{"id":17290,"date":"2026-01-23T11:07:24","date_gmt":"2026-01-23T10:07:24","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=17290"},"modified":"2026-01-23T11:07:25","modified_gmt":"2026-01-23T10:07:25","slug":"la-fenice-e-lalbero-cosmico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/la-fenice-e-lalbero-cosmico-2\/","title":{"rendered":"La Fenice e l\u2019Albero Cosmico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3\/4<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"493\" height=\"298\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17292\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-1.jpg 493w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-1-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando ora all\u2019albero ed ai suoi singolari inquilini, potrebbe non essere una coincidenza che l\u2019immagine dell\u2019aquila, del serpente e dell\u2019albero si trovi anche nei miti di fondazione di due citt\u00e0 molto distanti, la citt\u00e0 fenicia di Tiro (Medlej, 2013) e la citt\u00e0 azteca di Tenochtitlan (Bahr, 2004), cos\u00ec come al centro della bandiera messicana (Fig. 3).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"454\" height=\"262\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-2.jpg.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17291\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-2.jpg.png 454w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-2.jpg-300x173.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 interessante notare che l\u2019immagine dell\u2019aquila in lotta col serpente compare anche nell\u2019Iliade. Mentre i Troiani attaccano l\u2019accampamento acheo, un\u2019aquila appare sul campo di battaglia \u201ctenendo tra gli artigli un enorme serpente rosso\u201d (<em>Il<\/em>. 12, 202); tuttavia, il serpente riesce a ferire l\u2019aquila (204) costringendola ad abbandonare la presa e fuggire (205-207). Questo \u00e8 considerato un \u201cprodigio\u201d di Zeus (209), dal valore profetico, come ribadisce un soldato troiano nei versi successivi, quando invano suggerisce ad Ettore di desistere dall\u2019attacco (216-229), che poi avr\u00e0 un esito disastroso per il suo esercito. Se ne pu\u00f2 dedurre che l\u2019immagine dell\u2019aquila e del serpente fosse strettamente legata ai destini umani (il che ne spiega il rapporto con i miti di fondazione di certe citt\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ora, dopo aver verificato che in diverse mitologie esiste una stretta relazione tra la figura della Fenice e l\u2019Albero Cosmico, \u00e8 giunto il momento di indagarne il significato metaforico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fenice e la Stella Polare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come pu\u00f2 collegare l\u2019idea della Fenice \u2013 un uccello soggetto ad un ciclo infinito di morti e rinascite, e che per di pi\u00f9, essendo un uccello, pi\u00f9 di ogni altro tipo di animale sembrerebbe incarnare un\u2019idea di leggerezza e di instabilit\u00e0 \u2013 a quella dell\u2019Albero Cosmico, che invece si pone come emblema di stabilit\u00e0 e di permanenza attraverso il tempo? In realt\u00e0, un accenno che sembra metterne in dubbio l\u2019immutabile stabilit\u00e0 poco fa lo abbiamo sentito: \u201cQuando esso vaciller\u00e0, si avr\u00e0 indizio sicuro dell\u2019imminente fine del mondo\u201d,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019asse terrestre, infatti, non rimane sempre fisso, ma si muove gradualmente nel tempo con un moto lentissimo ma continuo, che d\u00e0 luogo ad un fenomeno chiamato \u201cprecessione degli equinozi\u201d. Si tratta di una rotazione simile a quella dell\u2019asse di una trottola in movimento, che compie un giro completo in poco meno di 26.000 anni, il cosiddetto \u201cGrande Anno\u201d o \u201cAnno Platonico\u201d (che, come abbiamo visto in precedenza, Plinio mette direttamente in relazione