Qual è l’obiettivo centrale per l’inclusione sociale relativo al Piano Sociale 2025-2027?

D. Con 400 milioni a disposizione, quali interventi vedremo nel primo anno?

R. È un passo fondamentale verso la costruzione di un sistema di welfare moderno che punta sulla

digitalizzazione, sulla standardizzazione dei processi e sulla Intelligenza Artificiale, sulla quale dobbiamo investire molto.

Alcuni obiettivi del Piano sono la promozione dell’inclusione sociale, finalizzata anche all’inclusione lavorativa; il rafforzamento delle reti territoriali e delle reti di prossimità con un ruolo importante dato alle Asp, entrate appieno nelle reti delle politiche sociali; l’innovazione nei modelli di governance; il tema dei consorzi e il rafforzamento dei centri polivalenti, passati da quattro a dieci, che potranno assistere più persone con disabilità dell’autismo.

D. Consorzi Sociali: Come aiuterete i Comuni nel delicato passaggio dai distretti ai Consorzi senza bloccare iservizi?

R. Il messaggio per i Comuni è chiaro: la trasformazione dei distretti sociosanitari in consorzi permettere una semplificazione delle procedure, accelerando i processi di spesa e monitorando la realizzazione degli interventi. La Regione Lazio, ovviamente, ha dato e darà tutta la necessaria assistenza tecnica per questo passaggio fondamentale. È una grande opportunità per utilizzare al meglio le risorse economiche regionali e nazionali per le politiche socio-assistenziali e per creare nuovi posti di lavoro, puntando sempre di più ad una Regione accogliente ed inclusiva.

D. Direttori Socio-Sanitari: a quando la nomina di questa figura nelle ASL per unificare finalmente cure e assistenza?

R. La proposta di legge, fortemente voluta dal Presidente Francesco Rocca e da me, è in attesa di approdare in aula. Si tratta, ovviamente, di un ruolo andrà ad affiancare l’attuale terna composta da direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi, con l’obiettivo di integrare in maniera organica e coordinata tutta la parte del sociale con quella sanitaria. Un esempio importante e virtuoso di vera integrazione socio-sanitaria che gli assessorati alla sanità e alle politiche sociali della Regione Lazio stanno cercando di raggiungere sempre di più.

D. Tutela delle Cooperative: Come risolverete il problema dei pagamenti in ritardo e dei bandi con basi d’asta troppo basse?

R. L’attenzione della Regione Lazio per le cooperative è sempre molto alta e gli uffici lavorano ogni giorno per risolvere situazioni intricate. L’esecutivo Rocca, come ho già detto, pone un accento importante sulle cooperative tanto da aver approvato all’unanimità in Consiglio la proposta di legge n. 151 del 29 marzo 2024, concernente le nuove disposizioni sulla cooperazione sociale. Una legge molto attesa, che ha rivisitato per intero la legge 24 del 1996, puntando ad una vera semplificazione e digitalizzazione e ad una gestione più snella dell’albo delle cooperative. La legge, grazie ad una dotazione finanziaria importante con 9 milioni di euro nel triennio 2024/2026, sta permettendo l’erogazione di contributi, attraverso procedure ad evidenza pubblica, alle cooperative sociali e alla consulta delle sei associazioni più rappresentative della cooperazione sociale, per migliorare i servizi dei loro iscritti.

D. Riforma Terzo Settore: A che punto è l’integrazione operativa con la Regione?

R. Sulla questione “Runts” si è parlato tanto ed è bene fare chiarezza. Il Registro Unico degli enti del terzo settore è diventato operativo il 23 novembre 2021. Da tale data, ed entro il 21 febbraio 2022, tutte le APS e le ODV che risultavano già iscritte nei precedenti albi e registri regionali, sono state iscritte d’ufficio al registro unico attraverso una procedura di trasmigrazione automatica prevista dal codice del terzo settore. Al 21 febbraio 2022, la Regione ha provveduto a trasmigrare i dati di 6675 Enti, di cui 2731 ODV e 3944 APS. Da questo momento in poi inizia un processo di verifica, da parte della Regione, della sussistenza dei requisiti dei 6675 enti trasmigrati. Al termine di tale verifica, 2648 enti si sono attivati ed hanno regolarizzato la loro posizione. Per i restanti 4027 enti trasmigrati d’ufficio, la Regione ha disposto, il 1° luglio 2024, una diffida assegnando il termine di 120 giorni per accedere alla piattaforma e inserire o aggiornare i dati mancanti.

Della diffida è stata data la più ampia diffusione: sia attraverso la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale sia attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale della Regione Lazio e, soprattutto, tramite il prezioso aiuto del Forum del Terzo Settore e del CSV Lazio, con il quale nello specifico è stata anche stipulata un’apposita convenzione di collaborazione per la diffusione dell’atto tra gli enti diffidati allo scopo precipuo di accompagnarli nell’adempimento richiesto. A seguito di questa diffida, 1409 enti hanno adempiuto regolarmente agli obblighi previsti, i restanti 2618 enti sono rimasti inadempienti ad un obbligo di legge. La Regione, comunque, ha atteso un intero ulteriore anno, adottando solo a fine dicembre 2025 l’atto di cancellazione. Il Registro può funzionare ed assolvere alla sua funzione di tutelare le legittime istanze ed aspettative dei cittadini solo se gli enti iscritti rispettano un livello minimo di organizzazione amministrativa.

