{"id":16916,"date":"2025-07-29T11:55:02","date_gmt":"2025-07-29T10:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=16916"},"modified":"2026-05-18T11:40:48","modified_gmt":"2026-05-18T10:40:48","slug":"la-resurrezione-di-pericle-fazzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/la-resurrezione-di-pericle-fazzini\/","title":{"rendered":"La Resurrezione di Pericle Fazzini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il cuore visivo e simbolico dell\u2019Aula Paolo VI<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"217\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BENIGNO-SALA-NERVI-25-01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16917\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BENIGNO-SALA-NERVI-25-01.jpg 325w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/BENIGNO-SALA-NERVI-25-01-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><strong>Pericle Fazzini<\/strong> (1913\u20131987) fu uno dei principali scultori italiani del Novecento, noto per il suo stile dinamico e \u201cesplosivo\u201d, influenzato dal barocco romano, dal futurismo e da una personale visione spirituale del mondo. Fu proprio <strong>Papa Paolo VI<\/strong> a commissionargli quest&#8217;opera nel 1965.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cronologia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>1965<\/strong>: commissione ufficiale<\/li>\n\n\n\n<li><strong>1972<\/strong>: completamento dell\u2019opera<\/li>\n\n\n\n<li><strong>1977<\/strong>: installazione definitiva nella Sala Nervi (sul fondo del palco, dietro al trono papale)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Descrizione dell&#8217;opera<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Titolo<\/strong>: <em>La Resurrezione di Cristo<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Materiale<\/strong>: fusione in bronzo e ottone patinato, altezza 7 metri, larghezza circa 20 metri<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Peso<\/strong>: circa <strong>8 tonnellate<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tecnica<\/strong>: colata in pi\u00f9 parti (opera di dimensioni ciclopiche, realizzata nella fonderia Mariani di Pietrasanta)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Cosa rappresenta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cristo risorge dal cratere nucleare del Giardino del Getsemani<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una visione modernissima e tragica della Resurrezione: non pi\u00f9 una scena gloriosa e luminosa, ma una <strong>lotta apocalittica<\/strong>, una <strong>spinta viscerale verso la rinascita<\/strong> in un mondo che si autodistrugge.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cristo al centro <strong>emerge tra lingue di bronzo<\/strong>, tra braccia contorte, spire, radici spezzate, quasi <strong>scagliato in aria<\/strong> da una forza sconosciuta. \u00c8 <strong>sofferente<\/strong>, ma anche <strong>trasfigurato<\/strong>, con uno sguardo che fissa chi osserva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Simbolismo e interpretazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Il cratere nucleare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fazzini stesso disse che l\u2019opera nacque da un\u2019angoscia:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVolevo rappresentare Cristo che risorge dalla bomba atomica, nel Giardino del Getsemani.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un chiaro riferimento alla minaccia della <strong>guerra nucleare<\/strong> che gravava sul mondo nel dopoguerra, in piena Guerra Fredda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Getsemani deformato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il giardino, simbolo del dolore e della preghiera, \u00e8 qui <strong>disgregato<\/strong>: le radici si spezzano, il suolo si squarcia, come se la natura stessa fosse coinvolta nella crisi dell\u2019uomo moderno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il volto di Cristo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molti osservatori notano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Un\u2019espressione \u201cspaccata\u201d<\/strong> tra sofferenza e pace<\/li>\n\n\n\n<li>Lineamenti <strong>asimmetrici<\/strong>, quasi deformati<\/li>\n\n\n\n<li>Alcuni vi leggono <strong>un volto alieno, serpentino, inquietante<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questo ha alimentato teorie alternative su possibili <strong>messaggi nascosti<\/strong> (non comprovati) legati a simboli di dominio o distruzione. Fazzini, per\u00f2, parl\u00f2 sempre solo in termini <strong>spirituali e antimilitaristi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Controversie e teorie \u201coscure\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scultura \u00e8 cos\u00ec potente da aver generato nel tempo un\u2019ondata di interpretazioni <strong>simboliche, esoteriche, persino complottiste<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le pi\u00f9 diffuse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La Sala Nervi nel suo complesso (inclusa la scultura) rappresenterebbe <strong>la testa di un serpente<\/strong>, con l\u2019opera di Fazzini come <strong>lingua biforcuta<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Il Cristo centrale sarebbe <strong>un\u2019entit\u00e0 aliena o luciferina<\/strong>, dato il volto \u201cspigoloso\u201d e le fiamme simili a corna.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Tutte queste letture non sono supportate da alcuna fonte ufficiale n\u00e9 dallo stesso Fazzini<\/strong>. Ma sono interessanti dal punto di vista della psicologia collettiva: \u00e8 la prova che l\u2019arte <strong>tocca corde profonde<\/strong>, anche disturbanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Valore artistico e culturale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che piaccia o meno, la Resurrezione di Fazzini \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Un capolavoro <strong>espressivo e teatrale<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Un esempio unico di <strong>scultura religiosa contemporanea<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Un&#8217;opera che <strong>mette in crisi lo spettatore<\/strong>, e proprio per questo&#8230; rimane.