{"id":17223,"date":"2025-12-10T11:11:35","date_gmt":"2025-12-10T10:11:35","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=17223"},"modified":"2025-12-10T11:11:35","modified_gmt":"2025-12-10T10:11:35","slug":"una-battaglia-dopo-laltra-o-lascesa-degli-anti-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/una-battaglia-dopo-laltra-o-lascesa-degli-anti-film\/","title":{"rendered":"\u00a0&#8220;Una Battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; o l&#8217;ascesa degli anti-film"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"186\" height=\"275\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/alex-1-28.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17224\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00a0&#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; non \u00e8 un film. Non vuole esserlo. O meglio, VUOLE non esserlo. Quello che intendo dire \u00e8 che, come ormai troppi film recenti, soprattutto di matrice hollywoodiana, &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; sembra in tutti i modi voler distruggere ci\u00f2 che significa realizzare un film e guardarlo, spacciando per Cinema quello che potremmo descrivere come una spiazzante opera di autoparodia malata e distruttiva. Prima di tutto, non c&#8217;\u00e8 minimamente traccia di pathos, e non intendo nel senso pi\u00f9 potente del termine, ma proprio come minima tensione narrativa, sostituita da un&#8217;accozzaglia di scene, scontate e troppo lunghe, che si susseguono l&#8217;una all&#8217;altra, come se fossero degli sketch mal riusciti che spingono alla noia gi\u00e0 dopo 20 minuti di visione. Vorrei essere molto chiaro su ci\u00f2 che sto affermando: non intendo dire che lo stile del film, o la moda cinematografica del momento, non siano di mio gradimento (magari fosse solo questo!), invece ritengo ormai fuor di dubbio, anzi del tutto lampante, che il Cinema stia compiendo un&#8217;immane e atroce opera di autodistruzione e possiamo solo augurarci che non sia segno di una pi\u00f9 generale tendenza dei nostri tempi&#8230;<br><br>Ad avermi deluso sono soprattutto il regista e Sean Penn. Quest&#8217;ultimo \u00e8 indiscutibilmente uno dei migliori attori in attivit\u00e0, vincitore di 2 premi Oscar come miglior attore protagonista. Come se non bastasse, egli si \u00e8 anche distinto pi\u00f9 volte per ottime interpretazioni di militari, come in &#8220;Taps &#8211; Squilli di rivolta&#8221; e nel &#8221; La sottile linea rossa&#8221;. Eccolo invece nei panni di un soldato psicopatico e ridicolo, a fare delle smorfie a tratti veramente allarmanti, volendo spacciare per alta recitazione quella che \u00e8 invece una performance indegna anche dell&#8217;ultimo filmaccio o della pi\u00f9 mediocre telenovela. Veramente. Discorso simile per il regista Paul Thomas Anderson, considerato giustamente un regista prodigioso gi\u00e0 dal suo esordio cinematografico del 1996, &#8220;Sydney&#8221;, e che nel 2017 ci ha regalato &#8220;Il filo nascosto&#8221;, uno dei migliori film degli ultimi 10 anni. La sua opera precedente, &#8220;Licorice Pizza&#8221; (2021), era stata invero deludente ma in confronto a &#8220;Una Battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; sembra &#8220;Viale del Tramonto&#8221;! Io veramente non voglio credere che grandissimi registi, come anche Scorsese e Coppola, siano scaduti cos\u00ec tanto con le loro ultime opere spontaneamente. Credo (e per certi versi mi auguro) che si tratti invece di qualche sorta di imposizione che viene dall&#8217;alto o come minimo dai produttori.<br><br>Non si salva proprio niente del film? Certamente: alcune scene di DiCaprio sono divertenti, altre sono piuttosto efficaci e del resto, quando vengono spesi molti soldi nella realizzazione, c&#8217;\u00e8 quasi sempre una certa spettacolarit\u00e0 diffusa. Ma il punto \u00e8 che questo non \u00e8 un film. Potremmo addirittura coniare un nuovo termine, almeno in questa accezione: anti-film. &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; \u00e8 un anti-film un po&#8217; come la musica commerciale contemporanea \u00e8 anti-musica e molti dei nuovi libri pi\u00f9 promossi dalle librerie sono anti-libri. Tutti questi sembrano realizzati proprio per far dimenticare alla gente lo standard (piuttosto elevato) al quale eravamo abituati un po&#8217; da sempre e che pure era in continuo divenire. Difatti, con queste anti-opere, ad estinguersi non \u00e8 solo la validit\u00e0 della produzione culturale contemporanea ma, ancor pi\u00f9 grave, quel rapporto fondamentale tra creatori e pubblico, quella dinamica che dava il senso (ma anche la sostanza) di stare veramente vivendo i propri tempi e anzi di poterli meglio percepire e comprendere proprio grazie al lavoro dei migliori artisti e di un solido apparato artistico\/culturale. Stiamo perdendo tutto questo.<br><br>In conclusione, al pubblico meno attento potrebbero sfuggire i riferimenti politici di &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221;, mentre essi rappresentano forse il motivo principale per il quale questo anti-film \u00e8 stato realizzato. Esso infatti \u00e8 permeato di propaganda politica anarcoide, politicamente corretta, di bassa lega e persino volgare ma non per questo meno efficace. Come nel caso di &#8220;Joker&#8221; \u00a0sei anni fa, infatti, urge sottolineare la pericolosit\u00e0 di tali &#8220;opere&#8221;, che sembrano fatte apposta per fomentare l&#8217;emulazione da parte dei giovani e per scatenare quella cieca violenza che poi, nei discorsi ufficiali, si dice di voler contrastare. Il mio suggerimento, arrivati a questo punto, \u00e8 di smettere di fidarsi della pubblicit\u00e0 e dei grandi nomi, ovvero smettere di scegliere i film da vedere nel modo nel quale eravamo abituati e di dedicarsi magari a quella miriade di film fantastici che sono gi\u00e0 stati realizzati in oltre un secolo di cinema, anche nella speranza che i produttori cinematografici, compresa la situazione, rinsaviscano.<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0&#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221; non \u00e8 un film. Non vuole esserlo. O meglio, VUOLE non esserlo. 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