{"id":15922,"date":"2024-12-26T19:57:30","date_gmt":"2024-12-26T18:57:30","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=15922"},"modified":"2024-12-26T19:57:31","modified_gmt":"2024-12-26T18:57:31","slug":"il-significato-originario-di-tizio-e-prometeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/il-significato-originario-di-tizio-e-prometeo\/","title":{"rendered":"Il significato originario di tizio e prometeo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Uno studio di Felice Vinci pubblicato sulla rivista scientifica americana \u201cJournal of Anthropological and Archaeological Sciences\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"422\" height=\"491\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15923\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-1.jpg 422w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-1-258x300.jpg 258w\" sizes=\"auto, (max-width: 422px) 100vw, 422px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo articolo, che riprende le conclusioni di un precedente studio<sup>1<\/sup> in cui abbiamo proposto una nuova ipotesi sulla reale ubicazione dei Campi Elisi, cercheremo di dimostrare che alcuni personaggi della mitologia greca, come Tizio e Prometeo, potrebbero essere stati originariamente ispirati da un particolare tipo di vulcani in eruzione. A tal fine abbiamo utilizzato una metodologia consistente in un nuovo esame critico non solo delle fonti classiche ma anche di altri contesti letterari, che sottolinea alcuni aspetti a cui gli studi di settore non avevano ancora dedicato particolare attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conviene innanzitutto riassumere alcuni aspetti salienti dell&#8217;articolo sopracitato. Nel mondo polinesiano non mancano indizi che sembrano attestare antichi contatti con popolazioni caucasiche, quali la presenza di megaliti e l&#8217;aspetto fisico di molti indigeni incontrati dai primi esploratori europei<sup>2<\/sup>, per non parlare di miti, leggende, usanze, caratteristiche e nomi di divinit\u00e0, e perfino racconti tradizionali che curiosamente richiamano sia l&#8217;Iliade che l&#8217;Odissea. \u00c8 sorprendente anche la corrispondenza tra il nome della danza tradizionale polinesiana, la <em>hula<\/em> (chiamata anche <em>hura<\/em>, data l\u2019oscillazione tra <em>L<\/em> e <em>R<\/em> che si riscontra nei dialetti locali), e il termine greco <em>choros<\/em>, \u201cdanza\u201d (in particolare, la danza tipica di Tahiti si chiama <em>Hori Tahiti<\/em>). Non meno significativo \u00e8 il caso dei canti tradizionali polinesiani, chiamati <em>mele<\/em>, nome identico al greco <em>melos<\/em>, \u201ccanzone, canto epico\u201d, in tutte le sue sfumature di significato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"728\" height=\"444\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15924\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-2.jpg 728w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-2-300x183.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-2-580x354.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 728px) 100vw, 728px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro, che sembra delineare una civilt\u00e0 marittima preistorica diffusa su tutta la Terra, alcune peculiari caratteristiche attribuite dai poeti greci ai Campi Elisi (tra cui, ma non solo, la straordinaria mitezza del clima, e in particolare un piacevolissimo vento rinfrescante) sembrano essere tipiche dell&#8217;Isola Hawaii \u2013 dove l&#8217;area circostante alla bellissima baia di Hilo mostra sorprendenti convergenze tra mitologia greca e polinesiana \u2013 al punto da suggerire la collocazione di questi luoghi mitici proprio l\u00e0, &#8220;ai confini del mondo&#8221;, dove secondo Omero, Esiodo e Pindaro regnava Crono, affiancato dal &#8220;biondo Radamanto&#8221;, dopo essere stato detronizzato da Zeus. Infatti, secondo Pindaro, l\u00e0 \u201cfiori dorati splendono da bellissimi alberi (&#8230;) per coloro che intrecciano le loro mani con corone e ghirlande secondo i saggi consigli di Radamanto\u201d<sup>3<\/sup>: questa \u00e8 un&#8217;immagine deliziosamente \u201chawaiana\u201d, dove quei \u201cfiori dorati\u201d che sbocciano sugli alberi alludono all&#8217;ibisco giallo hawaiano, un arbusto che produce un bellissimo fiore dorato, dal 1988 considerato il fiore ufficiale dello Stato delle Hawaii.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"693\" height=\"453\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15925\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-3.jpg 693w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-3-300x196.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-3-580x379.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i numerosi altri esempi che si possono fornire a supporto di questa collocazione, rimandiamo all&#8217;articolo citato in precedenza, dove ci siamo anche soffermati sulle sorprendenti relazioni tra il mondo polinesiano e quello dei Feaci, i mitici navigatori dell&#8217;Odissea. Al riguardo, quel che pi\u00f9 colpisce sono le straordinarie corrispondenze tra i tipici monumenti polinesiani, i <em>marae<\/em> \u2013 luoghi sacri costituiti da una piattaforma rettangolare pavimentata in pietra e un perimetro segnato da alte pietre, con al centro o su un lato una pietra verticale, anch\u2019essa considerata sacra, in uno spazio aperto di fronte al mare dove si svolgevano i rituali religiosi, politici e sociali degli antichi polinesiani \u2013 e la particolarissima struttura dove secondo Omero si riunivano in assemblea i Feaci, chiamati <em>nausiklytoi<\/em> (\u201cfamosi per le navi\u201d): \u201cL\u00ec \u00e8 il loro luogo di riunione presso il bell\u2019altare di Poseidone, munito di enormi pietre conficcate in profondit\u00e0 nella terra\u201d<sup>4<\/sup>. Ci\u00f2 che appare molto significativo \u00e8 anche il fatto che queste corrispondenze non si limitano alle strutture, ma si riscontrano anche nel loro utilizzo: infatti, durante l&#8217;adunanza (che si svolgeva in riva al mare) in cui i Feaci accolsero Odisseo, considerato un ospite d&#8217;onore, l&#8217;Odissea racconta che ebbe luogo una danza di giovani accompagnata dal canto di un aedo con la cetra<sup>5<\/sup>. Ma ancora oggi i Polinesiani eseguono le loro danze durante la cerimonia di benvenuto agli ospiti, che si svolge nel marae ed \u00e8 caratterizzata da raffinati discorsi e canti tradizionali, esattamente come usavano fare i Feaci omerici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quell&#8217;articolo avevamo anche notato che Ino, la dea del mare che salva Odisseo da una tempesta e gli consente miracolosamente di approdare nella terra dei Feaci, ha molti tratti in comune con Hina, la grande dea polinesiana legata al mare e alla luna: perfino il nome attribuito da Omero a Ino, <em>Leukothe\u0113<\/em>, \u201cla Dea bianca\u201d, corrisponde al fatto che in lingua polinesiana <em>hina-hina<\/em> significa &#8220;bianca&#8221;<sup>6<\/sup>. Da tutto ci\u00f2 \u00e8 ragionevole dedurre che i mitici Feaci, i \u201cfamosi navigatori\u201d dell&#8217;Odissea, siano l&#8217;ultimo ricordo di un\u2019antichissima civilt\u00e0 marinara, precedente al mondo della guerra di Troia, che si era estesa su buona parte degli oceani del pianeta grazie all&#8217;Optimum Climatico Olocenico (HCO, detto anche Optimum Climatico Atlantico)<sup>7<\/sup>, che assicur\u00f2 un clima eccezionalmente mite per migliaia di anni proprio in concomitanza con il fiorire della civilt\u00e0 megalitica (ricordata dalla mitologia greca come la felice Et\u00e0 dell\u2019Oro governata da Crono). Ci\u00f2 \u00e8 confermato dal fatto che in un recente articolo sul megalitismo europeo Bettina Schulz Paulsson proclama con forza l\u2019esistenza di \u201cuna avanzata tecnologia marittima e della navigazione nell\u2019era megalitica (\u2026) Le competenze marittime, le conoscenze e la tecnologia di queste societ\u00e0 devono essere state molto pi\u00f9 sviluppate di quanto si sia pensato finora\u201d<sup>8<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre a quell\u2019epoca, grazie a temperature pi\u00f9 elevate di quelle odierne, era possibile raggiungere facilmente il Pacifico dall\u2019Oceano Atlantico grazie a un\u2019agevole rotta polare per il mare Artico, che in estate era navigabile: le navi seguivano tutta la costa settentrionale della Groenlandia e del Canada fino allo Stretto di Bering e poi costeggiavano l\u2019Alaska, da dove poi l\u2019aliseo di nord-est le spingeva verso l\u2019Isola Hawaii, dove approdavano alla Baia di Hilo (cio\u00e8 i Campi Elisi, di cui infatti Omero ricorda il vento fresco<sup>9<\/sup>, ovvero l\u2019aliseo tipico delle Hawaii). Ci\u00f2 evitava la necessit\u00e0 di doppiare il lontanissimo e pericolosissimo Capo Horn, considerato un vero e proprio cimitero delle navi a causa delle tempeste, delle correnti, degli insidiosi bassifondi rocciosi e degli iceberg, come invece erano costretti a fare gli europei (spagnoli, francesi, inglesi e cos\u00ec via) quando, gi\u00e0 diversi secoli prima della rivoluzione industriale, con i loro velieri riuscirono comunque ad estendere i loro imperi coloniali fino agli arcipelaghi della Polinesia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"570\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-1024x570.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15926\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-1024x570.jpg 1024w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-300x167.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-768x428.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-580x323.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4-860x479.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-4.jpg 1088w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto poi alla plausibilit\u00e0 di viaggi transoceanici durante la preistoria, ce ne siamo gi\u00e0 occupati in un precedente articolo<sup>10<\/sup> volto a individuare la reale ubicazione delle mitiche Colonne d&#8217;Ercole, in cui abbiamo verificato che nelle opere di Plutarco e Platone vi sono corretti riferimenti alla geografia dell\u2019Atlantico e del continente situato oltreoceano. In particolare, Plutarco menziona sia quest\u2019ultimo che le isole che si trovano lungo la sua rotta, per poi soffermarsi su un antico insediamento di Elleni, da lui chiamati \u201cContinentali\u201d<sup>11<\/sup>, nella regione canadese del Golfo del San Lorenzo, di cui indica la latitudine con sorprendente precisione. Allo stesso modo, anche Platone, oltre ad annunciare con grande enfasi l&#8217;esistenza di un continente al di l\u00e0 dell&#8217;Atlantico \u2013 riguardo al quale ci assicura che in un&#8217;epoca precedente esso \u201cera navigabile\u201d<sup>12<\/sup> \u2013 menziona le isole situate lungo la rotta per raggiungerlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altro canto, il ricordo di antichi insediamenti europei sul versante americano dell&#8217;Atlantico settentrionale (forse riconducibili all&#8217;estrazione del rame dalle antiche miniere di Isle Royale, l&#8217;isola pi\u00f9 grande del Lago Superiore) sembra emergere da vari indizi, quali la persistenza di miti e leggende paragonabili a quelli del Vecchio Mondo e i tratti caucasici di alcuni nativi americani, che sembrano corroborare l&#8217;idea di antichi contatti tra le due sponde opposte dell&#8217;Atlantico. Tutto ci\u00f2 spiega immediatamente le straordinarie convergenze riscontrate tra miti, leggende, folklore e costruzioni megalitiche diffuse su tutto il pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ora \u00e8 giunto il momento di entrare nel vivo del presente articolo: a tal fine prenderemo innanzi tutto in esame i due passi in cui Omero menziona il gigantesco Tizio, \u201cfiglio di Gea\u201d, cio\u00e8 della Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tizio, il gigante \u201cfiglio della Terra\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo di questi passi, entrambi contenuti nell\u2019Odissea, si riferisce al momento in cui Alcinoo, il re dei Feaci, promette a Odisseo che una nave feacia lo riporter\u00e0 a casa: \u201canche se essa si trovasse molto oltre l\u2019Eubea, di cui quelli del nostro popolo che la videro, quando accompagnarono il biondo Radamanto a vedere Tizio, figlio di Gea, dicono che \u00e8 la pi\u00f9 lontana; vi andarono e senza fatica compirono il viaggio, e lo stesso giorno tornarono a casa\u201d<sup>13<\/sup>. Dunque qui Tizio viene messo contemporaneamente in relazione con i Feaci e con \u201cil biondo Radamanto\u201d, considerato il signore dei Campi Elisi sia da Omero<sup>14<\/sup> che da Pindaro<sup>15<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece nell\u2019altro passo in cui Tizio viene menzionato si trova nell\u2019Ade, dove sconta una terribile punizione: \u201cE vidi Tizio, il glorioso figlio di Gea, disteso a terra per nove pletri; e due avvoltoi sedevano, uno da ogni lato, e gli strappavano il fegato, penetrandogli le viscere; n\u00e9 poteva difendersi con le mani, perch\u00e9 aveva osato violentare Latona, moglie di Zeus, che stava andando a Pito passando per Panopeo con i suoi bei prati\u201d<sup>16<\/sup>. Ora, dato che nell&#8217;antica Grecia il pletro era un&#8217;unit\u00e0 di lunghezza pari a circa 30 metri, e quindi &#8220;nove pletri&#8221; qui non sembra indicare altro che una dimensione enorme, sproporzionata, viene spontaneo chiedersi chi, o cosa, fosse in realt\u00e0 questo gigantesco essere, perfino pi\u00f9 grande del dio Ares (il quale disteso a terra &#8220;copriva sette pletri&#8221;)<sup>17<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui possiamo subito escludere che il poeta si riferisca ad un essere umano, come conferma anche il fatto che i Feaci condussero Radamanto &#8220;a vedere&#8221; (<em>epops\u00f3menon<\/em>) Tizio, non certo a parlare con lui. A questo punto, per capire di cosa si tratti, sembra ragionevole supporre che questo episodio possa essere letto nei termini di un&#8217;antica metafora poetica, il cui significato originario si \u00e8 perduto nei secoli. Ma che tipo di metafora? Considerando da un lato l&#8217;ambientazione hawaiana del mondo di Radamanto, e dall&#8217;altro il fatto che il tormento di Tizio \u00e8 identico a quello di Prometeo, cio\u00e8 un dio del fuoco (su cui torneremo tra poco), si pu\u00f2 ipotizzare che dietro l&#8217;immagine del gigante Tizio, questo &#8220;figlio della Terra&#8221; che Radamanto va a vedere a bordo di una nave, si nasconda uno dei grandi vulcani polinesiani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"978\" height=\"787\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-15927\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg.png 978w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg-300x241.png 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg-768x618.png 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg-580x467.png 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/felice-vinci-15-5.jpg-860x692.png 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 978px) 100vw, 978px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, secondo il sito web dello <em>Hawai\u2019i Volcanoes National Park<\/em>, questi vulcani \u2013 e in particolare quelli dell&#8217;Isola Hawaii, dove abbiamo localizzato quei Campi Elisi il cui signore era Radamanto \u2013 sono chiamati \u201cvulcani a scudo\u201d perch\u00e9 producono colate laviche che, una volta solidificate, \u201cformano montuosit\u00e0 dolcemente inclinate, simili a scudi\u201d<sup>18<\/sup> dalla particolare forma convessa, che ricordano l\u2019aspetto dei lobi del fegato (Fig. 1), anche per il colore. Con il susseguirsi delle eruzioni, la lava si raffredda e si solidifica formando nuovi \u201clobi\u201d, che si accumulano, sovrapponendosi via via su quelli precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per inciso, il fatto che il sito appena citato definisca il vulcano pi\u00f9 grande dell\u2019Isola Hawaii \u201cun gigante addormentato\u201d si cala magnificamente in questo quadro, confermando la immutabile propensione della