col mito della Fenice). Di conseguenza, questa quasi impercettibile oscillazione dell\u2019asse fa s\u00ec che le coordinate celesti degli astri visibili in un dato luogo cambino lentamente nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli effetti della precessione vi \u00e8 il fatto che il segno zodiacale corrispondente al sorgere del sole all\u2019equinozio di primavera col tempo tende a spostarsi, seppur molto lentamente, e quindi, dopo due millenni o poco pi\u00f9, finisce per cedere il passo al segno che lo precede nella sequenza dei segni zodiacali. Durante l\u2019epoca neolitica questo segno era la costellazione del Toro, che poi, per effetto della precessione, fu sostituita dall\u2019Ariete e successivamente (intorno alla nascita di Cristo) dai Pesci. Ma l\u2019et\u00e0 dei Pesci sta per finire: nel prossimo futuro sar\u00e0 il turno dell\u2019Acquario, e cos\u00ec via, fino a quando l\u2019intero ciclo ricomincer\u00e0 da capo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre questo movimento dell\u2019asse terrestre, oltre a determinare l\u2019alternanza delle costellazioni zodiacali in cui il sole sorge all\u2019equinozio di primavera, sposta il polo nord celeste, verso il quale l\u2019asse \u00e8 puntato, lungo un percorso circolare nel tempo. Nel corso dei millenni, ci\u00f2 d\u00e0 luogo alla successione delle stelle che, una dopo l\u2019altra, assumono il ruolo di stella polare, ovvero la stella visibile a occhio nudo pi\u00f9 vicina al polo nord celeste in un dato momento (Fig. 4).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"553\" height=\"349\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-3.jpg.png.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17293\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-3.jpg.png.jpg 553w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/felice-vinci-30-3-di-4-3.jpg.png-300x189.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, a partire dal prossimo secolo, il polo nord celeste inizier\u00e0 ad allontanarsi dall\u2019attuale stella polare, Alfa UrsaeMaioris, spostandosi lentamente verso Gamma Cephei, che \u00e8 quindi destinata a diventare la polare che subentrer\u00e0 all\u2019attuale. La polare ancora successiva sar\u00e0 Deneb, che verr\u00e0 poi sostituita da Vega (che fu gi\u00e0 stella polare attorno al 12.000 a.C.); ma a Vega poi subentrer\u00e0 Alfa Draconis (che \u00e8 gi\u00e0 stata la polare al tempo delle Piramidi), fino a quando il ciclo non ricomincer\u00e0 quando, tra circa 24.000 anni, Alfa UrsaeMaioris prender\u00e0 il posto di Kochab (Beta UrsaeMinoris) e torner\u00e0 ad essere la stella polare qual \u00e8 ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, in un arco di tempo ben pi\u00f9 lungo delle generazioni umane, il lentissimo ma inesorabile moto precessionario dell\u2019asse terrestre d\u00e0 origine, durante il Grande Anno, ad un\u2019altrettanto inesorabile successione dei dodici segni dello zodiaco. Ci\u00f2 corrisponde all\u2019alternanza delle stelle che, ripetiamo, una dopo l\u2019altra si avvicendano nel ruolo di stella polare, ossia la stella visibile che, per definizione, \u00e8 pi\u00f9 vicina al polo nord celeste, verso cui punta l\u2019asse terrestre. La stella polare, quindi, d\u00e0 l\u2019impressione di segnare l\u2019inizio e la fine dei cicli corrispondenti alle ere che prendono il nome dai segni zodiacali e che, secondo le credenze astrologiche (nell\u2019antichit\u00e0, gli astronomi spesso erano anche astrologi), hanno un forte impatto sugli eventi e sui destini degli uomini e dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In breve, considerando che un concetto astratto come l\u2019asse terrestre pu\u00f2 essere rappresentato da una mentalit\u00e0 arcaica sotto forma di un albero altissimo, ovvero l\u2019Albero Cosmico, che \u201cera visto come ci\u00f2 che unisce cielo e terra, rappresentando una connessione vitale tra il mondo degli