{"id":17426,"date":"2026-02-16T10:03:25","date_gmt":"2026-02-16T09:03:25","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=17426"},"modified":"2026-02-16T10:03:26","modified_gmt":"2026-02-16T09:03:26","slug":"carcere-don-marco-pozza-alla-san-vincenzo-e-qui-che-il-bene-scandalizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/carcere-don-marco-pozza-alla-san-vincenzo-e-qui-che-il-bene-scandalizza\/","title":{"rendered":"Carcere. Don Marco Pozza alla San Vincenzo: \u00ab\u00c8 qui che il bene scandalizza\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"280\" height=\"302\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17427\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-4.jpg 280w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-4-278x300.jpg 278w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Volontariato, fede e giustizia: uno sguardo che attraversa le mura del carcere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carcere, nell\u2019immaginario collettivo, resta il luogo del fallimento definitivo: lo spazio del giudizio senza appello, dove la persona finisce per coincidere con il reato commesso. Un mondo che si osserva da lontano, con sospetto, come se oltre quelle mura non potesse pi\u00f9 nascere nulla di buono.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"428\" height=\"321\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17428\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-2.jpg 428w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, per don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova da quattordici anni, \u00e8 vero l\u2019opposto. \u00abPer chi crede, non esiste cattedrale pi\u00f9 bella del carcere per contemplare le capriole della Grazia di Dio\u00bb, racconta. \u00ab\u00c8 il luogo dove il bene, quando accade, scandalizza pi\u00f9 del male\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pozza \u00e8 stato ospite dell\u2019incontro \u201c<em>Oltre le mura. La libert\u00e0 di un pensiero che non si arrende<\/em>\u201d, promosso dal <strong>Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Societ\u00e0 di San Vincenzo De Paoli ODV<\/strong> nell\u2019ambito del progetto <strong>ScegliAmo Bene<\/strong>, iniziativa che promuove la cultura della legalit\u00e0 tra gli studenti e la societ\u00e0 civile. Un\u2019occasione di riflessione che ha messo in dialogo l\u2019esperienza pastorale maturata dentro gli istituti penitenziari e l\u2019impegno quotidiano del volontariato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"234\" height=\"312\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17429\" style=\"width:356px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-1.jpg 234w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl male in carcere lo conoscono tutti\u00bb, spiega il sacerdote. \u00abIl bene che nasce nella terra del male, invece, non \u00e8 scontato. Quando lo vedi accadere sotto i tuoi occhi, destabilizza. Perch\u00e9 apre brecce in storie che sembravano gi\u00e0 chiuse\u00bb. Dietro le sbarre, racconta Pozza, il Vangelo prende corpo ogni giorno. \u00abNon c\u2019\u00e8 bisogno di spiegare chi fossero Levi o Maddalena. Le loro storie accadono davanti a te. Ma non basta vedere: occorre credere a ci\u00f2 che si \u00e8 visto e poi raccontarlo con la vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno sguardo diverso pu\u00f2 riaprire possibilit\u00e0 inattese. Don Marco richiama spesso la figura manzoniana dell\u2019Innominato: \u00abLucia gli ricorda che ha ancora un cuore. In carcere succede lo stesso. Quando per anni ti senti dire che sei solo un errore, finisci per crederci. Ma se qualcuno, anche solo una volta, ti guarda come nessuno ha mai fatto, nasce il sospetto di poter essere altro rispetto al male commesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio su questo sguardo che insiste l\u2019azione della Societ\u00e0 di San Vincenzo De Paoli. \u00abEssere presenza in carcere significa esserci davvero e avere occhi capaci di andare oltre il reato\u00bb, spiega Antonella Caldart, responsabile nazionale del Settore Carcere e Devianza. \u00abPresenziare con il corpo e con l\u2019anima. Condividere tempo, ascolto, fatica lontani da ogni forma di giudizio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"428\" height=\"285\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17430\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-3.jpg 428w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rosaria-31-3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un impegno costante coinvolge il Settore Carcere e Devianza della Societ\u00e0 di San Vincenzo De Paoli che, solo, negli ultimi mesi ha rafforzato in modo significativo anche il lavoro sulla formazione dei volontari, considerata una condizione essenziale per una presenza autentica e responsabile negli istituti penitenziari. In questa prospettiva si colloca il percorso \u201cEssere presenza nel mondo del carcere\u201d, promosso nelle Marche e in via di conclusione il 14 febbraio. L\u2019iniziativa ha registrato oltre cento iscritti, provenienti dall\u2019Italia e dall\u2019Estero, e pi\u00f9 di 1200 visualizzazioni online, segno di un interesse diffuso e trasversale verso il mondo carcerario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Magistrati, agenti di polizia penitenziaria, psicologi, educatori, criminologi, medici, garanti dei diritti delle persone private della libert\u00e0 e volontari con lunga esperienza hanno contribuito a un percorso che ha affrontato temi centrali come la devianza minorile, l\u2019ascolto empatico, le misure alternative alla detenzione, il reinserimento sociale e il sostegno alle famiglie dei detenuti, soprattutto quando sono coinvolti figli minori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl corso ha fatto emergere un bisogno profondo di avvicinarsi al mondo carcerario\u00bb, sottolinea Caldart. \u00abNon in modo improvvisato, ma con consapevolezza, competenze e accompagnamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso formativo ha contribuito alla nascita di nuove Conferenze della Societ\u00e0 di San Vincenzo De Paoli formate da volontari pronte a operare nelle carceri delle Marche e di altre regioni. Un\u2019ulteriore presenza, a oggi sono pi\u00f9 di duecento i volontari dell\u2019Associazione impegnati nelle carceri italiane, che dar\u00e0 continuit\u00e0 a una missione che non si limita all\u2019assistenza, ma mira a restituire dignit\u00e0, relazioni e futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEssere volontari in carcere significa spendersi perch\u00e9 l\u2019altro riacquisisca la propria dignit\u00e0\u00bb, aggiunge Caldart. \u00ab\u00c8 una fatica quotidiana, le delusioni spesso superano le soddisfazioni. Ma anche il pi\u00f9 piccolo segnale di cambiamento delle persone recluse diventa una spinta a continuare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe cambia chi sembrava irrecuperabile\u00bb, afferma don Marco Pozza, \u00aballora tutti siamo costretti a farci una domanda\u00bb. \u00c8 una provocazione che riguarda l\u2019intera comunit\u00e0. Perch\u00e9, forse, il carcere non \u00e8 solo il luogo dove si sconta una pena, ma anche quello in cui si misura la capacit\u00e0 di una societ\u00e0 di non arrendersi all\u2019idea che il male abbia sempre l\u2019ultima parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Settore Carcere e Devianza della San Vincenzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Societ\u00e0 di San Vincenzo De Paoli si dedica alla formazione dei volontari penitenziari e alla realizzazione di attivit\u00e0 rivolte alle persone detenute e alle loro famiglie, in collaborazione con le Direzioni degli istituti, il Tribunale di Sorveglianza, l\u2019UEPE e altre realt\u00e0 del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le iniziative promosse anche il Premio Carlo Castelli, concorso letterario per detenuti delle carceri italiane e degli Istituti penali per minorenni, patrocinato da Camera, Senato e Ministero della Giustizia e insignito della medaglia del Presidente della Repubblica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volontariato, fede e giustizia: uno sguardo che attraversa le mura del carcere Il carcere, nell\u2019immaginario collettivo, resta il luogo del fallimento definitivo: lo spazio del giudizio senza appello, dove la persona finisce per coincidere con il reato commesso. 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