mente umana per certi tipi di metafore e di immagini, a dispetto dei millenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorremmo ancora sottolineare che questa identificazione \u00e8 supportata anche dal fatto che Omero, in entrambe le sue citazioni di Tizio, lo chiama sempre \u201cfiglio di Gea\u201d, cio\u00e8 della Terra (il che per un vulcano \u00e8 pi\u00f9 che naturale), e il suo eterno tormento nell\u2019Ade, che da sempre viene localizzato in un mondo sotterraneo, sembra a questo punto evocare la memoria e l\u2019immagine delle convulsioni e degli spasimi del grande gigante sdraiato, straordinaria metafora delle scosse sismiche e dei boati connessi alle eruzioni vulcaniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe perfino supporre che in una di esse sia stata distrutta un\u2019antica citt\u00e0, il cui ultimo ricordo, oscurato dai millenni trascorsi, potrebbe essere giunto fino a noi sotto la metafora della violenza fatta a Latona, madre di Apollo. Che essa, madre di una divinit\u00e0 solare, fosse la dea protettrice di quella citt\u00e0, che non riusc\u00ec a proteggere dal fuoco prodotto da un \u201cfiglio della Terra\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altronde, \u00e8 con un tipo di metafora del tutto analoga che a questo punto si potrebbe rileggere la storia di Thiazi \u2013 non a caso presentato come \u201cun terribile gigante\u201d nell\u2019Edda nordica<sup>19<\/sup> \u2013 il quale nelle sembianze di un\u2019aquila rap\u00ec la dea Idhunn e poi per\u00ec tra le fiamme. Qui colpisce anche la singolare corrispondenza tra il nome di Tizio e quello di Thiazi, che \u00e8 anche perfettamente coerente con i capelli biondi di Radamanto e con il suo nome nordico, accostabile al termine islandese <em>r\u00e1\u00f0aman\u00f0ur<\/em> (\u201ccomandante, capo, persona eminente\u201d) e al danese <em>r\u00e5dmand<\/em> (\u201cconsigliere\u201d). Quanto a Tizio-Thiazi, lo si potrebbe forse collegare ai vocaboli latini <em>titio<\/em> (\u201ctizzone, brace ardente\u201d) e <em>attitiare<\/em> (\u201cravvivare\u201d il fuoco, da cui derivano parole come l&#8217;italiano <em>attizzare<\/em>, il francese <em>attiser<\/em> e lo spagnolo <em>atizar<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo: potremmo forse associare questa stessa radice al nome dei mitici Titani, anch&#8217;essi figli di Gea, poich\u00e9 Omero, nell&#8217;unica occasione in cui li menziona, ne sottolinea la dimensione sotterranea: \u201cColoro che stanno sotto il Tartaro, chiamati Titani\u201d<sup>20<\/sup>. I Titani \u2013 forse accostabili agli angeli caduti dal cielo nella tradizione giudaico-cristiana \u2013 richiamano alla mente i vulcani dell&#8217;Islanda e quelli dell&#8217;Anello di Fuoco nell&#8217;Oceano Pacifico. Questi ultimi erano probabilmente ben noti ai navigatori dell&#8217;era megalitica, i quali, sfruttando la navigabilit\u00e0 dell&#8217;Oceano Artico durante l&#8217;Optimum Climatico Olocenico, scorrazzavano fra l&#8217;Atlantico settentrionale (chiamato dai Greci \u201cMare di Crono\u201d) e gli arcipelaghi dell&#8217;Oceano Pacifico, lasciando ovunque tracce della loro presenza, come megaliti, miti, leggende e folclore che si ritrovano, spesso sorprendentemente simili tra loro, sparsi per tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di essi l\u2019ultima memoria forse rimane nel mito di Atlantide, tramandatoci da Platone, secondo il quale questa civilt\u00e0 marittima preistorica nacque e si svilupp\u00f2 su una grande isola dell&#8217;Atlantico, che a nostro aviso corrisponde all\u2019Isola Bianca menzionata nel Mahabharata indiano: \u201cUn&#8217;isola di grande splendore sulle rive settentrionali dell&#8217;Oceano di Latte (&#8230;) Gli uomini che la abitano hanno una carnagione bianca come i raggi della luna<sup>\u201d21<\/sup>. Abbiamo diverse buone ragioni per identificarla con la Groenlandia<sup>22<\/sup>, considerando anche il fatto che nell&#8217;et\u00e0 megalitica l&#8217;Optimum Climatico assicurava condizioni di vita molto migliori di quelle odierne anche alle latitudini pi\u00f9 alte<sup>23<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tizio, Prometeo e Ti\u2019iti\u2019i,<\/strong> <strong>dio del fuoco polinesiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una leggenda samoana troviamo la figura mitologica di Ti\u2019iti\u2019i, che riesce a portare il fuoco alla popolazione di Samoa dopo una battaglia con il dio del terremoto<sup>24<\/sup>, mentre in altri racconti \u00e8 protagonista di vicende molto simili a quelle, riguardanti il \u200b\u200bsemidio Maui, che si riscontrano in altre culture insulari del Pacifico. In sostanza Ti&#8217;iti&#8217;i \u00e8 un dio del fuoco che da un lato ha un nome accostabile a quello di Tizio e dall&#8217;altro ci riporta a Prometeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sua volta, Prometeo (che Omero non menziona mai) da un lato ruba il fuoco agli dei e lo porta agli uomini, come Ti&#8217;iti&#8217;i, e dall&#8217;altro \u00e8 condannato a un tormento identico a quello di Tizio nell&#8217;Odissea. Infatti, in una tragedia di Eschilo, il dio Hermes annuncia a Prometeo che &#8220;Un&#8217;aquila affamata di carne strapper\u00e0 senza piet\u00e0 un gran pezzo del tuo corpo; un ospite indesiderato che banchetter\u00e0 tutto il giorno, divorando il tuo fegato, la nera e sanguinolenta prelibatezza del banchetto&#8221;<sup>25<\/sup>. Quanto a quell&#8217;aquila, lo scrittore romano Igino la chiama <em>aethonem aquilam<\/em>, \u201caquila di fuoco\u201d<sup>26<\/sup>. Questa immagine dell&#8217;\u201caquila di fuoco\u201d che piomba dall&#8217;alto potrebbe ben riferirsi ad un vulcano in eruzione, in grado di emettere fino a cento metri d\u2019altezza spruzzi di lava, che poi come un uccello rapace ripiombano sulla lava precedente gi\u00e0 solidificata, tra spaventosi boati e terrificanti scosse sismiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte poco fa abbiamo visto che Thiazi, il terribile gigante nordico con un nome accostabile a quello di Tizio e Ti&#8217;iti&#8217;i, rapisce Idhunn assumendo le sembianze di un&#8217;aquila. A questo punto c\u2019\u00e8 anche da chiedersi se il vocabolo greco <em>aigl\u0113<\/em>, che significa \u201cluce, splendore, fiaccola\u201d, non sia direttamente correlabile al latino <em>aquila<\/em>, al francese <em>aigle<\/em> e all\u2019inglese <em>eagle<\/em>, tutti col significato di \u201caquila\u201d. Per inciso, \u201caquila\u201d in Greco si dice <em>aetos<\/em> (a sua volta accostabile al verbo <em>aith\u014d<\/em>, \u201cardere, bruciare\u201d), identico al samoano <em>aeto<\/em> e allo hawaiano <em>\u02bbaeto<\/em>, \u201caquila\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 sempre il Prometeo di Eschilo a suggerire un&#8217;altra analogia con Tizio, quando dichiara che sua madre \u00e8 &#8220;Themis, o Gaia (la Terra), un\u2019unica persona con molti nomi&#8221;<sup>27<\/sup>. Riguardo al rapporto di Prometeo con l&#8217;attivit\u00e0 vulcanica, c\u2019\u00e8 chi ha ambientato la vicenda di Prometeo sul Monte Caucaso o sul Kazbek<sup>28<\/sup>, due picchi vulcanici nelle montagne del Caucaso. Ma finora solo gli astronomi avevano pensato di attribuire a Prometeo le caratteristiche di un vulcano vero e proprio, quando hanno pensato di dare il suo nome ad un vulcano attivo situato su Io<sup>29<\/sup>, uno dei satelliti di Giove (quindi Eschilo, a rigor di termini, non lo avrebbe chiamato \u201cfiglio della Terra\u201d!