{"id":16470,"date":"2025-04-16T16:11:06","date_gmt":"2025-04-16T15:11:06","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=16470"},"modified":"2025-04-16T16:12:52","modified_gmt":"2025-04-16T15:12:52","slug":"le-straordinarie-corrispondenze-tra-latlantide-di-platone-e-la-groenlandia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/le-straordinarie-corrispondenze-tra-latlantide-di-platone-e-la-groenlandia-2\/","title":{"rendered":"Le straordinarie corrispondenze tra l\u2019Atlantide di Platone e la Groenlandia    Seconda parte di tre"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Risorse minerarie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"428\" height=\"283\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immagine_2025-04-16_170435501.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16471\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immagine_2025-04-16_170435501.png 428w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immagine_2025-04-16_170435501-300x198.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Un altro importante punto di contatto tra l&#8217;Atlantide di Platone e la Groenlandia \u00e8 la grande ricchezza di risorse minerarie. Riguardo ad Atlantide, Platone afferma che \u201cl&#8217;isola forniva la maggior parte delle risorse necessarie alla vita, a partire dai metalli, sia duri che malleabili, che vengono estratti dalle miniere\u201d [46].<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la Groenlandia attuale, &#8220;Il Center for Minerals and Materials (MiMa) presso GEUS ha appena pubblicato un rapporto che valuta il potenziale di materie prime critiche in Groenlandia (&#8230;) Il rapporto mostra che la Groenlandia ha un grande potenziale inutilizzato per materie prime critiche, tra cui i metalli delle terre rare grafite, niobio, metalli del gruppo del platino, molibdeno, tantalio e titanio, tutti gi\u00e0 importanti o che lo diventeranno per la transizione verde&#8221; [47].<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in generale, secondo Mark Rowe, \u201cDurante la Guerra Fredda, l&#8217;Artico era freddo in tutte le sue forme; letteralmente e anche politicamente, era un posto a parte&#8217;, dice Caroline Kennedy-Pipe, responsabile della politica e degli studi internazionali presso l&#8217;Universit\u00e0 di Loughborough. Dagli anni &#8217;90, con lo scioglimento della Guerra Fredda, lo scioglimento dell&#8217;Artico ha accelerato. &#8216;Quello che accade nell&#8217;Artico non rimane nell&#8217;Artico. Proprio come lo scioglimento dei ghiacciai artici porta all&#8217;innalzamento del livello del mare nel Mediterraneo orientale, cos\u00ec la geopolitica emergente dell&#8217;Artico sta influenzando il modo in cui le principali potenze mondiali interagiscono tra loro&#8217; (&#8230;) In Groenlandia, lo scioglimento dei ghiacci sta portando alla luce giacimenti minerari che hanno un&#8217;alta probabilit\u00e0 di contenere oro, nichel, elementi del gruppo del platino, rame, piombo, zinco, molibdeno, diamanti ed elementi delle terre rare\u201d [48].<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ritorniamo a Platone, il quale, dopo aver dichiarato che tra le risorse di Atlantide vi erano tutti i tipi di metalli che si estraggono nelle miniere, sottolinea che vi era \u201canche quel tipo di metallo che ora \u00e8 noto solo per il nome ma che allora non era solo un nome, essendovi miniere di esso in molti punti dell&#8217;isola: intendo l\u2019oricalco, che era il pi\u00f9 prezioso dei metalli allora conosciuti, eccetto l&#8217;oro\u201d [49].