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>La Resurrezione di Fazzini: lettura teologico-simbolica di un Cristo apocalittico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel cuore della modernit\u00e0 ecclesiale post-conciliare, <strong>\u201cLa Resurrezione\u201d<\/strong> di Pericle Fazzini, collocata nella Sala Nervi (Aula Paolo VI), si staglia non come semplice ornamento liturgico, ma come <strong>manifestazione plastica di un&#8217;esperienza escatologica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Simbolismo Teologico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cristo nella tensione tra il Getsemani e l\u2019Apocalisse<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fazzini non rappresenta la classica Resurrezione pasquale trionfante, ma un <strong>Cristo sospeso<\/strong> tra il <strong>dolore del Getsemani<\/strong> e il <strong>giudizio escatologico<\/strong>. La scena \u00e8 carica di tensione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il <strong>Getsemani<\/strong> \u00e8 rievocato come <strong>luogo cosmico del travaglio umano<\/strong>, deformato, ferito, collassato<\/li>\n\n\n\n<li>Il <strong>Cristo risorto<\/strong> \u00e8 <em>esploso dal centro della terra<\/em>, quasi generato dalla distruzione stessa<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019opera incarna un\u2019<strong>immagine di risurrezione attraverso il dolore estremo<\/strong>, non dalla morte biologica, ma dalla <strong>morte dell\u2019umanit\u00e0 come civilt\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong> Il cratere come Sheol<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apertura alla base della scultura richiama l\u2019<strong>abisso del Sheol<\/strong>, l\u2019\u201cinferno\u201d biblico da cui Cristo risale secondo il <em>Credo apostolico<\/em> (\u201cdiscese agli inferi\u201d). Ma qui lo Sheol si veste di contemporaneit\u00e0: \u00e8 <strong>la voragine atomica<\/strong>, frutto della superbia tecnologica e dell\u2019odio collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Simbologia Occulta e Archetipica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cristo come \u201carchetipo del risorgente\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo e la posizione del corpo non rimandano tanto a una figura storica, quanto a un <strong>archetipo junghiano<\/strong>: l\u2019<strong>uomo nuovo<\/strong>, trasfigurato dal trauma.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I tratti del volto sono <strong>asimmetrici<\/strong>, <strong>ibridi<\/strong>, come a voler evocare la natura duale dell\u2019uomo divinizzato<\/li>\n\n\n\n<li>Le spire e le lingue bronzee che lo avvolgono <strong>non sono solo distruzione<\/strong>, ma <strong>nascita<\/strong>, come <strong>placente metalliche<\/strong> di un parto cosmico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Il serpente e la crisi iconografica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La teoria che identifica la Sala Nervi con la <strong>testa di un serpente<\/strong> non \u00e8 del tutto da scartare sul piano simbolico. Il serpente, nella Bibbia, <strong>non \u00e8 solo male<\/strong>, ma anche <strong>sapienza e trasformazione<\/strong> (vedi serpente di bronzo in Nm 21,8-9; Gv 3,14).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cristo che \u201crisorge dalla bocca del serpente\u201d potrebbe essere letto come <strong>colui che converte il simbolo della distruzione in salvezza<\/strong>: un\u2019<strong>alchimia spirituale<\/strong> della redenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contrasto con la Croce tradizionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assenza di una <strong>croce fisica evidente<\/strong> al centro dell\u2019opera non \u00e8 casuale: la croce \u00e8 <strong>implosa nel corpo stesso del Risorto<\/strong>, \u00e8 diventata <strong>esplosione di energia spirituale<\/strong>.<br>Questa visione rompe con la rappresentazione classica e si avvicina alla <strong>\u201cteologia della crisi\u201d<\/strong> del Novecento (Moltmann, Guardini, Bonhoeffer).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Cristo e il fuoco atomico: una lettura apocalittica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intero scenario richiama il linguaggio dell\u2019<strong>Apocalisse<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fiamme, nubi, terra sconvolta<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Il Risorto come <strong>colui che viene tra le nubi<\/strong>, ma non dall\u2019alto&#8230; bens\u00ec <strong>dal profondo della storia umana<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Si pu\u00f2 leggere l\u2019opera come una <strong>profezia visuale<\/strong>:<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, io faccio nuove tutte le cose\u201d (Ap 21,5)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Resurrezione\u201d di Fazzini <strong>interroga<\/strong>, non consola. \u00c8 un\u2019opera <strong>profetica<\/strong>, che mostra un Dio <strong>immerso nel trauma del Novecento<\/strong>, e che risorge <strong>non per fuggire dalla storia<\/strong>, ma per <strong>trasfigurarla dall\u2019interno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019opera per <strong>chi ha occhi per vedere l\u2019invisibile<\/strong>, e per chi accetta che la <strong>gloria pasquale non sia pi\u00f9 solo luce<\/strong>, ma anche <strong>cenere redenta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cuore visivo e simbolico dell\u2019Aula Paolo VI Pericle Fazzini (1913\u20131987) fu uno dei principali scultori italiani del Novecento, noto per il suo stile dinamico e \u201cesplosivo\u201d, influenzato dal barocco romano, dal futurismo e da una personale visione spirituale del mondo. 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