dei e quello degli umani\u201d (Crews, 2003, p. 42), \u00e8 naturale pensare alla stella polare, immobile alla sua sommit\u00e0, come a un uccello appollaiato in cima all\u2019Asse del Mondo, mentre le altre stelle, con il loro moto circolare attorno al polo nord celeste, possono essere paragonate ad uccelli che le volano attorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notiamo infatti che il nome della stella Vega significa \u201cavvoltoio che volteggia\u201d (Schaaf, 2008), mentre le Pleiadi sono chiamate \u201cle colombe\u201d,&nbsp;<em>peleiades<\/em>&nbsp;in greco (Pindaro,&nbsp;<em>Nemea<\/em>&nbsp;2, 11).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa interpretazione del mito della Fenice sembra anche supportata anche dal fatto che il colore rosso o dorato che le viene spesso attribuito corrisponde al colore rosso-arancio di Kochab, la polare che ha preceduto quella attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo quindi ragionevolmente supporre che l\u2019immagine dell\u2019albero su cui sta appollaiata la Fenice sia una metafora dell\u2019asse terrestre che punta verso la stella polare, attorno alla quale ruota il cielo notturno. Ci\u00f2 \u00e8 confermato dal fatto che il rapporto della Fenice con il Grande Anno, ossia l\u2019intero ciclo della precessione, \u00e8 chiaramente espresso da Plinio il Vecchio nel passo citato in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto segnaliamo un frammento attribuito a Esiodo, secondo cui \u201cIl corvo vive nove volte pi\u00f9 a lungo di un uomo nel fiore degli anni; il cervo quattro volte pi\u00f9 a lungo del corvo; il corvo tre volte pi\u00f9 a lungo del cervo; la Fenice nove volte pi\u00f9 a lungo del corvo; e noi, ninfe dai lunghi capelli figlie dell\u2019Egioco Zeus, [viviamo] dieci volte pi\u00f9 a lungo della Fenice\u201d (Esiodo, fr. 304 Merkelbach-West).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa significa \u201cessere un uomo nel fiore degli anni\u201d? Se consideriamo che l\u2019et\u00e0 media per stabilire record mondiali in vari sport \u00e8 circa 26 anni (https:\/\/www.wired.com\/2011\/07\/athletes-peak-age\/), l\u2019et\u00e0 della Fenice risulta essere un numero molto vicino a quello del Grande Anno&nbsp;(9 x 26 x 4 x 3 x 9 = 25.272).&nbsp;Per inciso, questa coincidenza con la durata del ciclo della precessione degli equinozi \u00e8 sorprendente e merita di essere approfondita, poich\u00e9 l\u2019epoca di Esiodo precede di diversi secoli quella di Ipparco (c. 190 \u2013 c. 120 a.C.), che \u00e8 generalmente riconosciuto come \u201cscopritore della precessione\u201d (Jones, 2010, p. 36).&nbsp;Al riguardovaanchenotato che, secondo una controversa (ma ben argomentata e ben documentata) tesi di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend (2003), la scopertadellaprecessionedegliequinozidovrebbeesseredatata a un\u2019epoca molto precedente a quantosiritieneattualmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione astronomica della Fenice spiega immediatamente anche l\u2019immagine dello stranissimo gallo a cui Giacomo Leopardi dedic\u00f2 una delle sue Operette morali (1827), intitolata&nbsp;<em>Il Cantico del Gallo Silvestre<\/em>, di cui qui riportiamo l\u2019inizio: \u201cAffermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell\u2019uno e mezzo nell\u2019altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente la dimensione cosmica di questo singolare gallo sospeso tra la terra e il cielo, che qui sembra persino diventare un tutt\u2019uno con l\u2019albero su cui negli altri miti che abbiamo esaminato in precedenza sta appollaiato. Nel prosieguo del racconto, Leopardi cita esplicitamente il \u201cCanto mattutino del Gallo Silvestro\u201d, ma rimane vago sulla sua fonte: \u201cSi \u00e8 trovato in una cartapecora antica, scritto in lettera ebraica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per\u00f2 a prima vista questo quadro astronomico