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il legame di Prometeo con il fuoco, stretto al punto che nella mitologia greca era considerato un dio del fuoco<sup>30<\/sup>, \u00e8 attestato anche da Pausania: \u201cNell&#8217;Accademia c&#8217;\u00e8 un altare di Prometeo, che \u00e8 il punto di partenza di una corsa che si compie tenendo in mano fiaccole accese&#8221;<sup>31<\/sup>. Inoltre il rapporto di Prometeo con il fuoco (<em>p\u0177r<\/em> in greco) a nostro avviso potrebbe suggerire l&#8217;ipotesi che anche la radice del suo nome, il cui significato \u00e8 tuttora sconosciuto, potrebbe essere legata al fuoco. Ricordiamo, a questo proposito, la controversa ipotesi di Georges Dum\u00e9zil, che ha collegato il nome del sacerdote romano detto <em>flamen<\/em> al <em>brahm\u00e1n<\/em> vedico<sup>32<\/sup>: il <em>flamen<\/em>, quindi, sarebbe il sacerdote \u201cche accende il fuoco\u201d sull&#8217;altare sacrificale<sup>33<\/sup>. Questa ipotesi \u00e8 stata contestata da molti studiosi, ma Andrew Sihler ritiene plausibile l&#8217;affermazione che <em>flamen<\/em> possa essere riconducibile al termine sanscrito<sup>34<\/sup>. Insomma, considerando anche che il mito vedico del furto del fuoco da parte di M\u0101tari\u015bvan \u00e8 simile a quello greco<sup>35<\/sup>, sospettiamo che il nome Prometeo possa significare letteralmente &#8220;dio del fuoco&#8221;, come si pu\u00f2 dedurre confrontando il prefisso <em>prome<\/em>&#8211; con la radice di <em>flamen-brahm\u00e1n<\/em>, che a sua volta corrisponde al latino <em>flamma<\/em>, &#8220;fiamma&#8221;<sup>36<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per inciso, a nostro avviso anche la controversa etimologia del nome delle Pleiadi potrebbe essere ricondotta alla stessa radice, considerando che esse non di rado vengono strettamente legate al fuoco. In particolare, \u00e8 proprio nella mitologia indiana che le Pleiadi sono chiamate &#8220;le stelle del fuoco&#8221; e la loro divinit\u00e0 dominante \u00e8 Agni, il dio vedico del fuoco<sup>37<\/sup>. Inoltre, secondo una leggenda del popolo Wurundjeri dell&#8217;Australia sud-orientale, esse sono il fuoco di sette sorelle, che furono le prime a sperimentare l&#8217;accensione del fuoco; ognuna di loro portava carboni ardenti all&#8217;estremit\u00e0 dei propri bastoni da scavo, che in seguito divennero le stelle luminose dell&#8217;ammasso delle Pleiadi<sup>38<\/sup>. Va altres\u00ec considerato che il passo del Libro di Enoch che menziona \u201csette stelle del cielo legate insieme (\u2026) come di fuoco ardente\u201d<sup>39<\/sup> \u00e8 riferibile alle Pleiadi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notiamo anche che la mitologia greca ricorda apertamente il rapporto tra Prometeo e Tizio: \u201cSi vede a Panopeo, sulla strada, un piccolo edificio di mattoni, e in questo edificio una statua di marmo pentelico; alcuni dicono che sia Esculapio, altri Prometeo (&#8230;) Queste pietre sono un residuo del limo con cui Prometeo cre\u00f2 la razza umana. La tomba di Tizio \u00e8 anche raffigurata sull\u2019orlo del burrone\u201d<sup>40<\/sup>. Per inciso, l\u2019unico passo in cui l\u2019Odissea menziona la citt\u00e0 di Panopeo \u00e8 proprio quello, citato in precedenza, che si riferisce a Tizio, il quale \u201caveva osato violentare Latona, moglie di Zeus, che stava andando a Pito passando per Panopeo\u201d<sup>41<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, anche il fatto che a Prometeo venga attribuita la creazione del genere umano dal limo ha una precisa corrispondenza nella figura di Ti\u2019iti\u2019i (o Tiki): infatti \u201csi dice che Tiki abbia creato l\u2019uomo mescolando il suo sangue con l\u2019argilla (\u2026) A Tahiti, si dice che Tii (Tiki) sia stato il primo uomo, e sia stato fatto di terra rossa. La prima donna fu Ivi (a Samoa e Rotuma la prima donna si chiamava Iva), e fu fatta da una delle ossa (\u201civi\u201d) di Tii, il primo uomo\u201d<sup>42<\/sup>. Qui si pu\u00f2 anche notare che il nome di Ivi-Iva \u00e8 quasi identico a quello della biblica Eva, creata da una costola di Adamo. Un\u2019altra convergenza \u2013 anche considerando che i ricordi del Diluvio e della Torre di Babele si ritrovano nei miti polinesiani<sup>43<\/sup> \u2013 \u00e8 quella fra il termine hawaiano <em>kahuna<\/em>, originariamente riferito ad un maestro spirituale, e l\u2019ebraico <em>kohen<\/em>, per non parlare della corrispondenza tra Rongo, il dio dell\u2019agricoltura dei Maori della Nuova Zelanda, ed un\u2019antica divinit\u00e0 agricola della Carelia, nell\u2019estremo nord dell\u2019Europa, il cui nome \u00e8 \u201cRongotheus, che forniva la segale\u201d<sup>44<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E che dire della straordinaria somiglianza, notata e riportata da Guillaume de Hevesy, tra i caratteri <em>rongorongo<\/em> delle iscrizioni scoperte nel XIX secolo sull\u2019Isola di Pasqua e quelli, risalenti al III millennio a.C., della civilt\u00e0 della valle dell\u2019Indo<sup>45<\/sup>? Eppure distano 20.000 km l\u2019una dall\u2019altra: insomma, stanno esattamente agli antipodi! D&#8217;altra parte, il fatto che le Pleiadi siano sempre considerate sette in tutte le mitologie del mondo \u2013 a dispetto del fatto che il numero delle Pleiadi visibili nel cielo notturno vari tra sei e dodici, a seconda dell&#8217;acutezza visiva dell&#8217;osservatore e della visibilit\u00e0 atmosferica \u2013 sembra anch\u2019esso suggerire una sorta di globalizzazione preistorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, qui vorremmo di nuovo sottolineare lo stupefacente triangolo Prometeo-Tizio-Ti\u2019iti\u2019i, in cui Prometeo corrisponde al Tizio omerico, Tizio ha un nome accostabile a quello di Ti\u2019iti\u2019i, e Ti\u2019iti\u2019i a sua volta corrisponde a Prometeo. Insomma abbiamo a che fare con la stessa entit\u00e0 mitica, ispirata da quel particolare tipo di vulcani \u201ca scudo\u201d, che per vie diverse ci \u00e8 giunta da una remota preistoria e va pertanto aggiunta a tutte le corrispondenze precedentemente esaminate fra il mondo greco e quello polinesiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto osserviamo che sul versante meridionale dell&#8217;isola di Maui, antistante all\u2019isola Hawaii, si erge un grande vulcano molto attivo in passato, l\u2019Haleakala, alto pi\u00f9 di 3000 metri. Tenendo anche conto del fatto che Maui \u00e8 il nome del semidio di cui Ti&#8217;iti&#8217;i \u00e8 l&#8217;alter ego samoano, si pu\u00f2 ipotizzare che sia questo il vulcano, chiamato Tizio da Omero, che Radamanto and\u00f2 a vedere con i Feaci (Fig. 2).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 potrebbe spiegare la brevit\u00e0 del viaggio, durato un solo giorno, della nave feacia che accompagn\u00f2 Radamanto a vedere Tizio: insomma ci sembra infatti ragionevole supporre che, in seguito alle vicissitudini di una lunghissima tradizione orale (a cui poi si aggiunsero i problemi della messa per iscritto), la breve durata del viaggio di andata e ritorno dall\u2019Isola Hawaii all\u2019adiacente isola di Maui col passare dei secoli sia stata erroneamente interpretata come il tempo impiegato dalla nave feacia per tornare in patria da quell\u2019isola \u201cai confini del mondo\u201d! E questo forse anche grazie alla fama di straordinari navigatori che l\u2019Odissea attribuiva ai Feaci (i quali, all\u2019epoca in cui le saghe orali da cui trassero origine i poemi omerici furono messe per iscritto, erano probabilmente diventati altrettanto mitici quanto lo sono per noi oggi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ora dobbiamo cercare di chiarire a cosa si riferisce Alcinoo quando menziona l&#8217;Eubea, &#8220;di cui quelli del nostro popolo che la videro, quando accompagnarono il biondo Radamanto a vedere Tizio, figlio di Gea, dicono che \u00e8 la pi\u00f9 lontana&#8221;. Dobbiamo subito escludere l&#8217;Eubea che ben conosciamo: non ha infatti senso definirla &#8220;la pi\u00f9 lontana&#8221;, mentre si trova in una posizione centrale nel suo bacino. Possiamo invece chiederci se quella strana Eubea dove visse Radamanto, che secondo la nostra localizzazione dei Campi Elisi corrisponderebbe all&#8217;isola Hawaii, possa aver preso il suo nome da qualche isola situata all&#8217;estremo nord, dove presumibilmente vissero gli antenati degli Achei prima che il crollo climatico che segn\u00f2 la fine dell&#8217;Optimum Climatico preistorico li costringesse a spostarsi a sud (su quest&#8217;ultimo punto torneremo tra poco).