
“Il momento che i rapporti internazionali stanno attraversando chiama tutti ad una concreta presa di coscienza per formulare proposte, favorire la ricerca e concorrere ad elaborare strategie per rendere credibili discorsi, programmi e attività”. Parole che Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato Vaticano e Gran Cancelliere della Pontificia Accademia Ecclesiastica, Pietro Parolin ha pronunciato in occasione del Convegno tenutosi in occasione del 325° Anniversario della Fondazione della Pontificia Accademia Ecclesiastica, presso la Sala Ducale del Palazzo Apostolico il pomeriggio del 17 gennaio scorso all’interno della sua Lectio Magistralis dal titoloPace e giustizia nell’azione della diplomazia della Santa Sede di fronte alle nuove sfide.
Nella mattina dello stesso giorno, in cui ricorre il compleanno di Sua Eminenza il Cardinale Parolin, nella Segreteria di Stato Egli aveva accolto il Professore Gabriele Andreoli, presidente dell’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) e fondatore di IASC World Changers che ha presentato a Sua Eminenza un progetto dal titolo:Un costituzionalismo globale per la pace nell’era delle tecnologie del potere.
“Sono andato per chiedere che questo cammino possa essere moralmente orientato ed accompagnato dalla guida e dalla benedizione della Santa Sede.Per la prima volta nella storia umana, infatti, – sottolinea il Professor Gabriele Andreoli – la convergenza di infrastrutture tecnologiche avanzate; intelligenza artificiale; architetture digitali decentralizzate e trasparenti e di tecnologie quantistiche emergenti rende concretamente possibile immaginare e costruire un quadro etico e garantista di governance globale. Un’architettura che, se orientata da principi morali chiari, non serva il dominio o il controllo, ma la pace, la centralità della persona umana e il fiorire dei popoli”.
“Nel corso degli ultimi anni, attraverso il lavoro dell’Institute for Advanced Studies and Cooperation e di IASC World Changers, avviato simbolicamente presso la Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano, abbiamo approfondito le basi etiche, giuridiche e tecnologiche di una possibile federazione di governi orientata alla pace, alla cooperazione e alla prosperità condivisa- prosegue Gabriele Andreoli. Tale riflessione- sottolinea – si ispira anche al pensiero costituzionale del Prof. Luigi Ferrajoli, in particolare alla sua visione garantista volta a contenere il potere, prevenire la violenza sistemica e contrastare la proliferazione di armi di distruzione di massa.
Riteniamo che l’attuale momento storico richieda un passaggio decisivo: andare oltre una concezione meramente difensiva della sostenibilità, per abbracciare una visione positiva e integrale di fioritura — capace di porre al centro la dignità della persona, la giustizia tra le nazioni e la cura della casa comune. Le sfide che affrontiamo sono di natura sistemica e dunque sistemica deve essere anche la risposta”.
L’incontro tra Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin e il Professore Gabriele Andreoli offre come frutto la comune profonda determinazione al raggiungimento della pace, ma non solamente come soluzione momentanea ad una esigenza urgente, bensì come un programmatico e univoco cammino per la stabilità mondiale.
Ed è proprio questo che Sua Eminenza il Segretario di Stato Vaticano ha espresso nella sua Lectio Magistralis alla Pontificia Accademia Ecclesiastica affermando: “…la necessità di predisporre risposte alternative fatte di strategie e percorsi comuni, come pure la conclusione di intese tra gli Stati, è imposta non soltanto all’attività diplomatica, ma è richiesta a tutti i livelli istituzionali. […] “È il momento di concorrere allo sviluppo di una dottrina rispondente alla situazione odierna, che sia al tempo stesso una proposta educativa, di formazione e di ricerca. Se di fronte al nuovo ordine internazionale determinatosi nel XVI secolo, la Scuola di Salamanca da cui nasce il moderno diritto internazionale, aggiornava la visione della “guerra” sistematizzata da Tommaso d’Aquino – da Agostino d’Ippona in poi era uno degli ambiti su cui la Chiesa rifletteva – così oggi appaiono necessarie argomentazioni capaci di superare i limiti e le barriere che, prima di essere materiali, sono spesso quelli dell’animo. La pace, come ebbe a dire Paolo VI davanti all’Assemblea Generale dell’ONU «non si costruisce soltanto con la politica e con l’equilibrio delle forze e degli interessi, ma con lo spirito, con le idee, con le opere della pace» (Paolo VI, Discorso alle Nazioni Unite, 4 ottobre 1965)”.
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