potrebbe suscitare un\u2019obiezione. Infatti, una caratteristica fondamentale della precessione dell\u2019asse terrestre \u00e8 la sua lentezza, corrispondente al fatto che l\u2019alternanza delle stelle polari nel corso dei millenni avviene su periodi di tempo ben pi\u00f9 lunghi di quelli di una vita umana. Ci\u00f2 implica che in qualche antica civilt\u00e0 di lunga durata possano essere esistiti astronomi in grado di misurare e tramandarsi di generazione in generazione le posizioni delle stelle nel firmamento con sufficiente precisione, e di conseguenza fossero in grado di misurarne gli spostamenti anche su periodi di tempo molto lunghi. Potrebbe quindi non essere un caso che la pi\u00f9 antica testimonianza di un uccello mitologico paragonabile alla Fenice si trovi proprio nell\u2019antico Egitto, che rimase sostanzialmente stabile per millenni e possedeva notevoli conoscenze astronomiche, come attestato dall\u2019accurato orientamento dei monumenti egizi rispetto alle stelle.&nbsp;Ad esempio, la statua&nbsp;<em>ka<\/em>&nbsp;di Djoser nellasuatomba a Saqqara sitrovava in un&nbsp;<em>serdab<\/em>&nbsp;(un tipo di camera) alla base nord-orientaledellasuapiramide, inclinata di 17\u00b0 per consentirle di osservare le stellecircumpolariattraverso due fori (Warburton 2012, p. 139); cos\u00ec pure, il tempio di Amon-Ra a Karnak era allineato al sorgere del Sole di met\u00e0inverno (Krupp, 1988, p. 487).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si potrebbe anche chiedere come fosse possibile che anche altre civilt\u00e0 meno longeve degli Egizi conoscessero la Fenice. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere spiegato dal fatto che \u201cGi\u00e0 nell\u2019et\u00e0 del bronzo dovevano esistere rotte commerciali complesse e di vasta portata fra l\u2019Europa e il Mediterraneo orientale\u201d (Heidelberg, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, se da un lato l\u2019arte della navigazione indubbiamente favoriva la diffusione e lo scambio di conoscenze astronomiche anche tra popoli lontani, dall\u2019altro richiedeva adeguate conoscenze astronomiche. Qui viene da pensare ad Odisseo che, navigando dall\u2019isola Ogigia verso la Scheria, \u201cseduto al timoneguidava con perizia la suazattera, senza maiaddormentarsimentreosservava le Pleiadi, Boote che tramontatardi e l\u2019Orsa\u201d (<em>Od<\/em>. 5, 270-273).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, un altro studio recente ha dimostrato che \u201ctecnologie marittime e di navigazione avanzate\u201d erano gi\u00e0 sviluppate durante l\u2019et\u00e0 megalitica (Paulsson, 2019). In questo contesto, non sorprende che la conoscenza dell\u2019astronomia, presumibilmente legata allo sviluppo della navigazione, si riscontri anche in quell\u2019epoca remota. Si consideri, ad esempio, l\u2019orientamento astronomico dei quadrangoli megalitici di Stonehenge, Crucuno (Francia) e Xarez (Portogallo) (Sparavigna, 2016), per non parlare del Cerchio di Goseck, una struttura neolitica in Sassonia-Anhalt (Germania) considerata uno dei pi\u00f9 antichi \u201cosservatori solari\u201d al mondo, costruita intorno al 4900 a.C. (Literski-Henkel, 2017, p. 70).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In breve, lo sviluppo della navigazione e dei commerci anche in epoche remote rende plausibile l\u2019idea che le informazioni astronomiche circolassero anche tra popoli distanti fra loro. A questo proposito sembra anche ragionevole supporre che, dato lo sviluppo della navigazione anche su lunghe distanze, non solo marinai e mercanti, ma anche studiosi e intellettuali, spesso appartenenti a famiglie nobili e facoltose, potessero trarne vantaggio per accrescere e scambiare le proprie conoscenze. Ad esempio, si dice che Pitagora abbia viaggiato in Egitto, Persia e Mesopotamia (Riedweg, 2005).