<\/p>\n\n\n\n<p>Questo passo ci dice che l&#8217;oricalco era certamente un metallo prezioso (e non una lega di rame e zinco, come si ritiene oggi) e ci\u00f2 risulta evidente anche da un altro passo in cui la letteratura greca lo menziona. Ci riferiamo al II Inno Omerico ad Afrodite, nel quale gli orecchini che adornano la statua della dea sono \u201cfiori d\u2019oricalco e d\u2019oro prezioso\u201d (\u201c\u00e1nthem\u2019oreikh\u00e1lkoukhruso\u00eeo te tim\u00e9entos\u201d). Ci\u00f2 conferma senza ombra di dubbio che si tratta di un metallo nobile, paragonabile in valore all&#8217;oro, come Platone afferma. Inoltre, come vedremo tra poco, nel Crizial\u2019oricalco \u00e8 menzionato, insieme all&#8217;oro e all&#8217;argento, tra i metalli preziosi che decoravano il sontuoso tempio di Poseidone.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos&#8217;era l&#8217;oricalco? Per identificarlo, dobbiamo tenere presente che nelmondo antico l\u2019oro e l\u2019argento erano gli unici metalli preziosi conosciuti. D&#8217;altro canto, il platino (i cui principali giacimenti si trovano nei Monti Urali, in Alaska e in Sud America) rimase sconosciuto in Europa fino a quando Antonio De Ulloa non lo scopr\u00ec nel 1735 in giacimenti colombiani, sebbene alcune popolazioni precolombiane gi\u00e0 conoscessero questo metallo e lo lavorassero (malgrado la sua elevatissima temperatura di fusione: 1.768\u00b0C). Ora, poich\u00e9 l&#8217;oricalco non \u00e8 una lega ma un vero e proprio metallo, e tutti i metalli esistenti sono inclusi nella tavola periodica degli elementi di Mendeleev, ne consegue che esso \u00e8 identificabile con il platino. Infatti, il platino \u00e8 ancora oggi, proprio come allora, il metallo pi\u00f9 prezioso insieme all&#8217;oro, anche a causa della sua scarsit\u00e0 nella crosta terrestre. Per quanto riguarda le risorse di elementi del gruppo del platino (PGE) in Groenlandia, esse \u201channo attirato interesse gi\u00e0 negli anni \u201960 e sono state parte dell\u2019esplorazione della Groenlandia a partire dagli anni \u201970\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, il fatto che anche un metallo cos\u00ec raro si trovi in \u200b\u200bGroenlandia rappresenta unulteriore indizio che quest&#8217;ultima sia identificabile con l&#8217;isola Atlantide. Va altres\u00ec notato che le valutazioni della presenza di materie prime nel sottosuolo della Groenlandia si basano su indagini limitate a luoghi (di solito vicini alle coste) dove ora non vi \u00e8 copertura di ghiaccio. Insomma, poich\u00e9 il riscaldamento globale nei prossimi anni aumenter\u00e0 la superficie libera dal ghiaccio, non si possono escludere ulteriori positivesorprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa inoltreriflettere il fatto che, come afferma Platone, al tempo della fioritura di Atlantide il valore dell&#8217;oricalco era paragonabile a quello dell&#8217;oro, proprio come lo \u00e8 adesso il platino. Infatti, attualmente \u201cil platino tende a superare il valore dell&#8217;oro durante periodi prolungati di crescita economica o di stabilit\u00e0 monetaria percepita, e a scendere al disottodell\u2019oro durante periodi prolungati in cui si deteriora la fiducia nell&#8217;economia e nel sistema finanziario\u201d [52].<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 sembra suggerire che le dinamiche commerciali della civilt\u00e0 preistorica descritta da Platone, presumibilmente basate sul commercio anche su lunghe distanze, ad onta dei millenni che la separano da noi forse, almeno per certi versi, non fossero troppo diverse da quelle odierne.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, ecco unemozionante \u201cspot\u201d, visivo e sonoro, quasi un\u2019immagine da telegiornale che, grazie a Platone, ci giunge direttamente dall\u2019antichissimo mondo degli Atlanti, consentendoci per un attimo di aprire una breccia nel muro che ci impedisce di vedere la vita quotidiana degli uomini di allora: \u201c\u2026La via marittima e il porto pi\u00f9 grande erano pieni di navi e di mercanti provenienti da ogni parte, che a causa della loro moltitudine causavano clamore e tumulto di ogni genere e un frastuono incessante, sia di giorno che di notte\u201d [53].