{"id":17495,"date":"2026-04-02T09:48:02","date_gmt":"2026-04-02T08:48:02","guid":{"rendered":"https:\/\/impronte.eu\/news\/?p=17495"},"modified":"2026-04-02T21:15:35","modified_gmt":"2026-04-02T20:15:35","slug":"la-fine-di-hollywood","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/impronte.eu\/news\/la-fine-di-hollywood\/","title":{"rendered":"La fine di Hollywood"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"451\" height=\"339\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ALEX-DE-GERONIMO-34-FINE-DI-HOLLIWOOD-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17496\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ALEX-DE-GERONIMO-34-FINE-DI-HOLLIWOOD-2.jpg 451w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ALEX-DE-GERONIMO-34-FINE-DI-HOLLIWOOD-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;eccezione della migliore attrice protagonista, l&#8217;irlandese Jessie Buckley del film &#8220;Hamnet&#8221; e poco altro, si \u00e8 trattato della peggiore edizione di sempre dei premi Oscar.<\/p>\n\n\n\n<p>Per dire questo, basta guardare i 4 film pi\u00f9 premiati: 6 premi per &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221;, 4 per &#8220;I peccatori&#8221;, 3 per &#8220;Frankenstein&#8221; e 2 per &#8220;K Pop Demon Hunters&#8221;. 15 oscar in totale per dimostrare al mondo che il vero cinema, o anche solo i film decenti, non sono pi\u00f9 i benvenuti ad Hollywood.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221;, al quale ho gi\u00e0 dedicato un articolo, giustamente trionfa in un&#8217;edizione del genere, grazie alla sua capacit\u00e0 di distruggere in un colpo solo la credibilit\u00e0 e la carriera di alcuni dei pi\u00f9 celebri cineasti dei nostri tempi (Paul Thomas Anderson, Sean Penn e DiCaprio in primis), la capacit\u00e0 di resistenza dello sventurato pubblico, che dopo i primi 20 minuti controlla dove si trovino le uscite d&#8217;emergenza della sala e l&#8217;idea della &#8220;sinistra&#8221; americana di oggi. La California di &#8220;Fragole e sangue&#8221; e &#8220;Zabriskie Point&#8221;, entrambi del 1970, oggi \u00e8 infatti un ricordo lontano, sostituita da un vomitevole miscuglio di ideologia malata, droga e caos al quale si preferirebbe quasi qualunque alternativa (vedi la vittoria di Trump). Ad esemplificare tutto questo basta la vittoria di Sean Penn con il suo terzo Oscar da attore in soli 22 anni. Invito i lettori, infatti, a guardare &#8220;Mystic River&#8221; e &#8220;Milk&#8221; e a confrontare quelle interpretazioni con quella di &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221;: vi sconcerter\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"803\" height=\"743\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alex-nnsna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17596\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alex-nnsna.jpg 803w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alex-nnsna-300x278.jpg 300w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alex-nnsna-768x711.jpg 768w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alex-nnsna-580x537.jpg 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quanto a &#8220;I&nbsp;peccatori&#8221;, i riconoscimenti rispondono primariamente alla necessit\u00e0 di premiare la comunit\u00e0 di colore. Il film stesso, d&#8217;altronde, fa parte di un filone recente che vede gli afroamericani come protagonisti (improbabili) di vicende spesso ambientate nel passato, come se un&#8217;operazione del genere potesse cambiare la Storia, mentre piuttosto impedisce che un vero progresso arrivi oggi o in futuro: difatti, si sostituisce il reale impegno per il cambiamento con una volgare illusione. Quanto a &#8220;Frankenstein&#8221;, esso fa parte invece di questa smania di rifacimenti degli ultimi anni, che a sua volta invece di guardare avanti rimesta nel passato, ottenendo peraltro risultati clamorosamente peggiori rispetto ai film precedenti che spesso erano stati realizzati non molti anni primi e i quali, a loro volta, frequentemente costituivano gi\u00e0 dei rifacimenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a &#8220;K Pop Demon Hunters&#8221;, esso \u00e8 in linea con una tendenza dell&#8217;animazione, per bambini e