Possedere e gestire un cane in Italia implica una serie di responsabilità legali che riguardano il benessere dell’animale, la sicurezza pubblica e il rispetto delle normative locali. Le leggi e i regolamenti possono variare da regione a regione e da comune a comune, ma ci sono alcune norme fondamentali a livello nazionale che ogni proprietario di un cane deve seguire.
1. Identificazione e registrazione del cane
In Italia, è obbligatorio registrare il cane presso l’anagrafe canina. L’anagrafe canina è un sistema che consente di identificare ogni cane tramite un microchip o, in alternativa, un tatuaggio (sebbene il microchip sia oggi la modalità principale). Questo obbligo di registrazione è previsto dalla legge 281/1991 sulla protezione degli animali e serve a garantire la tracciabilità dell’animale, per esempio in caso di smarrimento o per monitorare il suo stato di salute.
Microchip: Deve essere impiantato da un veterinario autorizzato e contiene informazioni sul proprietario e sul cane, come il nome, l’indirizzo e il numero di telefono.
Registrazione: Una volta microcippato, il cane deve essere registrato nell’anagrafe canina locale, che è gestita dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale) di competenza.
2. Vaccinazioni e controllo sanitario
Il proprietario del cane ha l’obbligo di provvedere alla vaccinazione dell’animale contro le malattie principali, come la rabbia. La vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria, soprattutto per i cani che viaggiano all’estero o che potrebbero entrare in contatto con altri animali. È necessario tenere un libretto sanitario che attesti l’adempimento delle vaccinazioni, che deve essere sempre aggiornato.
3. Comportamento e controllo del cane
Ogni proprietario è tenuto a garantire che il proprio cane non rappresenti un pericolo per gli altri. I cani devono essere sempre controllati, specialmente nei luoghi pubblici, e non devono manifestare comportamenti aggressivi. In caso di danni a cose o persone causati da un cane, il proprietario può essere ritenuto responsabile e soggetto a risarcimento dei danni.
- Guinzaglio e museruola: È obbligatorio tenere il cane al guinzaglio in tutti i luoghi pubblici. Inoltre, nei luoghi pubblici dove è presente un rischio maggiore di incidenti (come parchi affollati, strade trafficate o durante eventi), è obbligatorio l’uso della museruola, soprattutto per le razze considerate pericolose (come stabilito dalla legge 285/1991). Questo riguarda le razze come il pitbull, il rottweiler, il doberman e altre, ma il regolamento può variare localmente.
- Obbligo di raccogliere le feci: Ogni proprietario è obbligato a raccogliere le feci del proprio cane. La legge stabilisce che le feci devono essere rimosse immediatamente dai luoghi pubblici, altrimenti si rischiano sanzioni amministrative.
4. Le razze pericolose
La legge italiana prevede che alcune razze di cani, considerate “pericolose”, debbano essere gestite con maggiore attenzione. Tali razze sono individuate sulla base delle caratteristiche fisiche e comportamentali che possono presentare un rischio per l’incolumità delle persone. La gestione di questi cani è soggetta a regolamenti più severi, che prevedono l’obbligo di guinzaglio e museruola in tutti i luoghi pubblici.
Le razze che rientrano in questa categoria includono:
- Pitbull
- Rottweiler
- Doberman
- Mastino napoletano
- Alano
Tuttavia, è importante sottolineare che ogni cane, indipendentemente dalla razza, deve essere educato e ben gestito dal suo proprietario per prevenire comportamenti pericolosi.
5. Regole locali e comunali
Ogni comune può adottare regolamenti specifici che impongono restrizioni o altre disposizioni in merito alla gestione dei cani. Questi regolamenti possono riguardare:
- L’accesso ai parchi pubblici: alcuni parchi permettono l’ingresso dei cani solo in determinate aree o durante orari specifici.
- Le zone “a sgambamento”: molte città hanno aree dedicate dove i cani possono essere lasciati liberi di correre e socializzare con altri animali.
- Orari di accesso alle aree pubbliche: alcuni comuni impongono limitazioni sugli orari in cui i cani possono essere portati fuori, soprattutto nelle zone residenziali o nelle ore notturne.
6. Sanzioni e multe
Il mancato rispetto delle norme che regolano la detenzione e la gestione dei cani può comportare sanzioni amministrative, che variano a seconda delle violazioni. Le principali infrazioni per le quali è prevista una multa includono:
- Mancata registrazione del cane nell’anagrafe canina.
- Non aver provveduto all’identificazione del cane (microchip).
- Non raccogliere le feci del cane.
- Permettere al cane di vagare senza guinzaglio o museruola in luoghi pubblici.
- Comportamenti aggressivi del cane che causano danni a persone o cose.
Le multe per violazioni possono variare da 50 a 500 euro, ma in caso di gravi incidenti o danni causati dal cane, la responsabilità legale del proprietario può comportare conseguenze ben più gravi.
7. Cane a riposo o in pensione
Se un cane viene trasferito in una pensione per animali, il proprietario deve assicurarsi che la struttura sia autorizzata e rispetti gli standard minimi di benessere previsti dalla legge. Le pensioni devono avere spazi adeguati, cibo, acqua e cure veterinarie, e il proprietario ha diritto a essere informato sullo stato di salute del cane durante il soggiorno.
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