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altronde le grandi distanze che separano le culture coinvolte in questo studio potrebbero contribure ad avvalorare l\u2019idea che vi sia stata una civilt\u00e0 preistorica dotata di notevoli conoscenze sia in campo astronomico che nell\u2019arte della navigazione. Per inciso, visonoragioni per supporre che questa al momentoipoteticacivilt\u00e0, favorita dal fatto che durantel\u2019eramegalitical\u2019OptimumClimaticoOlocenico (HCO) rendevanavigabilel\u2019OceanoArtico, siestendessefinoall\u2019OceanoPacifico e allaPolinesia, dove in un articoloprecedenteabbiamolocalizzato, sulla base di una consistenteserie di indizi, imiticiCampiElisi (Vinci 2023). Infatti, l\u2019HCO, che dal VII al III millennioa.C. rese verde e umidol\u2019attualedeserto del Sahara (Gwin 2024, p. 84), avevacontemporaneamenteresonavigabilel\u2019OceanoArticodurantel\u2019estate e abitabili le sue coste, dove al postodellagelida tundra attualesiestendevanorigoglioseforeste di abeti (Pinna, 1977), come d\u2019altrondeavverr\u00e0 in un prossimofuturo in seguito al&nbsp;<em>global warming<\/em>. Infatti, a quel tempo le temperature medieeranoalquantopi\u00f9 elevate di quelle odierne (Beierlein et al., 2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo alla Fenice, la cui identificazione con la stella polare \u00e8 in grado di chiarire immediatamente il significato del suo rapporto con la regalit\u00e0 su cui ci siamo soffermati in precedenza. In effetti, la metafora della stella polare ben si adatta non solo alla Fenice ma anche al concetto di regalit\u00e0, in cui i successori del fondatore di una dinastia assumono uno dopo l\u2019altro la carica di re o di regina. Qui pensiamo a quei versi dell\u2019<em>Enrico VIII<\/em>&nbsp;su cui ci siamo soffermati in precedenza, secondo i quali dalle future ceneri della regina Elisabetta, esplicitamente paragonata alla Fenice, il suo successore \u201csorger\u00e0 come una stella\u201d! La corrispondenza \u00e8 cos\u00ec calzante da farci sorgere il dubbio, se non la quasi certezza, che Shakespeare fosse gi\u00e0 a conoscenza della dimensione astronomica della Fenice (perch\u00e9 in certi ambienti era gi\u00e0 nota o perch\u00e9 proprio lui la aveva intuita? Ecco un nuovo intrigante interrogativo, che va ad accrescere quell\u2019aura di mistero che circonda la sua vita e la sua figura). Ma molto interessante appare anche la figura dell\u2019Imperatore della Cina, che, come pure abbiamo visto, era direttamente collegato al Feng e risiedeva nella Citt\u00e0 Proibita Porpora, ossia la proiezione sulla Terra della stella polare attorno a cui ruota tutto il firmamento notturno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, la mitica Fenice si \u00e8 rivelata essere l\u2019immagine e il simbolo della stella polare, che \u2013 pur essendo soggetta a un ciclo perenne di morti e rinascite, suggestiva metafora della successione di stelle che una dopo l\u2019altra arrivano a occupare quella particolare posizione \u2013 resta perennemente sulla cima dell\u2019Albero Cosmico, ovvero la proiezione dell\u2019asse terrestre verso il polo celeste. Da l\u00ec essa \u00e8 spettatrice e testimone, in ciascuna delle sue successive incarnazioni in ciascuna delle stelle destinate una dopo l\u2019altra ad assumere questo ruolo, del perpetuo rinnovarsi dei cicli della vita, scanditi dai periodici cambiamenti nella disposizione delle costellazioni zodiacali, di cui i destini umani sulla Terra sono un riflesso \u2013 \u201cCome in alto, cos\u00ec in basso\u201d, come recita la Tavola di Smeraldo (Weisser, 1979, p. 54) \u2013 nell\u2019eterno carosello della sfera celeste. Questo spiega perch\u00e9 sia esistita una sola Fenice in ogni epoca, e perch\u00e9 fosse cos\u00ec longeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ora \u00e8 giunto il momento di chiarire il significato metaforico del serpente che diverse mitologie associano all\u2019aquila e all\u2019Albero Cosmico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Serpente e