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, nel mare Artico, non lontano da Capo Nord, si trova l&#8217;isola norvegese di Hav\u00f8ya (chiamata <em>\u00c1vv\u00e1<\/em> dai Sami). \u00c8 ragionevole supporre che questo nome sia all&#8217;origine non solo del nome di Eubea (il cui nome moderno, Evia, sembra direttamente evocare Hav\u00f8ya-\u00c1vv\u00e1), ma anche del nome dell&#8217;isola Hawaii dove, durante l&#8217;et\u00e0 megalitica, regnavano Crono e Radamanto. Per inciso, sempre sul nome di Eubea, a prima vista si direbbe che significhi &#8220;buona per i buoi&#8221; (<em>eu-bous<\/em> in greco), mentre potrebbe invece trattarsi di un antico equivoco circa il suo nome originario (dovuto al fatto che gli Achei omerici vissero in un periodo molto successivo all&#8217;et\u00e0 megalitica). Ci\u00f2 \u00e8 confermato dal fatto che il nome dei suoi abitanti, gli Abanti omerici, che presero parte alla guerra di Troia, non corrisponde a quello dell\u2019Eubea ma richiama invece quello della sua radice originaria, che ritroviamo anche nel nome dell&#8217;attuale Evia e in quello di Hav\u00f8ya-\u00c1vv\u00e1, che a sua volta si ritrova nel nome dell&#8217;isola Hawaii e anche in quello degli <em>Aviones<\/em>, gli antichi abitanti di \u00d6land, l&#8217;isola svedese che \u00e8 la controparte baltica dell&#8217;Eubea greca<sup>46<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 corrobora l&#8217;identificazione dell&#8217;Eubea, citata da Alcinoo in relazione a Radamanto, con l&#8217;isola Hawaii, il cui nome fu probabilmente modellato su quello dell&#8217;isola artica di Hav\u00f8ya-\u00c1vv\u00e1, che, grazie all&#8217;Optimum Climatico Olocenico, godeva di un clima molto pi\u00f9 mite durante il periodo megalitico di quanto non lo sia oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo a quest\u2019ultimo punto, notiamo che nell\u2019Odissea vi sono diverse indicazioni che gli antenati degli Achei vissero nella Scandinavia settentrionale durante l\u2019Optimum Climatico, la cui drammatica conclusione, che segn\u00f2 anche la fine dell\u2019eta megalitica, ci \u00e8 stato tramandato dall\u2019Avesta, il testo sacro iranico dello Zoroastrismo, in cui si racconta la distruzione del paradiso primordiale indoeuropeo, chiamato <em>Airyana Va\u00eajo<\/em>, ad opera della neve e del gelo: il dio Ahura Mazda avvert\u00ec Yima, il primo re degli uomini, che una serie di inverni molto rigidi stava per distruggere il suo paese e che successivamente vi sarebbero stati dieci mesi di inverno e solo due di estate<sup>47<\/sup>, che \u00e8 l\u2019attuale clima delle regioni artiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sua volta, la mitologia greca rievoca questo evento sotto la metafora di Crono, signore dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro, spodestato da Zeus, dio della tempesta, e dai suoi due fratelli, Poseidone, dio del mare tempestoso, e Ade<sup>48<\/sup>. Infatti, la &#8220;casa in rovina&#8221;<sup>49<\/sup> di quest&#8217;ultimo (il signore dei morti, cio\u00e8 degli antenati degli Achei omerici) appare nelle avventure di Odisseo in un desolato contesto artico, situato quasi all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale della penisola scandinava<sup>50<\/sup>, diventata inabitabile dopo il tracollo climatico che segn\u00f2 la fine dell&#8217;Optimum. Si pu\u00f2 supporre che questa catastrofe abbia costretto gli antenati degli Achei omerici a trasferirsi dalla Scandinavia settentrionale all&#8217;area baltica, dove ebbe luogo la guerra di Troia, da successivamente, dopo la guerra di Troia, alcuni dei loro discendenti si trasferirono nel Mediterraneo, dove diedero origine alla civilt\u00e0 micenea. Nel frattempo, altri popoli, probabilmente provenienti anch\u2019essi dall\u2019estremo nord, fuggirono nelle steppe russe e negli Urali meridionali, dove fior\u00ec la cultura Sintashta, generalmente considerata l\u2019origine delle lingue indo-iraniche<sup>51<\/sup>, da dove poi i loro discendenti raggiunsero l\u2019India e l\u2019Iran. Questo spiega perch\u00e9 \u201cCi sono molte somiglianze tra i rituali Sintashta\/Androvono e quelli descritti nel Rig Veda e tali somiglianze si estendono fino all\u2019et\u00e0 del bronzo nordica\u201d<sup>52<\/sup> e, d\u2019altra parte, l\u2019et\u00e0 del bronzo nordica mantenne stretti legami commerciali con la Grecia micenea, con la quale condivide diverse \u201csorprendenti somiglianze\u201d<sup>53<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo \u00e8 un quadro incompleto: mancano ancora molti pezzi del puzzle, che sar\u00e0 compito di futuri studi trovare e mettere al giusto posto. Nel frattempo, riteniamo che quanto detto finora abbia reso plausibile l\u2019ipotesi che certi racconti e personaggi mitici legati al fuoco abbiano avuto origine da fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Due antiche citt\u00e0 molto lontane, per\u00f2 vicine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i vulcani non abbiamo ancora finito, perch\u00e9 quanto appena detto ci ha suggerito di indagare anche su un&#8217;altra singolare corrispondenza, sempre suggerita, sia pure indirettamente, da Omero. Ci riferiamo al nome di Panopeo, la citt\u00e0 menzionata in relazione a Tizio nell&#8217;Odissea, che la collega, sulla base di quanto emerso finora, ad un contesto vulcanico. Il suo nome appare molto simile a quello di Ponape o Pohnpei, un\u2019isola vulcanica polinesiana che fa parte delle Isole Caroline, adiacente alla cui sponda orientale si trova l&#8217;imponente sito archeologico di Nan Madol<sup>54<\/sup>. Qui vi sono i resti di una straordinaria citt\u00e0 megalitica, costruita in una laguna \u2013 per questo \u00e8 chiamata &#8220;la Venezia del Pacifico&#8221; (o anche &#8220;l&#8217;ottava meraviglia del mondo&#8221;) \u2013 il cui nucleo, con le sue mura di pietra, \u00e8 costituito da 92 piccole isole artificiali (piattaforme di pietra e corallo) collegate da una rete di canali, su un&#8217;area di 1,5 per 0,5 chilometri (Fig. 3). Tutti gli edifici sono costituiti da enormi blocchi di basalto assemblati con straordinaria precisione (l&#8217;edificio pi\u00f9 grande ancora in piedi ha muri perimetrali alti 8 metri).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, la somiglianza del nome di Ponape con quello di Panopeo ci ha fatto riflettere sul suo altro nome, Pohnpei \u2013 che \u00e8 simile sia a Ponape che a Panopeo, ed in lingua locale significa \u201csu (<em>pohn<\/em>) un altare di pietra (<em>pei<\/em>)\u201d<sup>55<\/sup> \u2013 il quale appare pressoch\u00e9 identico a quello di Pompei, la citt\u00e0 che fu sepolta sotto una coltre di cenere e pomice nell\u2019eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Insomma ci si pu\u00f2 chiedere se il nome di Pompei non possa essere ricondotto alla civilt\u00e0 megalitica \u2013 di cui si trovano tracce in Campania e soprattutto nelle regioni limitrofe \u2013 e se non lo si possa in qualche modo correlare alla polinesiana Pohnpei-Ponape, sia pure lontanissima, nel quadro ipotizzato di una civilt\u00e0 globale preistorica che, come abbiamo appena visto, sembrerebbe aver attribuito notevole importanza ai fenomeni vulcanici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, si sa ben poco sull&#8217;origine di Pompei e sul significato del suo nome. Si suppone che entrambi siano legati agli Osci, antico popolo italico stanziato tra il Lazio meridionale e la contigua Campania. In realt\u00e0 Pompei, anche se \u00e8 nota per i suoi resti romani straordinariamente ben conservati proprio a causa di quell&#8217;eruzione che ne segn\u00f2 la fine, era una citt\u00e0 di origini molto pi\u00f9 antiche, entrata in contatto con la civilt\u00e0 greca in seguito all&#8217;arrivo dei Greci in Campania (intorno al 740 a.C.)