{"id":16119,"date":"2025-02-10T21:24:49","date_gmt":"2025-02-10T20:24:49","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=16119"},"modified":"2025-02-10T23:02:04","modified_gmt":"2025-02-10T22:02:04","slug":"cortile-dei-gentili-incontro-dialogico-tra-credenti-e-non-credenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/cortile-dei-gentili-incontro-dialogico-tra-credenti-e-non-credenti\/","title":{"rendered":"\u201cCortile dei Gentili\u201d, incontro dialogico tra credenti e non credenti\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"987\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-987x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16131\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-987x1024.jpg 987w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-289x300.jpg 289w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-768x797.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-580x602.jpg 580w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17-860x893.jpg 860w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/ravasi-nuova-martina-17.jpg 1084w\" sizes=\"auto, (max-width: 987px) 100vw, 987px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una realt\u00e0 di incontro e dialogo, unica e molteplice al contempo. Unica poich\u00e9 non pu\u00f2 esisterne una di stessa natura e molteplice, perch\u00e9 sa declinarsi su tutti i temi, dai pi\u00f9 semplici ai pi\u00f9 complessi e anche controversi. Si tratta del \u201cCortile dei Gentili\u201d che Sua Eminenza, il Cardinale Gianfranco Ravasi, ha fondato nel 2011, ispirato dalle parole di Papa Benedetto XVI, che il 21 dicembre 2009 afferm\u00f2: <em>\u201cIo penso che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di \u201ccortile dei gentili\u201d dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l\u2019accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa. Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione \u00e8 una cosa estranea, ai quali Dio \u00e8 sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cCortile dei Gentili\u201d \u00e8 uno \u201cspazio\u201d fondamentale in cui credenti e non credenti possono dialogare, e ciascuno dal suo sentire, pu\u00f2 venire a conoscenza di quello dell\u2019altro. L\u2019essenza di questa creazione del Cardinale Ravasi, \u00e8 infatti l\u2019incontro, che non obbliga alla persuasione, mai. \u00c8 una realt\u00e0 tanto bella, nata e custodita nel cuore della Chiesa, che tende cos\u00ec la sua mano ai non credenti per un dialogo fecondo. Entrambe le posizioni infatti hanno da imparare l\u2019una dall\u2019altra, con nessuna pretesa di supremazia, perch\u00e9 \u00e8 proprio questo lo spirito della Chiesa: il dialogo come strumento di incontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per conoscere meglio l\u2019essenza profonda e il respiro che muove il \u201cCortile dei Gentili\u201d, ho intervistato Sua Eminenza, il Cardinale Gianfranco Ravasi, che con la sua alta maestria di <em>disertus orator <\/em>mi ha aperto il cuore e la mente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eminenza come ha avuto l\u2019intuizione che ha dato vita al \u201cCortile dei Gentili?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il seme ideale di questa istituzione vaticana, che ormai ha alle spalle un quindicennio circa di vita, \u00e8 proprio in un discorso che Papa Benedetto XVI ha fatto alla Curia Romana per il Natale del 2009. In quell&#8217;occasione Egli aveva fatto riferimento esplicitamente a un cortile dei gentili nel quale coloro che considerano Dio come un eventuale interrogativo o uno sconosciuto, possano trovare qualche risposta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il punto di partenza, invece simbolico \u00e8 questo spazio del tempio di Gerusalemme nel quale potevano accedere anche i gentili, cio\u00e8 le gentes, i pagani che erano considerati atei dagli ebrei, anche se in realt\u00e0 loro avevano i loro dei. E l\u00ec era l&#8217;occasione per questi pagani, di guardare al di l\u00e0 della frontiera e vedere un popolo, come quello degli Israeliti, che pregava e si incontrava. Questo raccordo iniziale di dialogo, aveva