non, che dilaga a livello internazionale, soprattutto su internet. Il problema \u00e8 che si tratta di una tendenza disastrosa, una deriva di contenuto e di forma che andrebbe contrastata, non cavalcata. Una volta di pi\u00f9, ci si apre al presente e al futuro solo in maniera deteriore, seguendo le mode peggiori del momento per poter far credere di essere al passo coi tempi, salvo poi prendere le distanze da quasi tutto quello che nel mondo avviene veramente e da ci\u00f2 di cui veramente ci sarebbe bisogno. Brillante eccezione, a questo proposito, l&#8217;intervento di Javier Bardem alla cerimonia degli Oscar, dove ha parlato di Palestina libera, anche se questo non cancella l&#8217;onta e il disgusto da parte del mondo intero per&nbsp;la mancata premiazione di &#8220;La voce di Hind Rajab&#8221;, l&#8217;unico film che avrebbe meritato certamente un riconoscimento sia per meriti artistici che civili ed umani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"348\" height=\"253\" src=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alexxxxx.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17595\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alexxxxx.jpg 348w, https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/alexxxxx-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Evidentemente, questo non rappresenta pi\u00f9 una priorit\u00e0 per chi assegna la statuetta. Inoltre, questa edizione segnala un&#8217;inedita attenzione al cinema horror e dintorni, quasi un lapsus freudiano che tradisca la consapevolezza dell&#8217;orrore di questa premiazione. A proposito di orrore, vengono immediatamente in mente le famose parole di Marlon Brando in &#8220;Apocalypse Now&#8221; (1979) e in effetti Hollywood somiglia molto all&#8217;accampamento del personaggio interpretato da Brando, un generale impazzito che si \u00e8 proclamato &#8220;re della giungla&#8221; laddove la sua deriva mentale tradisce quella conradiana della mentalit\u00e0 occidentale, stravolta ma anche &#8220;affascinata&#8221; dalle atrocit\u00e0 causate da essa stessa e capace solo di continuare su quella strada. All&#8217;epoca, per\u00f2, il cinema si identificava nel personaggio interpretato da Martin Sheen, l&#8217;ufficiale che supera il proprio trauma proprio affrontando Brando e portando cos\u00ec, simbolicamente e ritualmente, alla (possibile) catarsi, al contempo antica e moderna, proprio della cultura occidentale. Insomma, ci si metteva dalla parte della cura, non della malattia. Invece, secondo i dettami terroristici del politically correct (o woke o cancel culture che dir si voglia) si arriva a difendere la malattia, il male stesso, fino al punto di&nbsp;l&#8217;identificarsi con esso, incapaci di riconoscere il bene proprio perch\u00e9 si \u00e8 rinunciato alla capacit\u00e0 di distinguere, al discernimento, all&#8217;intelligenza. Vedendo solo l&#8217;orrore, appunto, si precipita in esso.<br>Eppure, altri bei film ci sarebbero. Oltre a quelli, davvero notevoli, che ho descritto nel mio articolo sulla Festa del Cinema di Roma, vorrei segnalare &#8220;L&#8217;isola dei ricordi&#8221;, che trovate gi\u00e0 al cinema, e &#8220;I Swear&#8221; di Kirk Jones, che deve ancora uscire nelle sale e forse si trover prima sulle piattaforme. Insomma, per fortuna, non c&#8217;\u00e8 solo Hollywood.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;eccezione della migliore attrice protagonista, l&#8217;irlandese Jessie Buckley del film &#8220;Hamnet&#8221; e poco altro, si \u00e8 trattato della peggiore edizione di sempre dei premi Oscar. Per dire questo, basta guardare i 4 film pi\u00f9 premiati: 6 premi per &#8220;Una battaglia dopo l&#8217;altra&#8221;, 4 per &#8220;I peccatori&#8221;, 3 per &#8220;Frankenstein&#8221; e 2 per &#8220;K Pop&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[70,63],"tags":[],"class_list":["post-17495","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cinema","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17495"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17597,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17495\/revisions\/17597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/impronte.eu\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}