{"id":17206,"date":"2025-12-08T23:23:57","date_gmt":"2025-12-08T22:23:57","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=17206"},"modified":"2025-12-08T23:25:19","modified_gmt":"2025-12-08T22:25:19","slug":"il-significato-astronomico-della-mitica-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/il-significato-astronomico-della-mitica-fenice\/","title":{"rendered":"Il significato astronomico della mitica Fenice"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"268\" height=\"166\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/vinci-1-28.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17207\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La versione italiana di uno studio di Felice Vinci pubblicato dalla rivista scientifica internazionale \u201cAthens Journal of Mediterranean Studies\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>1 di 3<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo articolo, esamineremo innanzitutto le caratteristiche attribuite alla Fenice \u2013 l\u2019uccello mitologico dotato di straordinaria longevit\u00e0 e del potere di rinascere dopo la morte \u2013 in vari contesti storici e letterari del mondo antico, per poi approfondire l\u2019associazione della sua figura con un grande albero, che, come vedremo, \u00e8 identificabile con l\u2019Albero Cosmico. Su questa base, svilupperemo l\u2019ipotesi che dietro l\u2019immagine della Fenice appollaiata sull\u2019albero si nasconda una metafora astronomica riferita alla stella polare, che periodicamente \u201cmuore\u201d e poi \u201crinasce\u201d in ciascuna delle stelle che, una dopo l\u2019altra, nel corso dei millenni si alternano nei pressi del polo celeste, in seguito ad un moto a trottola dell\u2019asse terrestre, lentissimo ma continuo, che produce il fenomeno della precessione degli equinozi.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine, adotteremo una metodologia consistente in un nuovo esame critico di fonti attendibili, non solo classiche ma anche provenienti da altri contesti letterari e scientifici, confrontando ed esplorando analogie e somiglianze, ma anche enigmi ed anomalie. Infatti queste ultime, in particolare nell\u2019ambito della mitologia, possono talvolta rivelare significati metaforici nascosti in grado di aprire nuovi orizzonti ermeneutici. \u00c8 quanto abbiamo visto in un precedente articolo (Vinci, 2024a), dove abbiamo mostrato come anche dietro il segreto della prodigiosa forza di Sansone, legata ai suoi lunghi capelli non tagliati, sia nascosta una suggestiva metafora di un fenomeno astronomico. Inoltre, nel corso di questa indagine terremo sempre presente che, per affrontare adeguatamente temi come quello che stiamo trattando, \u201cun approccio razionalistico \u00e8 sterile senza lo sforzo di immergersi nella mentalit\u00e0 dei tempi e delle persone con cui abbiamo a che fare\u201d (Ferri, 2010, p. 219).<\/p>\n\n\n\n<p>Vorremmo altres\u00ec sottolineare che, data la novit\u00e0 dell\u2019ipotesi qui proposta e considerando che questo particolare argomento potrebbe essere di interesse anche al di fuori del mondo accademico, abbiamo mirato alla massima chiarezza e leggibilit\u00e0 dell\u2019articolo, anche a costo di ripetere talvolta alcuni concetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo articolo \u00e8 organizzato in sette sezioni, inclusa la presente introduzione. La seconda sezione d\u00e0 informazioni generali sulla figura e sulle caratteristiche della Fenice. La terza approfondisce lo stretto rapporto tra la Fenice ed un particolare albero, identificabile come l\u2019Albero Cosmico o Albero del Mondo, su cui essa sta appollaiata. La quarta sviluppa l\u2019ipotesi che la Fenice sia una metafora della successione ciclica di stelle che, una dopo l\u2019altra, assumono la funzione di stella polare allorch\u00e9 vengono a trovarsi in prossimit\u00e0 del polo celeste. La quinta esplora la metafora nascosta dietro i perenni litigi tra l\u2019aquila e il serpente, due animali che diverse mitologie associano all\u2019Albero Cosmico, nonch\u00e9 i collegamenti con il mulino del cielo, i destini umani e i cicli cosmici. La sesta sviluppa l\u2019ipotesi che alcune caratteristiche tradizionalmente attribuite alla Fenice possano essere state inizialmente ispirate dall\u2019aspetto e dal comportamento di un uccello particolare, identificabile con l\u2019urogallo. L\u2019ultima sezione \u00e8 dedicata alle osservazioni conclusive.