per\u00f2 un ostacolo di fondo, che bisogna ricordare per comprendere veramente in pienezza l&#8217;attuale \u201cCortile dei Gentili\u201d e, cio\u00e8, aveva una cortina di pietra che separava i due ambiti, l&#8217;ambito sacrale degli ebrei e l&#8217;ambito laico, diremmo noi, dei gentili. Su questa cortina, su questa frontiera c&#8217;erano delle targhe di marmo con delle iscrizioni che comminavano la pena di morte qualora un pagano avesse usato varcare e andare nell&#8217;interno dello spazio sacro, profanandolo. Sono state trovate due di queste targhe, una molto frammentaria, e una integrale in greco, che era l&#8217;inglese di allora, che \u00e8 stata scoperta nel 1800 e che si trova attualmente al Museo Archeologico di Istanbul. Perch\u00e9 abbiamo evocato questo simbolo di partenza? Perch\u00e9 il \u201cCortile dei Gentili\u201d parte con lo stesso principio, ossia il principio dell&#8217;incontro almeno degli occhi, degli sguardi, ma ha in pi\u00f9 la nota che ha portato Paolo nella lettera agli Efesini, nel capitolo secondo, dove dice che Cristo \u00e8 venuto ed ha abolito il muro di separazione che c&#8217;era tra i due popoli, facendo dei due popoli un popolo solo. Ecco, ci\u00f2 che noi vogliamo, non \u00e8 tanto che ci si incontri semplicemente per trovare un minimo comun denominatore o per desiderio di conversione da parte del mondo cattolico, del mondo credente, ma far s\u00ec che non ci siano pi\u00f9 delle barriere, delle siepi divisorie, ma che ci sia parit\u00e0 di discorso. E allora ecco, la parola fondamentale che regge questa esperienza \u00e8 la parola \u201cdialogo\u201d, laddove, come dice questo termine nella sua matrice greca, sono due discorsi che <u>\u201cdia\u201d<\/u> si intrecciano tra di loro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei ha sentito l\u2019esigenza di far nascere il \u201cCortile dei Gentili\u201d in un momento specifico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>S\u00ec, noi l&#8217;abbiamo fatto sorgere in un momento, col pontificato di Benedetto XVI, quando le tensioni erano forti tra credenti e non credenti. Pensiamo al caso dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma, la Sapienza, che aveva rifiutato la presenza del Papa. Abbiamo pensato allora di poterlo organizzare inizialmente con degli emblemi. Per questo l&#8217;anteprima fu fatta all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, che \u00e8 la pi\u00f9 antica universit\u00e0 d&#8217;Europa e che \u00e8 anche un emblema proprio della laicit\u00e0. Vi intervennero figure molto diverse dal punto di vista culturale e accademico. La vera e propria epifania iniziale abbiamo poi scelto di farla a Parigi, perch\u00e9 era un po&#8217; considerata la capitale della laicit\u00e0 e l\u00ec abbiamo scelto tutte le istituzioni principali cui il confronto avveniva. Tendenzialmente io intervenivo in tutte, per\u00f2 c&#8217;erano figure molto diverse come: la Sorbona,<\/em> l\u2019<em>Acad\u00e9mie de France, quella degli immortali che rappresenta un po&#8217; la nobilt\u00e0 intellettuale francese e l\u2019UNESCO, per l&#8217;internazionalit\u00e0. &nbsp;Il Parvis des Gentil ideale era il cortile davanti a Notre Dame, soprattutto perch\u00e9 sarebbe stato uno spettacolo per i giovani e il risultato fu sorprendente. Da quel momento, era il 25 marzo 2011, il \u201cCortile dei Gentili\u201d, si \u00e8 tenuto in luoghi anche molto diversi tra loro. Sostanzialmente sono due le tipologie di incontri che sviluppiamo: c&#8217;\u00e8 la tipologia direi quasi popolare, che viene fatta anche nelle piazze e che coinvolge un pubblico eterogeneo in ambienti molto diversi, a cui prendono parte anche i bambini; E poi c&#8217;\u00e8 quello pi\u00f9 specialistico, in cui si approfondisce un tema sul quale ci sono prospettive differenti, con anche difficolt\u00e0 di dialogo. Questo accade soprattutto per una ragione: ossia perch\u00e9 non esiste pi\u00f9, ai nostri giorni, un concetto di natura umana condiviso. Alla luce di questo quindi c\u2019\u00e8 sempre bisogno di confronto, che \u00e8 faticoso, ma necessario, soprattutto quando si affrontano i temi antropologici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Lei ha presentato \u201cil Cortile dei Gentili\u201d, molti hanno pensato ad una volont\u00e0 di riproporre la \u201cCattedra dei non credenti\u201d del Cardinale Martini. Ci sono assonanza tra le due iniziative? E quali sono le differenze?