tali. Al di l\u00e0 di questi rapporti non c\u2019\u00e8 alcuna realt\u00e0 conoscibile scientificamente. L\u2019esperienza \u00e8 la sola fonte di verit\u00e0, essa sola ci pu\u00f2 insegnare qualcosa di nuovo&gt;&gt;. In bocca a Poincar\u00e8, sembra una affermazione contradditoria visto che era un cultore della scienza cosiddetta sperimentale. In realt\u00e0 questa sua affermazione evidenzia in modo inequivocabile il significato vero e profondo del termine \u00abesperienza\u00bb e cio\u00e8 che l\u2019esperienza ha a che fare con l\u2019autocoscienza stessa della persona umana. Il che significa che la sola scienza non pu\u00f2 stabilire ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che non lo \u00e8 senza interpellare il livello misterioso della coscienza di ogni persona\u201d. \u201cPascal- spiega ancora il professore Giuseppe Scalabrino \u2013 ci ha detto che la scienza ha come scopo il sapere e la conoscenza: &lt;&lt;Noi conosciamo la verit\u00e0, non solamente con la ragione, ma anche con il cuore&gt;&gt;. E la conoscenza vera \u00e8 un cammino verso il bello per un bene che ci aspettiamo dalla vita. Su questo tema, nel 2008, papa Ratzinger nella sua lezione alla Universit\u00e0 della Sapienza a Roma (mai letta perch\u00e9 impedito ad intervenire), parafrasando quanto ha scritto S. Agostino (\u201c<em>il semplice sapere, rende tristi<\/em>\u201d) ha concluso che: \u201c<em>chi vede e apprende soltanto tutto ci\u00f2 che avviene nel mondo, finisce per diventare triste perch\u00e9 verit\u00e0 significa di pi\u00f9 che sapere e la conoscenza della verit\u00e0 ha come scopo la conoscenza del bene<\/em>\u201d. In questo suggestivo libro l\u2019autore parla anche della dignit\u00e0 umana e risponde alla mia domanda circa il peso che questa ha nella medicina: \u201cha un peso fondamentale perch\u00e9 la medicina non \u00e8 una scienza ma un\u2019arte e occupandosi di un bene per l\u2019uomo deve partire da uno sguardo realistico che riconosce la misteriosit\u00e0 stessa della vita. Erwing Chargaff, uno dei padri della biologia molecolare, ha splendidamente scritto: &lt;&lt;L\u2019indecifrabilit\u00e0 della vita umana, dei destini dell\u2019uomo, non potr\u00e0 mai essere racchiusa in una formula. Non sappiamo che cosa sia la vita, ma ciononostante la manipoliamo come se fosse una soluzione salina di composti inorganici. Nessuno scienziato, nessuno sa cosa sia la vita, e nessuno potr\u00e0 mai spiegarla. \u00c8 un mistero eterno&gt;&gt;. Se la medicina non mette al primo posto la dignit\u00e0 della persona umana e il cuore di cui parla Pascal, diventa infatti solo freddo tecnicismo e perfino interesse economico e campo di affermazione tra primi della classe che si contendono il primato. In certa ricerca della cosiddetta \u201cbiomedicina\u201d a volte la persona appare secondaria al mercato, al successo, all\u2019affermazione del potere della tecnoscienza sulla stessa natura umana. Per questo, in copertina di questo mio testo ho messo un dipinto di Enrique Simonet che rappresenta un medico con in mano il cuore di una prostituta di cui sta facendo l\u2019autopsia che commenta quasi sorpreso: &lt;&lt; anche lei aveva un cuore&gt;&gt;. &nbsp;Pongo ancora una domanda all\u2019autore circa quanto sia lecito che si spinga la medicina affinch\u00e9 la dignit\u00e0 umana sia preservata e il professore Giuseppe Scalabrino spiega: \u201cNon si pu\u00f2 rispondere sinteticamente a questa domanda senza rischiare di essere generici. Bisognerebbe entrare in dettagli e considerare situazioni molto diverse tra loro che richiederebbero una precisa valutazione. Una cosa \u00e8 tuttavia importante, che la medicina non si spinga a definire il senso della vita, a manipolarla illudendosi di possederla o a stabilire regole che dicano quando la vita \u00e8 degna di essere vissuta. La vita \u00e8 un viaggio spesso doloroso ma anche meraviglioso e soprattutto misterioso che richiede sempre rispetto\u201d. &nbsp;L\u2019autore di questo affascinante libro, termina il suo scritto con un intero capitolo dedicato alla fede e nel domandargli come mai questa decisione proprio in un testo che parla del rapporto tra la Fede e la scienza ed \u00e8 scritto da un medico, afferma: \u201cPerch\u00e9 &#8211; spiega il professore Scalabrino &#8211; la vita \u00e8 una relazione e accade dentro una trama di incontri e la fede comporta sempre un incontro con testimoni credibili. Ho messo per ultimo alcuni scritti relativi a incontri che per me sono stati e sono ancora decisivi per la loro testimonianza. Per conoscere, la ragione \u00e8 sempre costretta ad aderire al dato reale \u201cper fiducia\u201d e anche in scienza questo rappresenta il punto di partenza per la successiva verifica critica. Come dice la <em>Fides et Ratio<\/em>: &lt;&lt;L &#8216;uomo, essere che cerca la verit\u00e0, \u00e8 dunque anche colui che vive di credenza. Nel credere, ciascuno si affida alle conoscenze acquisite da altre persone&gt;&gt;. I testimoni sono un elemento importante nella vita di ciascuno di noi. E come ha scritto Benedetto XVI in <em>Spe Salvi<\/em> :&lt;&lt;Quando uno nella sua vita fa l\u2019esperienza di un grande amore, quello \u00e8 il momento di \u201credenzione\u201d che d\u00e0 un senso nuovo alla sua vita&gt;&gt;. I testimoni che ho riportato dicono un grande amore per Cristo e per la Chiesa e raccontano di una fede vissuta in una comunione capace di generare una cultura nuova\u201d. &nbsp; Giuseppe Scalabrino, nato a Milano, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1968 presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, \u00e8 stato professore ordinario di Patologia Generale nella Facolt\u00e0 di Medicina della stessa Universit\u00e0 dal 1986 al 2014.<br>Nel 1983 ha vinto il Premio Internazionale \u201cW.C. R\u00f6ntgen\u201d dell\u2019Accademia dei Lincei.<br>\u00c8 membro effettivo dell\u2019Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. \u00c8 membro dell\u2019\u201dEditorial Board\u201d di numerose riviste internazionali. \u00c8 stato presidente della Commissione per la Ricerca Scientifica della Facolt\u00e0 di Medicina. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Fede e ragione, fede e scienza: uno sguardo olistico Di Martina Luise La suddivisione della cultura. 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