Oltre Tevere, il nuovo volto della Sala Stampa: la missione vincenziana di suor Nina Benedikta Krapić

La nomina di suor Nina Benedikta Krapić a vice direttrice della Sala Stampa della Santa Sede, decisa da Papa Leone XIV, è un segnale preciso che unisce competenza professionale, modernità e una profonda radice nel carisma della carità. La religiosa croata, che ha preso possesso del suo incarico lo scorso 1° marzo, succede alla brasiliana Cristiane Murray, segnando un passaggio di testimone che riporta una figura religiosa in un ruolo chiave del Press Office vaticano.

La formazione di suor Nina Benedikta vanta un profilo accademico e professionale di raro equilibrio. Nata a Fiume (Rijeka) nel 1989, si è laureata in Giurisprudenza nel 2015 e specializzata

in Pubbliche Relazioni nel 2023, la religiosa sta attualmente completando un dottorato in Scienze Sociali presso la Pontificia Università Gregoriana. Prima di approdare oltre le mura leonine come officiale del Dicastero per la Comunicazione, ha operato sul campo come giornalista e consulente legale, dedicandosi in particolare alla tutela delle donne vittime di violenza domestica e delle persone emarginate. Questa esperienza frontale; con le piaghe della società contemporanea le conferisce una capacità unica di tradurre i concetti di dottrina e missione papale in un linguaggio che sia, allo stesso tempo, accurato e comprensibile per il mondo mediatico globale.

Il suo cammino religioso, culminato con i voti emessi il 13 agosto 2023, è intrinsecamente legato alla tradizione vincenziana della carità concreta. Dalla gestione di un punto di transito per migranti a Fiume alla comunicazione per la Caritas diocesana, il suo percorso riflette amore misericordioso creativo che San Vincenzo De Paoli chiedeva ai suoi seguaci per rispondere ai bisogni del tempo presente. In questo senso, la sua nomina suggerisce una visione della comunicazione istituzionale non come mera gestione di informazioni, ma come estensione del servizio verso le nuove forme di marginalità.

Particolarmente significativa è la storia della sua vocazione, nata durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Giunta al santuario mariano per chiedere il dono della maternità, la giovane avvocatessa ha vissuto una svolta profonda, scoprendo una chiamata verso una vita interamente dedicata a Dio.

È una parabola umana che parla di una conversione matura, capace di integrare la professione forense e giornalistica con la scelta radicale del convento.

Il compito che attende suor Nina Benedikta è di grande responsabilità: coordinare la strategia informativa ufficiale in un’epoca in cui la velocità dei media può travolgere le istituzioni.

La Sala Stampa è uno dei fronti più visibili del dialogo tra la Chiesa e il mondo. Con questa nomina, Papa Leone XIV sembra voler scommettere su una visione fresca e multidisciplinare, capace di coniugare il rigore legale, l’etica professionale e la sensibilità pastorale necessaria per raccontare la missione universale del successore di Pietro nel terzo millennio.

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