
Il Concerto con i poveri in Vaticano lo scorso 6 dicembre 2025 ha scaldato i cuori di tutti e le parole che Papa Leone XIV ha rivolto ai presenti in questa occasione sono state una carezza che ha accompagnato le melodie.
“Cari amici, la musica è come un ponte che ci conduce a Dio. Essa è capace di trasmettere sentimenti, emozioni, fino ai moti più profondi dell’animo, portandoli in alto, trasformandoli in una ideale scalinata che collega la terra e il cielo. Sì, la musica può elevare il nostro animo! Non perché ci distrae dalle nostre miserie, perché ci stordisce o ci fa dimenticare i problemi o le situazioni difficili della vita, ma perché ci ricorda che non siamo solo questo: siamo molto di più dei nostri problemi e dei nostri guai, siamo figli amati da Dio!”.
“Questa sera – ha affermato il Santo Padre – mentre le melodie toccavano i nostri animi, abbiamo avvertito il valore inestimabile della musica: non un lusso per pochi, ma un dono divino accessibile a tutti, ricchi e poveri. Perciò, nel rivolgere ad ognuno il mio saluto, sento in modo speciale la gioia di accogliere voi, fratelli e sorelle, per i quali oggi abbiamo vissuto questo concerto: grazie a tutti della vostra presenza!”.
Ad illuminare la serata è stata poi la voce incantevole di Serena Autieri, che ha anche condotto con molta eleganza.Un’artista che ha in sé la sapienza dell’arte della musica, della recitazione e della conduzione. L’artista italiana, che con rispetto ed eleganza, realmente coniuga lo splendore dei grandi artisti del passato e la freschezza del presente.
Serena che ricordi porti nel cuore di questa esperienza in Vaticano con il Papa e con i poveri?
È stata per me una grandissima emozione cantare difronte al Papa. Solo pochi giorni prima, mi avevano detto che Papa Leone XIV avrebbe presenziato al concerto con i poveri; ma la sorpresa è stata che lo avevo di fronte a me, seduto al centro dell’aula Paolo VI. Ho provato un’emozione fortissima. Il Pontefice ha è una grandissima personalità, ti guarda negli occhi profondamente ed è con te, ti sorride, tiene il tempo, ama la musica.Quando cantavo Quanno nascette Ninno, che è una canzone meravigliosa ed è l’origine diTu scendi dalle stellevedevo il Santo Padre felice di sentirla, vedevo che teneva il tempo, e, quasi quasi, secondo me, sotto il vestito papale batteva il tempo col piede perché era veramente entusiasta. Credo fosse felice di essere presente a questo evento così importante, soprattutto perché dà spazio ai più fragili.
Tu hai avuto contatti con i poveri che erano lì?
Si certamente. Ero lì con i bambini che erano in prima fila che, a volte piccolissimi che piangiucchiavano. Io me li sono presi anche in braccio, sono stata con loro e cercavo di dare la possibilità alle mamme, a queste ragazze, di godersi lo spettacolo. Mi sono occupata un po’ di questi bambini, giocavo con loro ed era veramente bello perché mi sentivo parte di una comunità. Tutti eravamo insieme in un momento di gioia, in cui cercavamo di regalare un po’ di allegria alle persone che in qualche modo vivono momenti di fragilità, di difficoltà.
Ho sentito grandissima partecipazione del Papa. Ha dato molto spazio alla musica, che èha definito come un ponte che unisce tutti, che dà la possibilità di far stare tutti insieme e di comunicare e di parlare la stessa lingua. Non esistono barriere grazie alla musica che è un mezzo molto potente, non c’è differenza tra una persona e l’altra. Un messaggio molto potente, e molto giusto, a mio avviso, soprattutto in un momento come questo.
Ma tu sai che il Papa canta e anche molto bene?
Sì, lo so e lo so benissimo. Infatti sapendo questo, devo dire che avevo ancora più ansia. E quando,al mattino, abbiamo fatto un incontro privato, assieme anchea Bublé con la sua bellissima famiglia, ci ha detto: “Mi raccomando, stasera cantate, cantate bene, cantate con il cuore”, sapendo che lui è un grande appassionato di musica, è anche un musicista e che ama cantare, devo dire che mi tremavano un po’ le gambe.Ma penso che questo sia anche bello quello è anche bello, no? Perché quando si creano emozioni, che poi si trasferiscono al pubblico, credo che sia la cosa più bella che questo mio lavoro ti dà.
Papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza della famiglia, dl unione dell’uomo e della donna che danno vita ai figli. Anche in questo, come per l’amore della musica, ti avvicini molto al suo sentire?
È vero. La famiglia continua e continuerà ad essere il centro della vita, né è proprio il motore. È quanto di più importante che noi possiamo fare sulla Terra, nel nostro viaggio terreno. Fondamentaleè consapevolezza di trovare la persona giusta e di impegnarsi mantenere anche nel tempo questa coppia, la serenità della coppia e la voglia proprio di risolvere anche delle problematiche, perché per nessuno è sempre tutto rose e fiori. Il lavoro più grande è quello di riconoscere le fasi della vita e risolverle singolarmente, ma anche insieme. E poi insieme si dà vita a quelli che sono i figli, appunto, la continuità, il centro della coppia, ciò che dà un senso alla vita. Edio tutto questo l’ho imparato e vissuto con la mia famiglia di origine, e ora lo rivedo anche nei miei suoceri: continuareil percorso insieme e sempre più forti, sempre più vicini, sempre più uniti nell’amore, nella fede, nel rispetto e nella lealtà. Sono tutti i valori che io cerco di trasferire anche a nostra figlia.

A propositodi Giulia, tua figlia, che è un’adolescente, come ha vissuto questo incontro con il Papa e questo concerto così particolare con le persone meno fortunate?
Giulia è molto coinvolta emotivamente quasi sempre nel mio lavoro, perché è molto sensibile all’arte, alla musica, al teatro e alla recitazione. Lei, anche con lo studio del pianoforte, si alimenta di arte.In occasione del Concerto con i poveriha voluto essere partecipe, una parte integrantee mi ha infatti detto: “Mamma, puoi chiedere agli organizzatori se posso avere una parte attiva nell’aiutare con le persone meno fortunate, se io posso essere di supporto?”. Questo mi molto felice, perché una mamma cerca di insegnare la solidarietà, il porgere una mano a chi è meno fortunato. Ed è proprio questa sua anima così pronta ad aiutare il prossimo, ad essere la parte più bella che io vedo in Giulia.
E così in questa occasione si è data molto da fare. Ha aiutato a sistemare tutte le poltrone e i foglietti dove c’era scritto a chi era riservato quel posto; ad accogliere le persone; ad aiutare all’ingresso e se c’erano difficoltà le accompagnava al proprio posto, le sosteneva, e, se si aveva bisogno dell’acqua la portava lei. Insomma, ha fatto tutto quello che poteva fare e mi ha chiesto anche di più in realtà,dicendoa me e al padre: “Ma il prossimo anno posso aiutare anche di più?”. Lei si deve sentire utile soprattutto per questo evento, perché ha capito che in qualche modo è necessario farlo, ma poi soprattutto, ha compreso, quanto ti torna indietro. Voglio dire, che è talmente arricchente vedere felici gli altri, fare qualcosa per rendere felice un’altra persona, che ti fa stare così bene che poi non ne puoi più fare a meno.
Come le è sembrato l’incontro con Papa Leone XIV?
Anche lei, come me e mio marito, ha avuto questa forte sensazione dello sguardo del Papa; uno sguardo che ti entra dentro e che ti lascia qualcosa di profondo, un dono. Mi ha detto “Mamma, è stato molto emozionante, è bello anche che un Papa parli così della musica, del canto”.
Le è piaciuto moltissimo.
Credo che l’amore che il Santo Padre Leone XIV dimostra per l’arte in generale e per la musica in particolare, sia per i giovani un modo per sentirlo più vicino.
Questa figura così importante, che attraverso l’amore per la musica, crea quasi un ponte che fa riconoscere ai ragazzi in lui un alleato”.
Si è sempre detto che chi “canta prega due volte” ed infatti il canto e la musica sono effettive forme di evangelizzazione. E Papa Leone XIV ha scelto, con la sua presenza, attenzione ed amore, verso le arti e questa in particolare, il modo giusto per parlare con le nuove generazioni.
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