Ottima edizione della Festa del Cinema di Roma
Anche se si sentiva molto la mancanza di Antonio Monda, direttore di molte e bellissime edizioni precedenti, la scorsa Festa del Cinema di Roma non ha mancato di deliziarci. In particolare, molto apprezzata è stata la generosità dell’importante regista texano Richard Linklater (“Prima dell’alba”, “School of Rock”, “Boy Hood”) che si è concesso per ben due volte. La prima è stata una lunga intervista durante la quale il regista, in maniera molto schietta e piacevole, ha parlato della sua esperienza e della sua arte, davanti a un rapito pubblico (in particolare di studenti);

la seconda invece è stata la proiezione del suo nuovo, fantastico film, “Nouvelle Vague”, preceduta dalla consegna di un riconoscimento allo stesso Linklater addirittura da parte di Marco Bellocchio, che ha avuto parole molto gentili verso il collega, il quale ha apprezzato molto. Il film non solo è molto piacevole ma importante. Difatti, racconta la realizzazione, il dietro le quinte, di un film che ha cambiato la storia del cinema: “Fino all’ultimo respiro” (1960) di Godard. Incredibilmente, “Nouvelle Vague” (in bianco e nero e in francese) sembra veramente un impossibile documentario realizzato all’epoca e può formare, assieme al capolavoro di Godard stesso, un tutt’uno di infiniti rimandi reciproci che rilancia la già dirompente forza del film francese.
Ancor più toccante la consegna del riconoscimento al grande regista Edgar Reitz (classe 1932) da parte di Nanni Moretti. Innanzitutto, quest’ultimo era in gran forma e ha fatto sentire il pubblico come se si trovasse in uno dei suoi film, soprattutto quando ha affermato: “Io vi inviterei, anzi, vi costringerei a guardare

“Heimat”!” Riferendosi all’opera maggiore del regista tedesco, ampiamente considerata quanto di meglio mai fatto al cinema. Come se non bastasse, il nuovo film di Reitz, “Leibniz”, è veramente eccezionale. Il regista infatti, da par suo, è riuscito ad esprimere il pensiero e la vita del grande filosofo tedesco in maniera accurata eppure leggera e addirittura divertente, all’interno di un film che sembra un quadro.

Una menzione speciale va riservata al film “It’s Never Over, Jeff Buckley” di Amy Berg, docu-film dedicato all’immortale musicista. Attraverso le testimonianze toccanti di chi lo ha conosciuto e amato, il film ci restituisce e racconta in maniera molto potente e commovente la vita e l’arte di Jeff Buckley, con abbondanza di colonna sonora. La bravura della regista e le possibilità della tecnologia hanno consentito infatti di realizzare un vero mosaico se non addirittura un affresco multimediale, capace di aprire quasi un varco spazio-temporale sul passato.
In conclusione, due informazioni preziose. Il film “Hamnet – Nel nome del figlio” di Chloé Zhao, presentato in anteprima proprio alla Festa del Cinema di Roma e che sta riscuotendo grande successo internazionale, è da poco uscito nelle sale italiane. Antonio Monda, fra le sue tante e lodevoli attività, ha recentemente pubblicato un libro, “Incontri ravvicinati”, nel quale ci racconta proprio i suoi incredibili incontri con tanti dei più grandi artisti americani, in particolare letterari e cinematografici, degli ultimi decenni.
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