<sup>56<\/sup>. Si pu\u00f2 supporre, quindi, che l&#8217;origine del nome della citt\u00e0 sia attribuibile agli antenati degli Osci (e forse anche ai loro vicini, i Sanniti, che parlavano la stessa lingua). Questo popolo abitava territori in cui non mancano testimonianze megalitiche, che a loro volta potrebbero essere state influenzate da quella ipotizzata civilt\u00e0 preistorica per la quale, come abbiamo visto, vi sono non banali indizi che durante l&#8217;Optimum Climatico si estendesse fino all&#8217;Oceano Pacifico e alle isole della Polinesia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, nel Lazio meridionale sorgono cinque \u201ccitt\u00e0 saturnie\u201d<sup>57<\/sup> circondate da imponenti mura megalitiche, che secondo la tradizione sarebbero state fondate da Saturno \u2013 ritenuto dai Romani l&#8217;equivalente di Crono \u2013 il quale avrebbe qui dato inizio alla mitica et\u00e0 dell&#8217;oro dopo essere arrivato su una nave ben prima della fondazione di Roma (dove aveva un tempio situato alla base del Campidoglio<sup>58<\/sup>, anticamente noto come <em>Saturnius Mons<\/em>, \u201cMonte di Saturno\u201d). A questo punto, non sembra del tutto irragionevole ipotizzare una relazione non casuale tra i nomi quasi identici di Pompei e Pohnpei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sostegno di questa ipotesi, ci sembra significativo che un antico villaggio sull&#8217;isola vulcanica di Pohnpei si chiami Palikir. Questo nome \u00e8 quasi identico a quello di due gemelli divini, i Palici, ai quali i Siculi (<em>Sikeloi<\/em>), antichi abitanti della Sicilia, dedicarono un santuario ad Adrano, una cittadina che sorge vicino ai piedi dell&#8217;Etna, il pi\u00f9 grande vulcano europeo, dove veniva conservato un fuoco eterno<sup>59<\/sup> (Adrano \u00e8 anche il nome di un&#8217;antica divinit\u00e0 vulcanica che si riteneva fosse il padre dei Palici e che i Greci identificarono con Efesto).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un lato, il nome dei Palici richiama le Palilie, la festa del fuoco, dedicata alla dea Pale, in occasione della quale i gemelli Romolo e Remo fondarono Roma (in occasione delle Palilie \u201ci contadini saltavano attraverso i fuochi\u201d)<sup>60<\/sup>; d&#8217;altro canto, il nome di Pale \u00e8 simile sia a Beleno, una delle pi\u00f9 antiche divinit\u00e0 celtiche, associata alla pastorizia (il 1\u00b0 maggio si teneva una grande festa del fuoco, chiamata <em>Beltane<\/em>, in cui il bestiame veniva purificato dal fuoco)<sup>61<\/sup>, sia a Pele, la dea hawaiana del fuoco e dei vulcani, che si dice risiedesse nel vulcano Kilauea sull&#8217;isola Hawaii. Non solo: Pele era accompagnata da un cane bianco, e qui osserviamo che nel suddetto santuario del fuoco di Adrano, dedicato ai Palici, venivano tenuti mille cani sacri<sup>62<\/sup>. Inoltre, l&#8217;abbinamento di Pele, dei Palici e dei cani richiama Bila (o Belah), una dea solare del popolo Adnyamathanha (Australia Meridionale), che si dice fosse una cannibale che sguinzagliava i suoi cani per catturare le sue vittime, che poi arrostiva sul fuoco<sup>63<\/sup>. Tra l&#8217;altro, questo intrico di parole simili legate a divinit\u00e0 del fuoco \u2013 Pele, Pale, Palici, Bila (per non parlare di Baal, il dio fenicio-cananeo che per alcuni sarebbe anche un dio del sole, e dell\u2019accadico B\u0113lu) \u2013 che sembrano rincorrersi per tutto il mondo, \u00e8 coerente con l&#8217;ipotesi esposta in precedenza secondo cui il nome delle Pleiadi potrebbe aver avuto la stessa origine ignea, considerando anche che, come abbiamo visto, nella mitologia indiana (e non solo) esse sono direttamente collegate al fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto al significato del cane bianco di Pele, il riferimento potrebbe essere alla stella Sirio, che Omero chiama &#8220;Cane di Orione&#8221; associando il suo aspetto a &#8220;un presagio maligno&#8221;<sup>64<\/sup>, mentre i Romani celebravano annualmente il tramonto eliaco di Sirio sacrificando un cane<sup>65<\/sup>. Ma ci\u00f2 che fa pi\u00f9 riflettere \u00e8 che molte nazioni tra i popoli indigeni del Nord America associavano Sirio a un cane; ad esempio, i Seri e i Tohono O&#8217;odham del sud-ovest vedevano questa stella come un cane che segue le pecore di montagna, i Piedi Neri chiamavano Sirio &#8220;Faccia di cane&#8221;, i Cherokee la associavano ad Antares come stella-cane custode di entrambe le estremit\u00e0 del &#8220;Sentiero delle anime&#8221;, mentre gli Inuit dell&#8217;Alaska dello Stretto di Bering chiamavano Sirio &#8220;Cane della luna&#8221;<sup>66<\/sup>. Ci\u00f2 va di pari passo con il fatto che i Lakota chiamano l&#8217;Orsa Maggiore (in latino <em>Ursa Maior<\/em>, cio\u00e8 &#8220;Grande Orsa&#8221;) <em>Wi\u010dh\u00e1khiyuhapi<\/em>, &#8220;la Grande Orsa&#8221;<sup>67<\/sup>. Per inciso, \u00e8 altres\u00ec sorprendente che sempre i Lakota chiamino la Madre Terra <em>Maka<\/em>, come i Micenei<sup>68<\/sup> (del resto, <em>Moko\u0161<\/em> era l&#8217;antica Madre Terra dei popoli slavi prima della cristianizzazione); inoltre, sono ancora i Lakota a chiamare l&#8217;energia divina che permea l&#8217;Universo <em>Wakan<\/em>, nome pressoch\u00e9 identico a <em>Waka<\/em>, che esprime la stessa idea tra gli Oromo dell&#8217;Etiopia (e che a nostro avviso va confrontato con il concetto molto simile di <em>Br\u00e1hman<\/em><sup>69<\/sup>, che si ritrova nel mondo vedico).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma le correlazioni di Pele, la dea hawaiana dei vulcani, con altre culture molto lontane dalla Polinesia, non finiscono qui: pensiamo al nome del vulcano Pel\u00e9e in Martinica, isola delle Antille. E che dire del campo di lava P\u00e6la<sup>70<\/sup>, sotto il famigerato vulcano Hekla in Islanda, uno dei pi\u00f9 famosi vulcani islandesi (Fig. 4) che nel Medioevo era addirittura considerato \u201cla porta dell\u2019Inferno\u201d<sup>71<\/sup>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che fa sospettare che non si tratti di una mera coincidenza \u00e8 la somiglianza del nome di Hekla, che era molto attivo anche in epoca preistorica<sup>72<\/sup>, con quello di Haleakala, il vulcano hawaiano di cui abbiamo parlato prima in relazione a Tizio. Inoltre potrebbe valere la pena di approfondire il fatto che sia Hekla che Haleakala richiamano da un lato il nome del vulcano Callaqui in Cile, dall\u2019altro il termine latino <em>aquila<\/em>, sulla cui relazione con Thiazi, Prometeo e l\u2019attivit\u00e0 vulcanica ci siamo soffermati in precedenza (ma pensiamo anche a quanto detto sul greco<em> aigl\u0113<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notiamo anche che \u201cPele condivide tratti simili ad altre divinit\u00e0 maligne che abitano i vulcani, come nel caso del diavolo Guayota della mitologia dei Guanci delle Canarie, che viveva sul vulcano Teide e che era creduto essere colui che provocava le eruzioni del vulcano\u201d<sup>73<\/sup>. Ora, dopo aver notato che i capelli biondi dei Guanci, gli antichi abitanti delle Canarie prima dell\u2019arrivo degli spagnoli<sup>74<\/sup>, hanno sempre dato adito a ipotesi e discussioni tra gli studiosi, qui osserviamo che il nome del Teide \u2013,il grande vulcano dell\u2019isola di Tenerife nonch\u00e9 \u201cil punto pi\u00f9 alto sul livello del mare delle isole dell\u2019Atlantico\u201d<sup>75<\/sup> (e che, pertanto, doveva essere ben noto all\u2019ipotizzata civilt\u00e0 preistorica capace di navigare con le sue navi tra l\u2019Atlantico e il Pacifico) \u2013 appare glottologicamente accostabile a quello di Ti\u2019iti\u2019i, il dio polinesiano del fuoco paragonabile a Tizio e Prometeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, le \u201cpiramidi di G\u00fc\u00edmar\u201d alle pendici del Teide, sulla costa orientale di Tenerife, attribuite da Thor Heyerdahl agli antichi Guanci, chiudono il cerchio (o meglio, l\u2019intricata rete di corrispondenze) con quanto detto sopra, poich\u00e9 sono molto simili alle cosiddette \u201cpiramidi dell\u2019Etna\u201d, alle pendici del vulcano siciliano \u2013 nella zona in cui abbiamo appena trovato i Palici e il santuario del fuoco di Adrano \u2013 finora trascurate dagli archeologi, ma studiate da Antoine Gigal<sup>76<\/sup>. Si tratta di un\u2019ulteriore corrispondenza che si inserisce perfettamente nel complesso quadro qui delineato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, gli indizi a favore della non casualit\u00e0 dell\u2019omonimia tra Pohnpei e Pompei sembrano gettare