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La fine di Atlantide<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo insieme di corrispondenze \u2013 dimensioni, posizione geografica, morfologia, grandi risorse minerarie \u2013 conferma che Atlantide \u00e8 identificabile con la Groenlandia, ovviamente in un&#8217;epoca in cui l&#8217;Oceano Artico era navigabile.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, per\u00f2, sorge spontanea un&#8217;obiezione. Si ritiene comunemente che l&#8217;isola di Atlantide sia stata improvvisamente inghiottita dal mare e quindii suoi eventuali resti dovrebbero giacere da qualche parte su un fondale oceanico. Dobbiamo quindi esaminare la questione in profondit\u00e0, rileggendo i passaggi dei due dialoghi di Platone che trattano della fine dell&#8217;isola per chiarire questa contraddizione.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, qui i due dialoghi divergono. Il Crizia, da cui abbiamo tratto molte delle informazioni riportate in precedenza, e in particolare quelle relative alle grandi montagne che circondavano la pianura centrale (assolutamente incompatibili con la repentina scomparsa dell&#8217;isola), termina, interrompendosi bruscamente,proprio nel momento in cui nell&#8217;assemblea degli dei Zeus sta per annunciare quale tipo di punizione avrebbe inflitto agli Atlantiper la loro crescente e ormai intollerabile iniquit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece il Timeo racconta che, dopo una guerra avvenuta tra gli Atlanti e gli Ateniesi, \u201csuccessivamente avvennero terrificanti terremoti e cataclismi, e nel giro di un giorno e una notte terribili tutto il vostro esercito fu inghiottito dalla terra, e ugualmente l&#8217;isola Atlantide fu inghiottita dal mare e scomparve; per cui anche quel mare adesso \u00e8 diventato impraticabile e inesplorabile, essendovi ad impedimento il fango molto basso che l&#8217;isola inabissandosi ha lasciato\u201d [54]. Qui \u00e8 evidente che non vi \u00e8 alcuna traccia di montagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, tutto ci\u00f2 sembra suggerire che il mito di Atlantide sia nato dalla sovrapposizione di due realt\u00e0 geografiche molto diverse: una, narrata nel Crizia, corrisponde a un\u2019isola molto grande sulle cui coste si ergono molte montagne altissime (che evidentemente non possono sprofondare n\u00e9 tanto meno scomparire), mentre l\u2019altra, quella del Timeo, sembra almeno in parte riferirsi a un\u2019isola piatta che alla fine, a causa di un cataclisma, venne inghiottita dal mare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"410\" height=\"313\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/vinci-21-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16472\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/vinci-21-2.jpg 410w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/vinci-21-2-300x229.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quello che sembra essere il pi\u00f9 antico dei due strati, descritto con dovizia di particolari nel Crizia, per molte ottime ragioni,come abbiamo avuto modo di verificare, corrisponde indubbiamente alla Groenlandia, cos\u00ec come la parte della narrazione del Timeo che abbiamo esaminato per prima, la quale fa riferimento alla rotta verso il continente americano e le isole interposte e sottolinea le enormi dimensioni dell\u2019isola, \u201cche era pi\u00f9 grande della Libia e dell\u2019Asia insieme\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa si pu\u00f2 dire della prosecuzione del racconto del Timeo, che riporta la guerra degli Atlanticon Atene e la loro fine catastrofica a seguito di quello she sembra essere stato una sorta di terrificante tsunami? A questo