Pertanto il rispetto dei requisiti formali che qualificano un Ente come Ente di Terzo Settore, non può essere considerato un mero adempimento burocratico! Gli Enti cancellati possono in ogni caso procedere anche immediatamente a nuova domanda di iscrizione al “Runts”.

D. Digitalizzazione: Come userete l’IA per semplificare la burocrazia per anziani e disabili?

R. Il Piano Sociale regionale pone un’attenzione particolare e prevede specifiche azioni nel campo

dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale con focus su applicazioni e accessibilità, con particolare riferimento a quelle con disabilità. L’IA, infatti, nei prossimi anni assumerà un ruolo crescente di importanza e rilevanza strategica e la Regione Lazio è al centro di questo cambiamento, promuovendo l’innovazione tecnologica nei servizi sociali per semplificare e migliorare l’efficacia dei servizi. Ma tale sviluppo porrà diverse questioni etiche da affrontate per trovare adeguate soluzioni. La Regione Lazio, inoltre, ha pubblicato un bando riguardante la cooperazione sociale per promuovere interventi innovativi, con particolare attenzione all’adozione di tecnologie, alla digitalizzazione dei processi operativi e alla sperimentazione di soluzioni avanzate, quali l’utilizzo di piattaforme, sistemi di gestione dati e tecnologie assistive, per migliorare l’efficienza delle attività delle cooperative sociali.

D. Liste d’attesa: Come verranno spesi i 23,6 milioni per abbattere le liste d’attesa per case- famiglia e autonomia?

R. Un finanziamento importante, reso possibile grazie al lavoro del presidente Francesco Rocca e dell’assessore

al Bilancio Giancarlo Righini. Di questi 23,6 milioni, circa 19 milioni saranno destinati a Roma Capitale che aspettava da tempo una risorsa così ingente, stante la situazione, i bandi che erano fermi per carenza di fondi al 2022.

D. Garante Disabilità: Quali sono i primi risultati concreti di questa nuova figura?

Quella di Anna Teresa Formisano a Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità è un’elezione importante e voluta da tempo, che permetterà alla Regione Lazio di poter contare su una figura fondamentale. Seppur eletta da poco, la Garante ha già individuato tre aspetti fondamentali sui quali puntare: scuola, lavoro e informazioni.

D. Autismo: Quando avremo una rete di centri polivalenti omogenea in tutto il Lazio?

R. Ricordo con orgoglio che, grazie al progetto “Centri polivalenti per giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi”, la Regione Lazio ha vinto, al contest PA promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica, il primo premio nell’ambito dell’area tematica “Innovazione sociale, inclusione, fragilità”. Per questo e per il riscontro più che positivo che abbiamo avuto dalle famiglie coinvolte che hanno contribuito a dare vita ai Centri, ho voluto rifinanziare il progetto con 5 milioni di euro di fondi FSE, che consentiranno a breve l’apertura di 10 nuovi Centri Polivalenti, dando vita a una rete regionale.

D. Caregiver: Quali risorse dirette sono previste per le famiglie che assistono i propri cari h24?

Grazie alla legge n.5 aprile 2024 la Regione Lazio, per il triennio 2024-2026, metterà a disposizione 17,5 milioni di euro per i caregiver. I primi 5 milioni sono stati già stanziati: 4 milioni di euro saranno dedicati agli “interventi di sollievo” che permetteranno, mediante l’impiego di operatori professionali accreditati, la sostituzione temporanea del “caregiver” familiare presso il domicilio della persona, o il ricovero presso strutture accreditate. Un milione di euro, invece, sarà dedicato al budget personale del caregiver familiare, con erogazione diretta a fondo perduto, per spese connesse alla cura della sua persona, al tempo libero, alla formazione e all’aggiornamento professionale presso centri autorizzati o accreditati dalla Regione.

D. Povertà e Senzatetto: Oltre al trasferimento di fondi, quali azioni dirette metterete in campo contro la povertà assoluta?

R. Bisogna mettere in campo azioni sempre più efficaci. Roma e il Lazio hanno cominciato a ripartire, ci sono dati importanti sull’occupazione. Ma ovviamente c’è un quadro ancora molto complesso per quanto riguarda la povertà, la precarietà abitativa, il lavoro. Bisogna sempre garantire la speranza di una vita migliore, di un’occupazione stabile e un alloggio. Il piano regionale di contrasto alla povertà è di 139 milioni di euro, grazie all’aiuto dei fondi nazionali, per il triennio 2024/2026, risorse importanti, sono 43 milioni di euro l’anno. Ma serve molto di più, perché i dati sono ancora molto complessi.

D. Solitudine degli Anziani: Esiste un piano specifico per contrastare l’isolamento sociale di chi è rimasto solo?

R. La Regione Lazio pone un’attenzione importante sull’invecchiamento attivo, avendo pubblicato un avviso che, grazie ad una copertura finanziaria di oltre 2,1 milioni di euro, permetterà la realizzazione di progetti che aiuteranno a sviluppare la partecipazione delle persone anziane alla vita della comunità, il benessere psico-fisico, la prevenzione della fragilità, l’autonomia individuale, l’inclusione sociale, l’inter-generazionalità e la valorizzazione del patrimonio relazionale e professionale degli anziani.

D. L’impegno: Se dovesse scegliere una sola parola per definire il suo obiettivo per il 2026, quale sarebbe?

R. L’obiettivo per il 2026 è quello di sempre: rendere la Regione Lazio sempre più inclusiva, vicina e attenta ai problemi dei cittadini!

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