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Innanzitutto dobbiamo dire che c&#8217;\u00e8 una sostanza comune, rappresentata dall\u2019incontro con i non credenti. Ma la differenza \u00e8 che Martini, in un momento in cui non c&#8217;era nessun ascolto da una parte e dall&#8217;altra, ha voluto che il non credente dicesse la sua visione e la proclamasse a una platea di credenti. Ci\u00f2, in un certo senso, era dare il primato ai non credenti, affinch\u00e9 i credenti ascoltassero. Noi, pur sempre nello stesso spirito, puntiamo di pi\u00f9 alla parit\u00e0, per cui ognuno porta la sua visione e uno stimolo, che vedo anche realizzato tante volte, per cui il non credente ascolta la ragionevolezza del credere, la possibilit\u00e0 di un magistero, direi, parallelo assieme a quello della logica formale, della scienza e del fenomeno. Per certi versi \u00e8 un po&#8217; considerare che il mondo dei credenti nel \u201cCortile dei Gentili\u201d, ricorda che c&#8217;\u00e8 una dignit\u00e0 anche nel credere e che ci sia anche una consapevolezza che noi non abbiamo un solo canale di conoscenza, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 parit\u00e0 di ascolto reciproco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eminenza, c&#8217;\u00e8 un ambito che non \u00e8 ancora stato toccato dal \u201cCortile dei Gentili\u201d, ma che Le piacerebbe molto poter avvicinare e poterci dialogare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Ce ne sono diversi. Ad esempio quest\u2019anno abbiamo intenzione di affrontare, attraverso una azienda farmaceutica che ha offerto i suoi spazi, il problema della malattia mentale. &nbsp;E poi c\u2019\u00e8 anche la questione del cibo, soprattutto tenendo presente cosa vuol dire la fame nel mondo e, in maniera particolare, cosa vuol dire lo spreco. C\u2019\u00e8 anche un altro tema, che abbiamo gi\u00e0 affrontato, ma su cui ancora penso si debba parlare, che \u00e8 quello del suicidio medicalmente assistito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Secondo me il problema deve essere centrato sempre molto sulla testimonianza. Devo dire per\u00f2 che, ai giorni nostri, si fa fatica a trovare il credente autentico e completo e lo stesso vale anche per il non credente, perch\u00e9 ci\u00f2 che domina il tempo di oggi \u00e8 purtroppo l&#8217;indifferenza, lo sbiadito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i giovani in questo momento pi\u00f9 che mai sembra esserci una fluidit\u00e0 di pensiero sulla loro essenza. Il \u201cCortile dei Gentili\u201d vuole affrontare anche questo argomento?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questo \u00e8 uno dei campi nei quali bisogna ancora che la Chiesa non soltanto dichiari, in quanto ormai si sa pi\u00f9 o meno che cosa pensa su tale tema, ma anche che rischi un po&#8217; di pi\u00f9 e noi possiamo essere pi\u00f9 liberi rispetto alla Dottrina della Fede, per cui possiamo rischiare di pi\u00f9, attraverso il dialogo e l\u2019incontro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eminenza, Lei si \u00e8 sempre confrontato con l\u2019idea di bellezza, declinata nelle varie categorie che venivano affrontate negli incontri. Perch\u00e9 \u00e8 una tematica cos\u00ec importante?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Tante volte ho detto che bisognerebbe introdurre una moratoria perch\u00e9 non si usi pi\u00f9 quella frase di Dostoevskij: &#8220;La bellezza salver\u00e0 il mondo&#8221; che \u00e8 un luogo comune, uno stereotipo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;La presenza della bellezza dei nostri \u201cCortili\u201d si affida anche alla teologia di Von Balthasar. Ci sono tre universali che sono in pratica condivisi da tutti, ma poi praticati in maniera differente. C&#8217;\u00e8 il \u201cverum\u201d e quindi tutto ci\u00f2 che attiene la verit\u00e0. &nbsp;Poi c\u2019\u00e8 il \u201cbonum\u201d, per cui ognuno deve cercare di avere una dimensione etica. Infine c\u2019\u00e8 il terzo universale che \u00e8 il \u201cpulcrum\u201d: il tentativo di scoprire cio\u00e8 nell&#8217;interno della verit\u00e0 una profondit\u00e0 trascendente. \u00c8 quello che diceva Paul Klee, questo grande pittore del secolo scorso, secondo cui l\u2019arte non rappresenta il visibile, ma l&#8217;invisibile che \u00e8 nel visibile. \u00c8 per questo che il bello diventa necessario per far s\u00ec che il bene, l&#8217;etica, la logica e la verit\u00e0 siano autentiche, che siano profonde e spinge a scoprirne la pienezza.