proposito, vi \u00e8 una realt\u00e0 geografica molto particolare, che migliaia di anni fa fu \u201cinghiottita dal mare e scomparve\u201d, alla quale si pu\u00f2 associare una qualche ragione per identificarla con quell\u2019isola bassa, improvvisamente scomparsa, menzionata nel Timeo. Ci riferiamo alDoggerBank, un grande banco di sabbia sommerso, in una zona poco profonda del Mare del Nord, a circa 100 chilometri dalla costa orientale dell\u2019Inghilterra, che si estende per circa 17.600 kmq [55]<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Mesolitico esso era ancora una terra emersa, chiamata dagli studiosi moderni Isola Doggerland, che si trovava tra l\u2019Inghilterra e la Danimarca, al largo della costa olandese. Era ci\u00f2 che rimaneva di un vasto territorio che in un&#8217;epoca ancora precedente si estendeva dall&#8217;Inghilterra alla penisola dello Jutland (cio\u00e8 su gran parte dell&#8217;attuale Mare del Nord) \u2013 la cui esistenza era gi\u00e0 stata ipotizzata da Otto Rydbeck [56] all&#8217;inizio del secolo scorso \u2013 e che sprofond\u00f2 gradualmente sott&#8217;acqua man mano che il progressivo scioglimento dei ghiacci dopo la fine dell&#8217;ultima glaciazione innalz\u00f2 il livello del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Doggerland era una terra bassa, senza montagne, con lagune, spiagge, fiumi, paludi e laghi, dove sono state trovate tracce di attivit\u00e0 umana (tra cui un arpione in osso lungo 22 cm), nonch\u00e9 resti di animali, come leoni e mammut [57]. Ma pare che la definitiva scomparsa del Doggerland sia stata preceduta da un improvviso evento catastrofico. Intorno al 6200 a.C. l&#8217;isola sembrerebbe essere stata sommersa da uno spaventoso tsunami, causato da un&#8217;enorme frana sottomarina, la frana di Storegga, avvenuta nell&#8217;Atlantico al largo della Norvegia. Si \u00e8 insomma ipotizzato che i territori costieri sia della Gran Bretagna che dell&#8217;Europa continentale, allora estesi su aree ora sommerse, sarebbero stati temporaneamente inondati dal terrificante tsunami innescato dalla frana di Storegga. Questo evento avrebbe avuto un impatto catastrofico sui popoli dell&#8217;epoca [58], al punto che si\u00e8 stimato che addirittura un quarto della popolazione mesolitica della Gran Bretagna possa aver perso la vita [59]. Tuttavia la questione \u00e8 controversa [60].<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 supporre che dopo il disastro, che avrebbe cancellato ogni traccia di vita sul Doggerland, ci\u00f2 che ne rimaneva continu\u00f2 a sprofondare nel tempo nel mare, il cui livello si alz\u00f2 sempre di pi\u00f9, fino alla sua definitiva scomparsa; tuttavia, quei sedimenti e fondali fangosi menzionati nel Timeodovettero restarea lungo in superficie o poco al disotto, ostacolando la navigazione.Non \u00e8 quindi irragionevole ipotizzare che il ricordo della tragica scomparsa dell&#8217;isola piatta delDoggerland (che fosse un avamposto degli Atlantiin territorio europeo?) nel tempo si sia sovrapposto a quello, certamente dovuto al gelo, dell&#8217;altra isola, la Groenlandia, ben pi\u00f9 grande e geologicamente del tutto diversa, come appare dall\u2019accuratissima descrizione che ne fa il Crizia.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde, riguardo a quell&#8217;Atene con cui gli Atlanti erano in guerra poco prima dello tsunami, Platone stesso afferma che si trattava di una citt\u00e0 dall&#8217;aspetto molto diverso da quello attuale. In effetti, questa Atene preistorica, fondata e guidata dalla dea Atena edaEfesto, a suo dire si trovava in un territorio completamente diverso da quello dell\u2019Atene greca: \u201cA quell\u2019epoca aveva per montagne alte ondulazioni del terreno; le piane adesso chiamate \u2018Campi di Felleo\u2019 erano ricoperte di terra fertile; sulle montagne vi erano grandi foreste (\u2026) L\u2019Acropoli, come esisteva allora, era diversa da quella che \u00e8 ora (\u2026) ma prima, in un tempo precedente, era vasta al punto da estendersi verso l\u2019Eridano e l\u2019Ilisso, comprendeva al suo interno la Pnice e, dalla parte opposta della Pnice, arrivava fino al Monte Licabetto\u201d [61].