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Generalit\u00e0 sulla Fenice<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Fenice \u00e8 un mitico uccello, di cui in ogni epoca esiste un solo esemplare. Essa si rigenera ciclicamente morendo e risorgendo dalle proprie ceneri, e che con forme pi\u00f9 o meno simili si ritrova in molte altre mitologie. Ha un aspetto simile a quello di un\u2019aquila, e talvolta anche di un gallo, con cui essa condivide la vocazione canora, e la sua figura \u00e8 associata al sole e ad un grande albero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco cosa ne dice lo storico greco Erodoto (c.\u2009484&nbsp;\u2013 c.\u2009425&nbsp;BC), che la cita allorch\u00e9 si sofferma sugli animali che si trovano in Egitto: \u201cEsiste anche un altro uccello sacro, il cui nome \u00e8 Fenice. Io stesso non l\u2019ho mai visto, solo delle immagini, perch\u00e9 l\u2019uccello arriva raramente in Egitto: una volta ogni cinquecento anni, come dicono gli abitanti di Eliopoli. Si dice che la Fenice arrivi quando muore il padre. Se l\u2019immagine ne mostra realmente le dimensioni e l\u2019aspetto, il piumaggio \u00e8 in parte dorato e in parte rosso. La sua forma e le sue dimensioni sono molto simili a quelle di un\u2019aquila. Quello che dicono che questo uccello riesce a fare mi sembra incredibile. Si racconta che, volando dall\u2019Arabia al tempio del sole, porti con s\u00e9 il padre avvolto nella mirra e lo seppellisca nel tempio del Sole\u201d (<em>Storie<\/em>, 2, 73).<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ispirare la figura della Fenice greca potrebbe essere stato il Benu, un\u2019antica divinit\u00e0 egizia legata al Sole, alla creazione e alla rinascita. Il Benu egizio era un essere autocreato che si diceva avesse avuto un ruolo nella creazione del mondo. Un suo titolo era \u201cColui che venne all\u2019esistenza da solo\u201d e il suo nome \u00e8 legato al verbo egiziano&nbsp;<em>wbn<\/em>, che significa \u201csorgere nello splendore\u201d. Il Benu compare anche sugli amuleti funerari a forma di scarabeo come simbolo di rinascita. Lo stesso nome \u201cFenice\u201d potrebbe derivare da \u201cBenu\u201d, e la sua rinascita e il suo legame con il sole sono simili alle credenze sul Benu (Hart, 2005, p. 48). Poich\u00e9 il Benu era un simbolo di rinascita, era associato a Osiride e veniva chiamato \u201cSignore dei Giubilei\u201d, un epiteto che si riferiva alla credenza che si rinnovasse periodicamente \u201ccome il sole che sorge all\u2019alba\u201d (Wilkinson, 2003, p. 212).&nbsp;Infatti, un&nbsp;epiteto frequentemente applicato al dio Sole \u00e8 \u201ccolui che si autogenera\u201d, e (\u2026) nella letteratura classica si pone grande enfasi sulla generazione spontanea della Fenice e sulla sua stretta relazione con il sole (Van den Broek, 1972, p. 16).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ora spostiamoci sulla letteratura latina, dove troviamo il passo che lo scrittore romano Plinio il Vecchio (23 \u2013 79 d.C.) dedica alla Fenice: \u201cL\u2019Etiopia e l\u2019India, in particolare, producono uccelli dal piumaggio diversificato, che superano di gran lunga ogni descrizione. In prima fila tra questi c\u2019\u00e8 la Fenice, quel famoso uccello d\u2019Arabia; anche se non sono del tutto sicuro che la sua esistenza non sia tutta una favola. Si dice che ne esista una sola in tutto il mondo, e che non sia stata avvistata molto spesso. Ci viene detto che questo uccello ha le dimensioni di un\u2019aquila, e ha un brillante piumaggio dorato intorno al collo, mentre il resto del corpo \u00e8 di un colore violaceo; tranne la coda, che \u00e8 azzurra, con lunghe piume mescolate a una tonalit\u00e0 rosata; la gola \u00e8 ornata da una cresta e la testa da un ciuffo di piume. Il primo romano che descrisse questo uccello, facendolo con grande precisione, fu il senatore Manilio, famosissimo per la sua erudizione; che dovette, inoltre, agli insegnamenti di nessun maestro. Ci racconta che nessuno ha mai visto questo uccello mangiare, che in Arabia \u00e8 considerato sacro al sole, che vive cinquecentoquaranta anni, che quando invecchia costruisce un nido di cassia e rametti di incenso, che riempie di profumi, e poi vi adagia sopra il suo corpo per morire; che dalle sue ossa e dal midollo nasce dapprima una specie di piccolo verme, che col tempo si trasforma in un uccellino: che la prima cosa che fa \u00e8 compiere le esequie del suo predecessore e portare il nido intero alla citt\u00e0 del Sole vicino a Panchea, e l\u00ec deporlo sull\u2019altare di quella divinit\u00e0. Lo stesso Manilio afferma inoltre che con la vita di questo uccello si completa la rivoluzione del Grande Anno e poi si ripete un nuovo ciclo con le stesse caratteristiche del precedente, nelle stagioni e nell\u2019aspetto delle stelle\u201d (Nat. Hist. 10. 