l\u2019Albero, il Mulino del Cielo e i Cicli Cosmici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi di identificare la Fenice, il mitico uccello appollaiato sull\u2019Albero Cosmico, con la stella polare ci permette di attribuire un significato metaforico anche al serpente che viene spesso associato ad un albero o a un uccello (o ad entrambi). Si pensi, ad esempio, all\u2019aquila appollaiata sulla cima di Yggdrasill, l\u2019albero sacro della mitologia nordica, la quale \u201cscambia continuamente cattive parole con il serpente Nidhh\u00f6ggr, che continuamente corrode le radici dell\u2019albero\u201d (Chiesa Isnardi, 1996, p. 548).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019identificazione della Fenice con l\u2019aquila, ovvero la stella polare, e del sacro albero Yggdrasill con l\u2019asse terrestre spiega immediatamente il motivo di quei continui litigi: il serpente che corrode le radici dell\u2019albero ne comprometter\u00e0 col tempo la stabilit\u00e0, causando quindi la \u201cmorte\u201d dell\u2019aquila, ovvero la sostituzione della stella che funge da stella polare con quella destinata ad ereditarne la funzione. Infatti, in termini astronomici, la precessione prodotta dal lento moto a trottola dell\u2019asse terrestre ritarda il momento del perielio (il punto pi\u00f9 vicino della Terra al Sole) di circa 20 minuti all\u2019anno, e questo ritardo annuale \u2013 corrispondente a un ritardo di circa 3 secondi al giorno \u2013 accumulandosi nel corso dei secoli finir\u00e0 per causare la \u201cmorte\u201d dell\u2019attuale stella polare, ovvero dell\u2019aquila appollaiata in cima all\u2019albero (ossia la Fenice).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, se l\u2019albero corrisponde all\u2019asse terrestre e l\u2019aquila alla polare, ne consegue che questo serpente che corrode le radici rappresenta una metafora molto calzante per la rotazione dell\u2019asse, che, con il suo rallentamento, fa inesorabilmente deviare l\u2019albero fino a provocare l\u2019ineluttabile morte dell\u2019aquila. Cos\u00ec si spiega subito perch\u00e9 il serpente che sta alla base dell\u2019albero Huluppu \u201cnon conosce incantesimo\u201d: nulla pu\u00f2 fermarlo! Insomma, l\u2019odio tra l\u2019aquila e il serpente si inserisce perfettamente nella metafora astronomica nascosta dietro il mito della Fenice, e nel contempo la completa e la conferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo al fatto che il moto rotatorio dell\u2019asse terrestre produce non soltanto l\u2019alternanza delle stelle che a turno assumono il ruolo di stella polare, ma anche la successione ciclica, circa ogni duemila anni, delle costellazioni zodiacali in corrispondenza delle quali il sole sorge all\u2019equinozio di primavera (Fig. 4). Gli antichi credevano che ci\u00f2 avesse una profonda influenza sulle vicende umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, l\u2019importanza attribuita ai movimenti degli astri e delle costellazioni che scandiscono la ciclicit\u00e0 degli eventi e dei destini, appare di tutta evidenza nel concetto di \u201cmulino del cielo\u201d, che nella mitologia norrena \u201c\u00e8 immagine stessa del tempo che macina incessantemente le ere portando a compimento la misura loro assegnata (\u2026) Il mulino per eccellenza del mito nordico \u00e8&nbsp;<em>Grotti<\/em>, che macina la prosperit\u00e0 e l\u2019abbondanza del dio della fecondit\u00e0. Dopo il progressivo scadimento delle ere esso sar\u00e0 ingoiato dalle profondit\u00e0 dell\u2019oceano (\u2026) La maniglia che fa girare la macina pare essere immagine dell\u2019asse terrestre che nel suo movimento disegna un cono. La natura stessa dei movimenti celesti, il passaggio del sole da un segno zodiacale ad un altro e il fenomeno della precessione degli equinozi sono legati all\u2019idea della successione dei cicli (\u2026) Il mulino del cielo scompare nelle profondit\u00e0 dell\u2019oceano celeste quando il ciclo vecchio debba essere sostituito dal nuovo (Chiesa Isnardi, 1996, p. 183).