<\/p>\n\n\n\n<p>Notiamo che l&#8217;ampiezza attribuita da Platone a questa citt\u00e0 corrisponde all&#8217;aggettivo &#8220;ampia&#8221; con cui Omero definisce Atene [62], citt\u00e0 che, secondo le nostre precedenti ricerche (secondo cui i poemi omerici avrebbero avuto origine da saghe nate nell&#8217;Europa settentrionale prima della discesa degli Achei nel Mediterraneo) [63] si sarebbe trovata nel territorio dell&#8217;attuale citt\u00e0 svedese di Karlskrona, affacciata sulla costa meridionale del Mar Baltico, quindi non molto lontana dal Mare del Nord dove si trova il DoggerBank. Tra l&#8217;altro, tutto ci\u00f2 spiega anche la stranezza del nome al plurale di Atene, che rimanda alla particolare posizione della sua antenata baltica, la quale si estendeva sia sulla terraferma che sulle isole adiacenti [64].<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto alla fine della civilt\u00e0 degli Atlantigroenlandesi, su cui il Crizia tace perch\u00e9 s\u2019interrompe proprio nel momento in cui Zeus sta per annunciarla (a meno che l\u2019interruzione non sia stata voluta dallo stesso Platone, che forse non sapeva spiegarsi la divergenza rispetto alla fine degli AtlantidelDoggerland, che combatterono contro gli Ateniesi e furono poi travolti dallo tsunami), forse ne troviamo l\u2019ultima memoria nel mondo iranico. Secondo il racconto dell\u2019Avesta (il complesso dei libri sacri dello Zoroastrismo), il dio Ahura Mazda annunci\u00f2 a Yima, il mitico primo re degli uomini, che una serie di inverni molto rigidi avrebbe distrutto il suo paese e che dopo ci sarebbero stati dieci mesi di inverno e due di estate [65]: ora, questo \u00e8 il clima attuale delle regioni artiche. \u00c8 interessante anche notare che il nome Yima \u00e8 legato al concetto di \u201cgemelli\u201d, tipico dei re di Atlantide [66].Infatti, nel mondo ind\u00f9 Yima diventa Yama (o Yamar\u0101ja), dio della morte e degli inferi, gemello di Yami [67].<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde il ricordodiunantichissimodisastroclimatico\u00e8rimastovividamenteconservatoanche nellamemoriadialtri popoli. PensiamoadesempioalterribileRagnarokdei miti nordici, il cosiddetto \u2018CrepuscolodegliD\u00e8i\u2019:\u201cLoannuncer\u00e0uninvernospaventosoeterribiledinomeFimbulvetr;daognipartecadr\u00e0lanevevorticando,ilfreddosar\u00e0intensoeiventipungenti.Nonsigodr\u00e0pi\u00f9delsole.Treinvernisisusseguirannoenonvisarannoestatidimezzo\u201d[68]. Un altro esempio lo troviamo neimitiarturiani,diorigineceltica,dovesiparladella \u2018Terre Gaste\u2019,\u201cLaterradesolata,abbandonatadaisuoiabitanti,privadicoltivazioni,immersainuninvernoprecoce\u201d[69],acuiforsealludeancheilprofetaIsaia:\u201cEccocheilSignorespopolalaterra,ladevasta,nealteral\u2019aspetto,nedisperdegliabitanti\u201d[70].<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, l\u2019arrivo del gelo e la drammatica conclusione di un\u2019epoca ben si attagliano all\u2019ipotesi della tragica fine della civilt\u00e0 atlantica in Groenlandia, di cui l\u2019interruzione del Crizia proprio nel momento culminante ci ha purtroppo privato di una testimonianza diretta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>continua con la terza ed ultima parte nel prossimo numero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risorse minerarie Un altro importante punto di contatto tra l&#8217;Atlantide di Platone e la Groenlandia \u00e8 la grande ricchezza di risorse minerarie. 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