&nbsp; La bellezza \u00e8 parte anche della fede. Infatti, se si prende ancora quella frase che ho citato prima di Paul Klee, possiamo dire che la fede non rappresenta solo il visibile, ma l&#8217;Invisibile che \u00e8 nel visibile. Il compito della fede sarebbe esattamente questo: mostrare il senso ultimo e profondo. In pratica la scienza fa vedere il fenomeno e la fede fa vedere il fondamento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un \u201cCortile dei Gentili\u201d che in questo momento giubilare sarebbe opportuno fare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nel capitolo 25\u00ba del Levitico c&#8217;\u00e8 la descrizione del Giubileo e a partire da ci\u00f2 sarebbe interessante proporre un dialogo e una riflessione sulla parit\u00e0. Non \u00e8 infatti possibile che esistano miliardari supremi, pochissimi, e poi il resto dell&#8217;umanit\u00e0. Questi miliardari dominano il mondo e tanti ne sono conquistati. \u00c8 come una specie di medusa che attira.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi sarebbe l&#8217;interlocutore ideale per questo dialogo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019alta finanza mondiale, immagino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Sarebbe fondamentale che per\u00f2 avessimo un interlocutore che si mette ad ascoltare le ragioni opposte, ossia quelle degli ultimi. Penso che se ci fosse stato Steve Jobs sarebbe stato interessante un dialogo, come lo potrebbe essere anche con Bill Gates. Sarebbe infatti l&#8217;ideale poter parlare con figure di questo calibro, anche se sono diverse proprio dalla prospettiva degli ultimi che vorremmo portare noi, com\u2019\u00e8 tipico del cristianesimo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto a quando Lei ha fondato il \u201cCorte dei Gentili\u201d ad oggi, che cosa \u00e8 cambiato? Se \u00e8 cambiato qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>C\u2019\u00e8 stato il cambiamento, che reputo dovuto alla grande malattia del nostro tempo, che \u00e8 quella della superficialit\u00e0, della banalit\u00e0, per cui \u00e8 difficile far ragionare e approfondire. C\u2019\u00e8 poi anche un nuovo elemento, che ha cambiato radicalmente la vita della maggior parte delle persone, ossia la tecnologia, che noi dobbiamo cercare di inseguire con fatica. E allora, in questo caso, \u00e8 vero quello che diceva il grande filosofo francese Paul Richer: \u201cNoi viviamo in un&#8217;epoca in cui alla bulimia dei mezzi, corrisponde l&#8217;anoressia dei fini\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che futuro vede per il \u201cCortile dei Gentili\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Credo che sar\u00e0 sempre necessario, perch\u00e9 \u00e8 sempre stato cos\u00ec nella storia dell&#8217;umanit\u00e0: anche quando sar\u00e0 minoritario, infatti il dialogo \u00e8 necessario. \u00c8 indispensabile evitare lo scontro e praticare invece l&#8217;incontro, che nella parola stessa dice che \u00e8 <u>in,<\/u> ossia andare verso l\u2019altro, ed \u00e8 anche <u>contro,<\/u> perch\u00e9 l&#8217;altro deve avere la sua identit\u00e0, non deve essere schiacciato e non deve neppure avere la percezione che la sua opinione non abbia importanza, poich\u00e9, alcune volte, pu\u00f2 anche insegnare.&nbsp; Il credente non \u00e8 che abbia tutta la verit\u00e0, la verit\u00e0 \u00e8 soltanto di Dio.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una realt\u00e0 di incontro e dialogo, unica e molteplice al contempo. 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