{"id":16224,"date":"2025-02-24T01:17:51","date_gmt":"2025-02-24T00:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=16224"},"modified":"2025-02-24T01:18:19","modified_gmt":"2025-02-24T00:18:19","slug":"lorenzo-cortesi-studiare-il-passato-per-essere-inclusivi-nelloggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/lorenzo-cortesi-studiare-il-passato-per-essere-inclusivi-nelloggi\/","title":{"rendered":"Lorenzo Cortesi, studiare il passato per essere inclusivi nell\u2019oggi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"502\" height=\"753\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/cortesi-copertina-18-1-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16228\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/cortesi-copertina-18-1-2.jpg 502w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/cortesi-copertina-18-1-2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa coscienza razionale nel labirinto della multiculturalit\u00e0. Viaggio nel tempo per riscoprire la vocazione al dialogo dell\u2019occidente\u201d. Questo il suggestivo titolo del libro di Lorenzo Cortesi, edito da Aracne (Roma, 10 settembre 2024), in cui l\u2019autore critica la visione eurocentrica e riduttiva della storia nell\u2019accezione comune, proponendo invece una lettura pi\u00f9 inclusiva che consideri l&#8217;interazione con altre culture. Discute, inoltre, dell\u2019importanza di&nbsp;valorizzare maggiormente le fonti letterarie nell\u2019indagine storica&nbsp;e di adottare una prospettiva diacronica per comprendere l&#8217;alterit\u00e0 culturale, sia nel passato che nel presente.&nbsp; Questo libro affronta anche il&nbsp;ruolo della trascendenza&nbsp;nel dialogo interculturale e interreligioso, suggerendo una storicizzazione in ottica teologica dei contenuti dottrinali per favorire una maggiore intesa reciproca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lorenzo Cortesi, assistente alla ricerca che&nbsp;studia l&#8217;antropologia culturale e le relazioni interculturali, con particolare attenzione al patrimonio classico occidentale, svolgendo la sua professione presso il Centro per le Scienze Religiose (ISR) della Fondazione Bruno Kessler di Trento, in questa bella intervista illustra con grande passione il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sono di formazione un classicista e quindi cerco di porre il patrimonio culturale dell\u2019antichit\u00e0 classica al servizio del dialogo interculturale nel mondo contemporaneo. Uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere il libro di cui parliamo oggi \u00e8 la necessit\u00e0 impellente che avvertivo di riformulare radicalmente il pensiero, che rischia di diventare un pericoloso stereotipo, secondo cui l&#8217;occidente fa riferimento alle proprie radici classiche, per vantare una presunta superiorit\u00e0 rispetto alle altre culture. Cos\u00ec facendo non tiene per\u00f2 conto del fatto che la storia della civilt\u00e0 greco-latina \u00e8 interamente costruita su incontri con altre civilt\u00e0 e altre culture. Queste esperienze vengono poi rielaborate per formare un modello antropologico molto ampio e inclusivo, che non si pu\u00f2 ridurre esclusivamente a criteri di razionalit\u00e0 analitica, ma che tiene molto in considerazione anche gli aspetti emotivi del vissuto e in particolare il tema del rapporto con la trascendenza. Il patrimonio culturale dell&#8217;occidente \u00e8 dunque innanzitutto un\u2019eredit\u00e0 molto stratificata e composita, alla quale non si pu\u00f2 attribuire in maniera artificiosa una natura monolitica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La problematica sorge proprio perch\u00e9 l\u2019occidente tende a valorizzare dell&#8217;antichit\u00e0 classica soltanto quegli aspetti che possono dare prestigio al suo assetto attuale. Quindi sostanzialmente presenta il modello culturale dell&#8217;antichit\u00e0 classica come basato in particolare sulla scuola filosofica ionica, su Platone e su Aristotele, ma in realt\u00e0 tende a trascurare l&#8217;importanza fondamentale dell&#8217;interazione con le altre culture. In passato per\u00f2 questa non era, come al giorno d&#8217;oggi, una dimostrazione di tolleranza o di un elevato grado di civilt\u00e0, ma costituiva un\u2019esigenza irrinunciabile per la sopravvivenza della propria comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;Un altro aspetto molto importante, che metto in evidenza nel mio libro, \u00e8 la necessit\u00e0 di rivalutare sotto una nuova luce le fonti per la ricostruzione del passato, quindi le fonti letterarie o comunque le fonti basate su forme di narrazione. Quest\u2019ultima non \u00e8 infatti un semplice rivestimento discorsivo di contenuti antropologici, ma ha un respiro esistenziale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La specificit\u00e0 dello sviluppo dell&#8217;occidente contemporaneo risiede, a mio parere, proprio nel suo essersi allontanato da un modello cosmologico pluridimensionale, cio\u00e8 articolato su vari piani di esistenza ed aperto alla spiritualit\u00e0 e alla trascendenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Perci\u00f2, il concetto chiave del mio libro \u00e8 proprio il modello cosmologico pluridimensionale con diversi piani di esistenza che si intrecciano e che l&#8217;occidente ha cercato di abbandonare, relegando la spiritualit\u00e0 alla sfera del vissuto soggettivo, considerandola dunque come una opzione senza dubbio legittima, ma non indispensabile alla vita della collettivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Con la mia analisi, ho anche voluto mostrare come lo studio di epoche passate non sia utile solamente per ricostruire le radici della propria identit\u00e0, ma possa costituire anche una preziosa opportunit\u00e0 per abituare la mente a confrontarsi con forme di pensiero e di