
Oggi AI e transumanesimo sono diventati un frullatore di ansia e fantasia. C’è chi li vende come “salvezza”, chi come “apocalisse”. La posizione della Chiesa cattolica sta nel mezzo, ma non è “tiepida”: è una linea abbastanza netta – tecnologia sì, idolatria no.
AI: cos’è (e cosa NON è)
L’AI non è “una mente” nel senso umano: è un insieme di tecniche (modelli, algoritmi, dati) che fanno previsioni, generano testi, immagini, riconoscono pattern.
Papa Francesco al G7 la chiamò: “uno strumento entusiasmante e tremendo” e insistette sul fatto che il bene o il male dipende dall’uso che ne viene fatto.
Due cose da tenere a mente:
- Non è neutra: “l’algoritmo non è né oggettivo né neutrale”, perché porta dentro scelte e pregiudizi dei dati e di chi lo costruisce.
- Non è una persona: confondere chatbot e relazione umana è un errore serio (e prevedibile).
Transumanesimo: di cosa parliamo davvero
Il transumanesimo, in generale, propone di usare tecnologia avanzata per superare i limiti biologici (potenziamento fisico/cognitivo, longevità estrema, fino a sogni di “immortalità”).
E’ opportuno distinguere 3 livelli:
- Terapia / riparazione: protesi, impianti, cure che restituiscono funzioni. (Qui la discussione etica è spesso più “facile”.)
- Potenziamento: “upgrade” oltre la norma (memoria, performance, ecc.). Qui iniziano le domande su giustizia e disuguaglianze.
- Superamento dell’umano: l’idea che l’uomo sia un “progetto da sostituire” o che la morte sia solo un bug. Qui si entra in un terreno filosofico-teologico molto più complesso.
La posizione della Chiesa: apertura alla tecnica, difesa dell’umano
La linea di fondo è antica (tradizionale) ma vale ancora nel futuro: la persona non è riducibile a dati e la tecnologia deve essere al suo servizio.
Tre pilastri “ufficiali” (non opinioni da talk show):
A) “Algoretica” e responsabilità: la Pontificia Accademia per la Vita e la Rome Call for AI Ethics
La Chiesa ha promosso un patto etico (Rome Call) con principi chiari per l’AI: trasparenza, inclusione, responsabilità, imparzialità, affidabilità, sicurezza e privacy.
Nel 2024 la Sala Stampa Vaticana richiama esplicitamente l’idea di “algoretica” come sviluppo etico dell’AI.
B) Un documento strutturato sull’AI: Antiqua et nova (2025)
È una Nota congiunta del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione: affronta sfide antropologiche ed etiche dell’AI, proprio perché questa tecnologia mira a imitare l’intelligenza umana.
Nelle sintesi della Santa Sede a Ginevra si citano anche rischi in ambito bellico: sistemi che possono ampliare gli strumenti di guerra “oltre” la supervisione umana e alimentare corse agli armamenti.
C) Pace, giustizia e disuguaglianze: Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2024
Nel messaggio “Artificial Intelligence and Peace” (1° gennaio 2024), il Papa collega AI a: libertà, manipolazione, lavoro, disuguaglianze e chiede criteri come inclusione, trasparenza, sicurezza, equità, privacy, affidabilità.
Paure vere (quelle che non sono paranoia)
Ecco le paure legittime, cioè quelle che la Chiesa stessa mette sul tavolo:
- Disuguaglianze: AI può allargare il gap tra Paesi e classi sociali (Bergoglio lo disse in maniera molto chiara al G7).
- Bias e ingiustizia “automatizzata”: se usata in decisioni su persone (giustizia, welfare, credito), rischia di incorporare pregiudizi.
- Relazioni sostituite: chatbot “confortevoli” possono diventare una scorciatoia emotiva che impoverisce relazioni reali.
- Sorveglianza e manipolazione: nel messaggio per la Giornata mondiale per la Pace del 2024 si parla di tecnologie che estraggono dati e influenzano abitudini anche senza consapevolezza dell’utente.
- Guerra e controllo: preoccupazione per escalation e armi sempre meno supervisionate.
Miti da abbandonare subito
“L’AI è neutrale” → No: dipende da dati, obiettivi, potere. “Non è oggettiva né neutrale.”
- “L’AI è viva / ha coscienza” → Non c’è base per trattarla come persona: può simulare, non “essere”. (E la Chiesa mette in guardia proprio dal confondere macchina e umano).
- “La Chiesa è contro il progresso” → Falso: riconosce scienza e tecnica come frutto della creatività umana e invita a orientarle a pace e bene comune.
- “Transumanesimo = qualunque protesi o pacemaker” → No: la cura è una cosa, l’ideologia del “superare l’umano” è un’altra.
- “L’uomo diventa Dio con la tecnologia” → Qui non serve complotto: basta realismo. La Chiesa critica la tentazione di ridurre l’uomo a progetto tecnico e di perdere il senso della dignità corporea e personale.
L’AI può essere una mano enorme per medicina, lavoro, formazione. Ma se diventa un idolo – o peggio una scusa per non essere responsabili – allora è un problema.
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