Primavera

Arriva la primavera, senza bussare,
con scarpe di vento e tasche da riempire:
sparge coriandoli di luce sui balconi,
e fa ridere i gerani come bambini.

Sgranchisce il mondo, gli stira le giornate,
sveglia i semi nascosti nel “poi”,
e nei vicoli mette profumo di pane
come se la vita dicesse: “Ci siamo, noi.”

Il cielo si allarga, sembra più vicino,
le nuvole fan pace con l’azzurro,
e ogni cuore, anche quello più stanco,
si ricorda che il futuro non è un muro.

Fioriscono sogni in punta di dita,
tra una tazza di caffè e un “dai, riprovo”,
e pure la paura, un po’ sconfitta,
si mette in fila e fa la brava, di nuovo.

C’è speranza che scoppietta nei cortili,
nelle strade, nei prati, nelle sere:
una risata che impara a diventare
promessa, strada, casa da tenere.

E se chiedi cos’è, questa stagione:
è un sì che ti prende per la mano,
ti dice piano: “Non sei in punizione…
sei solo all’inizio. E vai lontano.”

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