2).<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nella lettaratura latina,le principali caratteristiche attribuite alla Fenice si trovano in un lungo carme, il&nbsp;<em>De ave Phoenice<\/em>&nbsp;(\u201cl\u2019uccello Fenice\u201d), tradizionalmente attribuito a Lattanzio (c. 250 \u2013 c. 325). Esso si apre con una lunga descrizione del favoloso luogo dove la Fenice vive abitualmente, \u201clontano nell\u2019estremo Oriente\u201d (v. 1), in cui \u201cil sole irradia il giorno dall\u2019asse di primavera\u201d (v. 4). Laggi\u00f9, in una bellissima pianura che supera in altezza le pi\u00f9 alte montagne, una sorta di Eden mai toccato dalle miserie di questo mondo, \u201csi trova il bosco del Sole\u201d (v. 9), con alberi sempreverdi irrigati da una fonte meravigliosa: ed \u00e8 in questo luogo, sulla cima di un altissimo albero \u201cche da solo troneggia su tutto il bosco\u201d (v. 40), che sul far del giorno la Fenice, \u201cl\u2019unico uccello ad abitare questo bosco e queste selve,\/ l\u2019unico, ma vive risorgendo dalla sua morte\u201d (31-32), attende il sorgere del sole, al cui arrivo essa intona un canto straordinario, dalla bellezza ineguagliabile. Poi per\u00f2, raggiunti i mille anni di vita, \u201cper ridar vita al tempo consumato nel volgersi dei secoli\/ si allontana dal consueto dolce nido del bosco\/ e quando abbandona i luoghi santi per il desiderio di rinascere\/ allora si avvia verso questa parte del mondo, dove regna la morte\u201d (61-64). Qui essa si costruisce un nuovo nido e si prepara a morire, fin quando il suo corpo \u201cdivampa e una volta bruciato si dissolve in cenere\u201d (v. 98). Per\u00f2 poi risorge dalle sue ceneri, riprende il suo aspetto precedente (bello e coloratissimo, con prevalenza del rosso e dell\u2019oro) e, dopo essere volata in Egitto, finalmente ritorna nel luogo celeste da cui era discesa.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi versi \u2013 nei quali colpisce in particolare l\u2019immagine iniziale della Fenice, appollaiata sulla cima di quell\u2019\u201caltissimo albero\u201d, in attesa di intonare il suo canto al sorgere del sole \u2013 non mancano i riferimenti ad un\u2019ambientazione che non \u00e8 terrena, ma celeste. Ci\u00f2 gi\u00e0 appare all\u2019inizio del poema, dove viene descritto il mondo paradisiaco in cui essa vive, dove \u201cil sole irradia il giorno dall\u2019asse di primavera\u201d (v. 4). Si tratta di un preciso riferimento astronomico al giorno dell\u2019equinozio, quando il sole sorge nel punto vernale (il punto in cui, in linguaggio astronomico, l\u2019equatore celeste interseca l\u2019eclittica). Questa collocazione astronomica \u00e8 confermata da un verso successivo, dove \u201cil Sole bussa alla soglia della porta splendente\u201d (v. 43): si tratta in realt\u00e0 di una porta astronomica, che si ritrova in Omero, allorch\u00e9 menziona le \u201cporte del cielo che le Ore avevano in custodia\u201d (<em>Il<\/em>. 5, 749: qui le Ore sono le stagioni dell\u2019anno, scandite dagli equinozi e dai solstizi), e da Ovidio, quando fa dire a Giano, il dio romano delle porte: \u201cSto seduto alle porte del cielo con le gentili Ore\u201d (<em>Fast.<\/em>&nbsp;1, 125). Per inciso, il concetto di porta astronomicasiritrova in alcunirepertiarcheologicirisalentialla prima et\u00e0 del bronzo: \u201cIl disco di Nebra e la losanga di Bush Barrow sembranoentrambiesserestatiprogettati per riflettere il ciclosolareannuale\u201d (MacKie 2009, p. 41). In effetti, gliangolicorrispondentiall\u2019arco di orizzontetrai due punti in cui il sole sorge neisolstizid\u2019inverno e d\u2019estate, neiluoghi in cui essisonostatirispettivamenterinvenuti, siritrovano in alcunedellespecifichecaratteristichedeirepertistessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La diffusione della figura della Fenice sia nello spazio che nel tempo, nonch\u00e9 la sua dimensione intrinsecamente celeste, \u00e8 attestata dalla cosiddetta \u201cFenice cinese\u201d, come in Occidente \u00e8 stato ribattezzato il mitico uccello che in Cina \u00e8 chiamato Feng o Fenghuang (ma che sotto altri nomi si ritrova anche in altri Paesi dell\u2019Estremo Oriente). Il Feng appare per annunciare l\u2019inizio di una nuova era, scende dal cielo sulla terra e poi torna alla sua dimora celeste per aspettare l\u2019era successiva. In Cina \u00e8 anche chiamato \u201cgallo augusto\u201d e si dice che abbia avuto origine dal sole; pu\u00f2 essere multicolore (nero, bianco, rosso, giallo e verde), ma a volte \u00e8 raffigurato come una palla di fuoco, oppure ha l\u2019aspetto di un gallo rosso, e vi sono leggende che esaltano il suo canto (Nozedar, 2006, p. 37).