sensibilit\u00e0 emotiva ancora una volta diverse da quella attuale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In questo percorso intellettuale, lo sviluppo del rapporto con la trascendenza \u00e8 fondamentale anche per poter concepire e tematizzare l\u2019alterit\u00e0 culturale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La teorizzazione che lei sta facendo \u00e8 in qualche modo contestualizzabile nell&#8217;oggi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A fare la differenza oggi \u00e8 la compressione delle distanze geografiche e la rapidit\u00e0 dell\u2019interazione tra le diverse parti in causa; manca dunque concretamente il tempo per elaborare una riflessione filosoficamente approfondita e fondata sulle motivazioni, anche storiche, dalle quali scaturisce la diversit\u00e0 dell&#8217;altro. Ci\u00f2 che genera i conflitti \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0, e spesso la carenza di volont\u00e0, di integrare nella propria visione del mondo sistemi simbolici e concezioni etiche in grado di spiegare l\u2019origine della diversit\u00e0 dell\u2019altro nella storia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei spiega l\u2019importanza dell\u2019alterit\u00e0 culturale e forse oggi ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 che mai. Siamo all\u2019altezza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Come dicevo, \u00e8 necessaria una estensione degli strumenti conoscitivi, interpretativi ed espressivi che permetta di includere l&#8217;alterit\u00e0. Essa, infatti, non pu\u00f2 essere ridotta a un oggetto di studio che deve conformarsi ai metodi analitici che l&#8217;occidente gi\u00e0 possiede. Secondo il mio punto di vista \u00e8 il pensiero europeo che dovrebbe ampliare la tavolozza delle sue possibilit\u00e0 di interpretazione e di interscambio con le altre culture per arrivare ad un&#8217;autentica comprensione delle differenze, che \u00e8 il presupposto per un dialogo interculturale proficuo. Troppo spesso infatti ci si trincera dietro una nozione molto comoda, se vogliamo, ma anche molto riduttiva del rispetto reciproco, che per\u00f2 di fatto si traduce in un consolidamento della diversit\u00e0 nei rispettivi spazi di influenza. Questa non \u00e8 una reale integrazione; \u00e8 invece soltanto l&#8217;accettazione di una giustapposizione irriducibile tra due realt\u00e0 che non si riesce a riunire creativamente in un\u2019unica visione onnicomprensiva del mondo. Quindi sostanzialmente il problema sta nel fatto che l\u2019occidente si affida ad un approccio estremamente limitato rispetto ai molteplici aspetti della diversit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei pone molta attenzione anche al tema della trascendenza, come entra in questo suo lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La trascendenza, il divino e i vissuti delle diverse fedi non possono essere esclusi da questo discorso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019essere umano sperimenta infatti l\u2019alterit\u00e0 innanzitutto nel rapportarsi con il divino. Occorre inoltre constatare che l&#8217;unica strada efficace per un dialogo specificamente interreligioso \u00e8 quella di introdurre un modello di storicizzazione in chiave teologica dei contenuti dottrinali delle differenti fedi. Questo modello si basa sostanzialmente sul fatto che Dio, o comunque la divinit\u00e0 in qualsiasi forma si manifesti, concilia nella sua onniscienza tutte le diverse fedi e calibra i contenuti del messaggio che rivolge all&#8217;essere umano sostanzialmente in relazione a due aspetti: il grado di avanzamento delle capacit\u00e0 etiche e conoscitive dell&#8217;uomo e il livello di sviluppo storico-sociale che ogni popolo ha raggiunto in un determinato momento della sua storia. \u00c8 questa una ulteriore prova della straordinariet\u00e0 del linguaggio divino. Esso, pur mantenendo intatto alla fonte il proprio valore di verit\u00e0 trascendente, ha infatti la capacit\u00e0 di trasformarsi per adattarsi all&#8217;evoluzione sociale e giuridica delle comunit\u00e0 umane, rinnovandosi all\u2019infinito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua riflessione si basa sulla grande importanza che ha il passato nella nostra formazione. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il passato ci serve come terreno di pratica per allenare la nostra mente a forgiare strumenti concettuali ed espressivi nuovi che ci permettano di capire forme del pensiero diverse da quella del nostro assetto attuale. Ed \u00e8 pi\u00f9 facile farlo rivolgendosi al nostro stesso passato e riscoprendo la diversit\u00e0 come un elemento cardine delle nostre radici e del nostro sviluppo storico, per poi poterci relazionare in modo creativo e fruttuoso all\u2019alterit\u00e0 che vediamo nel mondo esterno di oggi. Quindi \u00e8 necessario riconoscere la diversit\u00e0 come una componente essenziale della propria identit\u00e0 e saper rimettere in gioco questa sensibilit\u00e0 verso la diversit\u00e0 nell\u2019ordine del mondo attuale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa coscienza razionale nel labirinto della multiculturalit\u00e0. Viaggio nel tempo per riscoprire la vocazione al dialogo dell\u2019occidente\u201d. Questo il suggestivo titolo del libro di Lorenzo Cortesi, edito da Aracne (Roma, 10 settembre 2024), in cui l\u2019autore critica la visione eurocentrica e riduttiva della storia nell\u2019accezione comune, proponendo invece una lettura pi\u00f9 inclusiva che consideri l&#8217;interazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-16224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16224"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16229,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16224\/revisions\/16229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}