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, secondo la mitologia nordica, il ciclo attuale \u00e8 destinato a concludersi con il Ragnar\u00f6k, il terribile \u201ccrepuscolo degli dei\u201d, che vedr\u00e0 la battaglia finale tra le potenze della luce e dell\u2019ordine e quelle delle tenebre e del caos; tuttavia, dopo una serie di terrificanti catastrofi che sconvolgeranno l\u2019ordine universale, \u201cAlla fine Surtr appiccher\u00e0 il fuoco alla terra e tutto il mondo brucer\u00e0 (\u2026) Ma quando il fuoco di Surtr, dopo aver consumato ogni cosa, sar\u00e0 spento, il mondo distrutto sar\u00e0 rigenerato e una nuova era avr\u00e0 inizio. Allora la terra riaffiorer\u00e0 dalle acque del mare, torner\u00e0 verde e bella e cresceranno messi non seminate\u201d (Chiesa Isnardi, 1996, p. 189). E in questo quadro, in cui tutto rinasce e si rinnova, non a caso l\u2019aquila \u00e8 la prima \u201cche vola sul mondo allorch\u00e9 un nuovo ciclo ha inizio\u201d (Chiesa Isnardi, 1996, p. 549).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, questo ciclo di morte e distruzione attraverso il fuoco, cos\u00ec come la successiva rinascita, riecheggia la storia della Fenice, la cui leggenda, in perfetta armonia con l\u2019immagine dell\u2019Albero-Asse del Mondo, prefigura il perenne svolgersi, concludersi e rinnovarsi dei cicli della vita e delle ere, scanditi dal susseguirsi di stelle che una dopo l\u2019altra assumono il ruolo di stella polare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche interessante notare che il ricordo della Fenice, nonostante la perdita del suo originario significato astronomico, ha continuato a essere trasmesso grazie al suo straordinario potere evocativo, pur essendo divenuta nel tempo metafora di concetti quali l\u2019immortalit\u00e0 e la resurrezione, e persino di qualcosa che non esiste o di cui nessuno sa dove si trovi, come nell\u2019opera buffa&nbsp;<em>Cos\u00ec fan tutte, ovvero La scuola degli amanti<\/em>, in cui Don Alfonso afferma: \u201cCome l\u2019araba Fenice:\/ che vi sia ciascun lo dice,\/ dove sia nessun lo sa\u201d (qui Mozart, o meglio il suo librettista, riprende par pari il Metastasio). Ci si potrebbe perfino chiedere se il suo ultimo, inconscio ricordo non sia rintracciabile nella stella che adorna la cima dell\u2019albero di Natale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, a suggello di queste considerazioni, ci piace riportare qui gli ultimi versi (101-110) del carme&nbsp;<em>Phoenix<\/em>&nbsp;del latino Claudiano: \u201cO felice erede di te stessa! Ci\u00f2 per cui tutti ci dissolviamo\/ a te d\u00e0 forza; tu trai origine\/ dalle tue stesse ceneri, la tua vecchiaia muore senza che tu perisca.\/ Tu hai visto tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato; tu sei la testimone\/ del volgersi di tutti i secoli; tu sai in quale epoca\/ il mare rivers\u00f2 le sue onde sugli scogli stagnanti,\/ quale anno abbia preso fuoco per gli errori di Fetonte,\/ e nessuna calamit\u00e0 ti porta via, ma unica superstite\/ rimani della Terra sottomessa; per te le Parche\/ fatali fili non tessono, n\u00e9 hanno il potere di nuocerti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3\/4 Tornando ora all\u2019albero ed ai suoi singolari inquilini, potrebbe non essere una coincidenza che l\u2019immagine dell\u2019aquila, del serpente e dell\u2019albero si trovi anche nei miti di fondazione di due citt\u00e0 molto distanti, la citt\u00e0 fenicia di Tiro (Medlej, 2013) e la citt\u00e0 azteca di Tenochtitlan (Bahr, 2004), cos\u00ec come al centro della bandiera messicana&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-17290","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17294,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17290\/revisions\/17294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}