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine del Feng era legata alla figura dell\u2019Imperatore, al punto che soltanto l\u2019Imperatore e l\u2019Imperatrice, che vivevano nella Citt\u00e0 Proibita di Pechino, erano autorizzati ad indossarne il simbolo. Il nome cinese della Citt\u00e0 Proibita era&nbsp;<em>Zijincheng<\/em>, \u201cCitt\u00e0 Proibita Porpora\u201d, dove&nbsp;<em>Zi<\/em>, \u201cPorpora\u201d, si riferisce alla stella polare, attorno alla quale ruotano tutte le stelle del cielo notturno. Essa nell\u2019antica Cina era chiamata&nbsp;<em>Ziwei<\/em>, la \u201cStella Porpora\u201d, considerata la dimora dell\u2019Imperatore celeste. La sua corrispondente sulla Terra era la Citt\u00e0 Proibita Porpora, residenza dell\u2019Imperatore terreno, il re-sacerdote, intermediario fra la Terra e il Cosmo, che si trova al centro del nostro mondo, riflesso e immagine del mondo celeste (Barm\u00e9, 2008, p. 26).<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto tra la Fenice e la regalit\u00e0 si riscontra anche nella figura del mitico uccello Turul, la Fenice ungherese: \u201cIl falco o Turul (\u2026) dur\u00f2 a lungo come simbolo appartenente alla casa regnante\u201d (Rady, 2000, p. 12). Qui il riferimento \u00e8 alla dinastia \u00c1rp\u00e1d, la dinastia regnante del Principato d\u2019Ungheria nel IX e X secolo e del Regno d\u2019Ungheria dal 1000 al 1301, che prese il nome dal Gran Principe ungherese \u00c1rp\u00e1d, ma era anche conosciuta come dinastia Turul. La sua origine \u201csi faceva risalire ad Attila, il Gran Re degli Unni\u201d (Nepar\u00e1czki, 2022 p. 260), raffigurato con il suo scudo in cui campeggia l\u2019immagine del Turul (Fig. 1). Ma questo rapporto del mitico uccello con la regalit\u00e0 si riscontra anche in epoca pi\u00f9 moderna, nel famoso \u201cRitratto della Fenice\u201d (c. 1575), cos\u00ec chiamato per il gioiello a forma di Fenice che la regina Elisabetta I indossa sul petto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"354\" height=\"227\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/vinci-2-28-.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17208\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/vinci-2-28-.jpg 354w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/vinci-2-28--300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde Elisabetta I viene esplicitamente messa in relazione con la Fenice anche da Shakespeare, in alcuni versi del dramma storico&nbsp;<em>Enrico VIII<\/em>: \u201cMa come quando\/ muore l\u2019uccello delle meraviglie, la fanciulla Fenice,\/ le sue nuove ceneri creano un altro erede,\/ grande nell\u2019ammirazione quanto lei;\/ cos\u00ec [Elisabetta] lascer\u00e0 la sua beatitudine ad uno,\/ quando il cielo la chiamer\u00e0 da questa nube di oscurit\u00e0,\/ che dalle sacre ceneri del suo onore\/ sorger\u00e0 come una stella, grande nella fama quanto lei\u201d (Atto V, Sc. 5, vv. 3423-3430).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ora, dopo aver delineato la figura di questo mitico uccello in varie mitologie, \u00e8 il momento di approfondire qualcuno dei suoi tratti distintivi, in particolare il suo rapporto con l\u2019Albero Cosmico. Questo aspetto si riveler\u00e0 cruciale per comprendere il significato nascosto dietro l\u2019immagine della Fenice che muore e rinasce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La versione italiana di uno studio di Felice Vinci pubblicato dalla rivista scientifica internazionale \u201cAthens Journal of Mediterranean Studies\u201d 1 di 3 Introduzione In questo articolo, esamineremo innanzitutto le caratteristiche attribuite alla Fenice \u2013 l\u2019uccello mitologico dotato di straordinaria longevit\u00e0 e del potere di rinascere dopo la morte \u2013 in vari contesti storici e letterari&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-17206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17206"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17210,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17206\/revisions\/17210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}