finalmente luce sull\u2019origine del nome di quest\u2019ultima, confermandone nel contempo la grande antichit\u00e0, e nel contempo ampliano e arricchiscono ulteriormente il quadro generale fin qui delineato, rafforzando l\u2019idea dell\u2019esistenza di una civilt\u00e0 preistorica globalizzata che durante l\u2019Optimum Climatico Olocenico coinvolgeva il mondo intero, fino alle latitudini pi\u00f9 elevate e ai \u201cconfini del mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due citazioni sul gigante Tizio contenute nell&#8217;Odissea, rilette alla luce sia di quanto emerso in un precedente articolo sulla reale ubicazione dei Campi Elisi, sia delle comparazioni con Prometeo e con Ti&#8217;iti&#8217;i, il suo omologo polinesiano, sono state lo spunto per formulare l&#8217;ipotesi che questi due personaggi della mitologia greca, accomunati dallo stesso tipo di punizione e dall&#8217;essere entrambi figli della Terra, siano nati come metafore di vulcani a scudo, le cui eruzioni hanno sempre avuto un impatto molto forte sulla vita e sulle credenze delle popolazioni coinvolte e dei loro discendenti. Inoltre, lo sviluppo di questa indagine ci ha portato a proporre ulteriori ipotesi, riguardanti un\u2019inedita etimologia del nome di Prometeo e la plausibilit\u00e0 dell\u2019idea che la corrispondenza tra il nome dell&#8217;isola vulcanica polinesiana di Pohnpei, dove si trovano gli imponenti resti di una antica citt\u00e0, e quello di Pompei, sepolta dall&#8217;eruzione del Vesuvio in epoca romana, possa non essere dovuta semplicemente al caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre la grande distanza che separa le culture coinvolte in questo studio sembra attestare l&#8217;antichit\u00e0 di queste concezioni, avvalorando l&#8217;idea che vi sia stata una civilt\u00e0 preistorica globale diffusa su tutto il pianeta: Platone ce ne avrebbe lasciato l&#8217;ultimo ricordo tramandandoci il mito di Atlantide, di cui quanto qui emerso rappresenta un&#8217;ulteriore conferma. Ci\u00f2 implica che nella preistoria vi sia stata una civilt\u00e0 con adeguate conoscenze dell&#8217;arte della navigazione, come confermato da recenti studi sul megalitismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia questi temi necessitano di ulteriori studi e approfondimenti, che in futuro potrebbero gettare nuova luce sulla preistoria dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo originale in inglese \u00e8 leggibile sul sito&nbsp;https:\/\/lupinepublishers.com\/anthropological-and-archaeological-sciences\/pdf\/JAAS.MS.ID.000330.pdf<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Felice Vinci*, com.unica XXX novembre 2024<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Ricercatore senior&nbsp;dell\u2019ATINER (Athens Institute for Education and Research)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. Cfr. Vinci F, Maiuri A (2023) Some Striking Indicazionis that the Mythical Elysian Fields Were in Polynesia, in Athens Journal of Mediterranean Studies 9(2): 85-96 (www.agenziacomunica.net\/2023\/05\/02\/felice-vinci-i-campi-elisi-in-polinesia\/).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. Colpisce&nbsp;il resoconto di uno dei primi incontri di navigatori Europei con Polinesiani, avvenuto nel 1595 in una delle isole Marchesi, allorch\u00e9 apparvero \u201ccirca quattrocento indiani dalla pelle quasi bianca e di grande statura (&#8230;) I capelli, lunghi come quelli delle donne, sono molto morbidi (&#8230;) Molti di loro sono biondi\u201d (Surdich F (2015) Verso i Mari del Sud, Roma, p. 50). I tratti europei di alcuni indigeni polinesiani stupirono anche il navigatore francese L.A. de Bougainville, sbarcato a Tahiti nel 1768: \u201cUomini alti sei piedi e anche pi\u00f9. Non ho mai incontrato uomini cos\u00ec ben fatti e proporzionati (\u2026) Nulla distingue i loro lineamenti da quelli degli europei\u201d (Idem, p. 171).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Pind. Ol. II, 72-75.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. Om. Od. 6.266-267.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. Om. Od. 8.261-264.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6. Martin J (1817) An Account of the Natives of the Tonga Islands, vol. II. Londra, pag. 364.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7. Otte M (2008) La protohistoire, Bruxelles, p. 11.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">8. Schulz Paulsson B (2019) Radiocarbon dates and Bayesian modeling support maritime diffusion model for megaliths in Europe, in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 116(9): 3460-3465.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9. Om. Od. 4.567.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">10. Vinci F (2024) A Hypothesis on the Pillars of Hercules and their True Location, in J Anthro &amp; Archeo Sci 9(3)-2024. JAAS.MS.ID.314 (www.agenziacomunica.net\/2024\/05\/20\/unipotesi-sulle-colonne-dercole-e-la-loro-reale-localizzazione\/).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">11. Plut. De Fac. 941c.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">12. Plat. Tim. 24e. I dettagli forniti da Platone sul \u201cporto con una stretta entrata\u201d (Tim. 25a) con accanto le Colonne d\u2019Ercole, da cui, a suo dire, in un\u2019epoca remota salpavano le navi verso il continente al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, ci hanno permesso di identificarlo come il Golfo di Morbihan. Infatti, accanto alla sua \u201cstretta entrata\u201d, a Locmariaquer, si trovano i resti di uno stupefacente allineamento di diciannove enormi menhir, identificabili con le Colonne d\u2019Ercole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">13. Om. Od. 7.321-326.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">14. Om. Od. 4.563-564.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">15. Pind. II Ol. 70-75.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">16. Om. Od. 11.576-581. Ovidio attinge a questo passo nelle sue Metamorfosi: &#8220;Gli avvoltoi smisero di strappare il fegato (di Tizio)&#8221; (<em>Nec carpsere iecur volucres<\/em>; Met. 10.43).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">17. Om. Il. 21.407.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">18. https:\/\/www.gohawaii.com\/experiences\/sightseeing\/Volcanoes<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">19. Gr\u00edmnism\u00e1l, stanza 11.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">20. Om. Il. 14.279.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">21. Shanti Parva 337.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22. Cfr. Vinci F (2020) I Misteri della Civilt\u00e0 Megalitica, Gorizia, cap. 8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">23. Ad esempio, nel Dicksonfjord (lat. 78\u00b0N), un ramo del fiordo di Isfjorden a Spitsbergen, si \u00e8 scoperto durante lo HCO vi era una temperatura media di +6\u00b0C rispetto a quella attuale. Cfr. Beierlein L, Salvigsen O, Sch\u00f6ne B, Mackensen A, Brey T (2015) The seasonal water temperature cycle in the Arctic Dicksonfjord (Svalbard) during the Holocene Climate Optimum derived from subfossil Arctica islandica shells, in The Holocene 25 (8): 1197-1207.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">24. Stair J (1896) Jottings on the mythology and spirit-lore of old Samoa, in The Journal of the Polynesian Society, vol. 5. n. 1(17).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">25. Esch. Prometeo incatenato 1021-1025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">26. Igin. Fabulae 31.5.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">27. Esch. Prometeo incatenato 211.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">28. Thomas L (1964) Book of the High Mountains, New York.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">29. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Prometheus_(vulcano)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">30. https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Prometheus-Greek-god<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">31. Paus. 1.30.2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">32. Dum\u00e9zil G (1977) La religione romana arcaica, Milano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">33. Squadrilli T (1961) Vicende e monumenti di Roma, Roma, p. 26.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">34. Sihler A (1995) New Comparative Grammar of Greek and Latin, Oxford University Press, p. 198.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">35. Dougherty C (2006) Prometheus, Londra, p. 4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">36. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere dedotto confrontando il prefisso prome- con la radice di flamen-brahm\u00e1n, che a sua volta corrisponde al latino <em>flamma<\/em>, \u201cfiamma\u201d. 37. Harness D (1999) The Nakshatras: the lunar mansions of Vedic astrology, Twin Lakes, p. 29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">38. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pleiades_in_folklore_and_literature<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">39. 1 Enoch 21:3. Riguardo all\u2019identificazione di queste sette stelle legate e ardenti con le Pleiadi, di cui Giobbe dice: \u201cPuoi tu legare le catene delle Pleiadi?\u201d (Gb 38,31), cfr. Vinci F (2020) I Misteri della Civilt\u00e0 Megalitica, Gorizia, p. 148.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">40. Paus. 10.4.4-5.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">41. Om. Od. 11.580-581.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">42. Tregear E (1891) Maori-Polynesian Comparative Dictionary, Wellington, pag. 510.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">43. Cfr. Caillot E (1914) Mythes, l\u00e9gendes et tradition des Polyn\u00e9siens, Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">44. P\u00f5ldvee A (2016) Agricola&#8217;s List (1551) and the Formation of the Estonian Pantheon, in Re-Forming Texts, Music, and Church Art in the Early Modern North (pp. 449-474), Amsterdam University Press, p. 458.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">45. Cfr. de Hevesy G (1933) Sur une \u00e9criture oc\u00e9anienne paraissant d\u2019origine n\u00e9olitique, in Bulletin de la Soci\u00e9t\u00e9 pr\u00e9historique de France, tom. 30, n\u00b0 7-8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">46. \u200b\u200bVinci F (2017) The Nordic Origins of the Iliad and Odyssey, in Athens Journal of Mediterranean Studies 3(2): 163-186, p. 173.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">47. Tilak B (1994) La dimora artica nei Veda, Genova. 1994, pag. 263.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">48. Om. Il. 15.190-192.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">49. Om. Od. 11.512.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">50. La \u201ccasa in rovina\u201d (Om. Od. 10.512) di Ade, che secondo l\u2019Odissea corrisponde a una roccia \u201calla confluenza di due fiumi sonanti\u201d, l\u2019Acheronte e il Piriflegetonte (Om. Od. 10.515) , corrisponde in realt\u00e0 alla posizione di un\u2019enorme roccia, alta 35 metri, che si erge su un promontorio che domina la confluenza di due fiordi norvegesi, lo J\u00f8kelfjorden (Jiehkervuotna in lingua sami) e il Burfjorden (Puruvuono): ecco i due \u201cfiumi sonanti\u201d! Questa pietra, ben visibile dal mare, \u00e8 considerata sacra dai Lapponi, che la chiamano Simalango e la hanno utilizzata per riti sacrificali fin dalla preistoria. Pi\u00f9 in generale, vi sono diversi indizi che il mondo delle avventure di Odisseo, ambientato nella Norvegia settentrionale, sia l&#8217;ultimo ricordo di un\u2019epoca precedente alla guerra di Troia, quando gli antenati degli Achei vivevano ancora nella Scandinavia settentrionale prima di spostarsi verso il Baltico (Cfr. Vinci F (2021) I segreti di Omero nel Baltico, cap. 8.9.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">51. Mallory J, Mair V (2008) The Tarim Mummies, Londra 2008, p. 261.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">52. Allentoft M., Sikora M., Sj\u00f6gren KG. et al. (2015) Population genomics of Bronze Age Eurasia, in Nature 522, 167-172.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">53. Kristiansen K, Suchowska-Ducke P (2015) Connected Histories: the Dynamics of Bronze Age Interaction and Trade 1500-1100 BC, in Proceedings of the Societ\u00e0 preistorica (81) Cambridge University Press: 361-392, p. 371.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">54. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Nan_Madol<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">55. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pohnpei<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">56. https :\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pompeii<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">57. Alatri, Anagni, Arpino, Atina e Ferentino (l&#8217;antica Antinum).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">58. Varr. Ling. Lat. 5.52.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">59. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sicels<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">60. Ov. Fast. 4.805.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">61. https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Belenus<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">62. Elian. De natura animalium 11.20.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">63. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bila_(sole)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">64. Om. Il. 22.29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">65. Ov. Fast. 4.908.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">66. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sirius<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">67. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ursa_Major<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">68. https:\/\/www.palaeolexicon.com\/Word\/Show\/17016<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">69. <em>Br\u00e1hman<\/em> \u00e8 il termine usato nell&#8217;induismo per indicare la realt\u00e0 metafisica ultima dell&#8217;universo, il principio universale pi\u00f9 elevato e immutabile (da non confondere con <em>brahm\u00e1n<\/em>, che indica un membro della casta ind\u00f9 pi\u00f9 elevata, originariamente quella del sacerdozio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">70. https: \/\/ooda.wiki\/wiki\/Hekla_3_eruption<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">71. Thorarinsson S (1970) Hekla, A Notorious Volcano, Reykjavik, p. 4. Cfr. anche https:\/\/perlan.is\/articles\/most-famous-volcano-iceland<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">72. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hekla<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">73. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/ Pele_(deity)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">74. https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Guanche<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">75. https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Teide<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">76. https:\/\/www.gigalresearch.com\/pyramides-sicile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio di Felice Vinci pubblicato sulla rivista scientifica americana \u201cJournal of Anthropological and Archaeological Sciences\u201d In questo articolo, che riprende le conclusioni di un precedente studio1 in cui abbiamo proposto una nuova ipotesi sulla reale ubicazione dei Campi Elisi, cercheremo di dimostrare che alcuni personaggi della mitologia greca, come Tizio e Prometeo, potrebbero essere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-15922","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15922"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15928,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15922\/revisions\/15928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}