Madre Teresa a Roma: un documentario sulla presenza delle Missionarie della carità nella Città eterna

Cinquanta minuti per raccontare una esperienza unica e straordinaria, quella della scoperta della povertà a Roma della “piccola matita di Dio”. Il documentario racconta una parte poco nota se non del tutto sconosciuta della vita di Madre Teresa di Calcutta. Andrà in onda in seconda serata la domenica della Santa Pasqua, 5 aprile 2026, ed è così che il primo canale della Televisione Pubblica Italiana, torna a parlare di questa Santa donna, minuta nel fisico e gigante nella fede

Madre Teresa di Calcutta approdò nella Città Eterna, chiamata da Papa Paolo VI, nella calda estate del 1968, insieme a sette sue consorelle indiane, avvolte nell’inconfondibile sari bianco orlato di blu, che andarono a stabilirsi poi nella miseria cruda delle baraccopoli romane dove hanno svolto la loro missione di amore e carità tra i più poveri tra i poveri. 

Da qui inizia il racconto di “Madre Teresa a Roma”, il documentario che grazie a Rai Documentari e alla produzione Lampic, permette di conoscere un ritratto inedito, arricchito da testimonianze di volti noti e non, dell’operato di Madre Teresa nelle periferie povere della Città Eterna.

Questo inedito e suggestivo racconto documentaristico sul legame di Madre Teresa con la Città Eterna è stato fortemente voluto e sostenuto dalle Missionarie della Carità, l’ordine fondato da Santa Madre Teresa, dal Mother Teresa Center, l’organizzazione votata a diffondere e proteggere l’eredità di Madre Teresa, e dai Cavalieri di Colombo, una delle più grandi organizzazioni di beneficenza cattoliche al mondo, con un forte impegno nel volontariato. Il progetto ha ricevuto il nulla osta da parte di Padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta e, infine, dal Direttore di Rai Documentari, Luigi Del Plavignano, che ha abbracciato il progetto portandolo fino a Rai 1.

Grazie a questa sinergia, l’autore Don Sergio Mercanzin, il regista Antonio Farisi e i produttori David Naglieri e Cristina Del Forno hanno costruito un percorso che documenta la presenza di Madre Teresa a Roma attraverso l’opera delle Missionarie della Carità.

Don Sergio Mercanzin, in particolare, è stato ispirato dalla sua diretta conoscenza della Madre quando era a Roma. Si dice che Madre Teresa fosse tutt’altro che impressionabile (troppo dolore aveva visto in India!) ma che l’unica volta in cui provò un autentico stupore fu nello scoprire che anche a Roma, a ridosso degli antichi acquedotti, esistevano baraccopoli simili agli slums di Calcutta.

Da quel momento, dal 1968, la presenza delle Missionarie della Carità di Madre Teresa diventa una realtà tangibile a Roma, tanto che vengono raggiunte da centinaia di volontari pronti a mettersi a disposizione per aiutarle nella loro missione di amore. Missione che prosegue con l’apertura, della sede di San Gregorio al Celio, dove tuttora chi bussa trova sempre la porta aperta, e che culmina, nel 1988, con l’apertura – all’interno del Vaticano – di Casa Dono di Maria, un luogo d’accoglienza per i senza dimora fondato grazie alla grande amicizia che legava Madre Teresa a Papa Giovanni Paolo II.

Il documentario esplora così l’intuizione profonda di Madre Teresa che seppe scorgere una disperazione silente e profonda nella nostra opulenta civiltà del benessere. Basti pensare che, nel 1992, fu addirittura una principessa, Lady Diana, a bussare al piccolo convento delle Missionarie della Carità, in via Casilina. Diventa evidente ciò che aveva detto Madre Teresa: “La povertà più terribile è la solitudine”.

Nel documentario intervengono a dare la loro testimonianza il cantante Albano che, negli anni ’80, chiese a Madre Teresa d’essere madrina di sua figlia. Francesco Rutelli, sindaco di Roma dal 1993 al 2001, che ha conferito la cittadinanza onoraria a Madre Teresa nel 1996. Il Prof. Guido Cammarano, primo collaboratore romano di Madre Teresa dal 1970. La giornalista Marina Ricci, già vaticanista del TG5 per cui ha seguito i funerali di Madre Teresa cambiando la sua vita. David Traylor, l’attore statunitense meglio conosciuto come Zed Robot, che ha incontrato Madre Teresa in modo originale. La Prof.ssa Keti Ielo, urbanista all’Univ. Roma Tre. La Prof.ssa Sanjukta Das Gupta di storia dell’India contemporanea all’Università La Sapienza. La giornalista Silvia Guidi, della redazione cultura dell’Osservatore Romano. Padre Sebastian Vazhakala, cofondatore, con Madre Teresa di Calcutta della casa d’accoglienza a Tiburtina. Il Card. Angelo Comastri, grande amico di Madre Teresa. Quindi la testimonianza di diverse Missionari della Carità, sia dell’ordine femminile che del ramo maschile. E i volontari, i collaboratori delle Missionarie della Carità. Le tante testimonianze danno così vita ad un racconto che con grazia artistica restituisce la profondità umana ed eterna di Madre Teresa. A corredo del documentario vengono proposti per la prima volta materiali inediti – filmati amatoriali in Super 8 realizzati dalla famiglia D’Alessio negli anni ‘70 con fotografie mai viste finora – che aiutano a comprendere il clima sociale che si respirava nella periferia romana.

Don Sergio Mercanzin, nella sua testimonianza all’interno del documentario stesso, racconta con il suo innato “sguardo giornalistico” l’importanza dell’opera di Madre Teresa che accudiva i più poveri tra i poveri e gli era vicino nel momento della morte, affinché non morissero soli e disperati: “Vuoi mettere – sottolinea Don Sergio – morire in solitudine e abbandonato da tutti e morire invece con qualcuno che ti tiene la mano, ti accarezza e ti saluta con un sorriso”.

Lo scorso 24 marzo le consorelle di Madre Teresa hanno eccezionalmente aperto le porte della Casa Dono di Maria, in piazza Sant’Uffizio in Vaticano, dove quotidianamente viene servito un pasto caldo a centinaia di poveri, per ospitare la conferenza stampa di presentazione del documentario, che si è trasformata in un ricordo caloroso e commosso della presenza di Madre Teresa a Roma. In particolare l’intervento di Padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di beatificazione e di canonizzazione di Madre Teresa, ha strappato più di un sorriso, ricordando come per Madre Teresa doversi sottoporsi agli incontri con i giornalisti fosse una vera via crucis e di come avesse fatto un insolito patto col Signore, per cui per ogni foto che le veniva scattata un’anima sarebbe passata automaticamente dal Purgatorio al Paradiso. Il Direttore di Rai Documentari, Luigi Del Plavignano, ha sottolineato come la struttura che lui guida abbia abbracciato da subito questo progetto di raccontare il legame di Madre Teresa con Roma e ha manifestato il suo orgoglio nel portare su Rai 1 nella serata della domenica di Pasqua un racconto inedito, fatto di solidarietà e umanità, sulla vita di Santa Madre Teresa di Calcutta.  Molto commosso l’intervento di Sarita Agnes Rossi, la conduttrice televisiva, volto noto agli spettatori per essere stata l’ultima “signorina buonasera” della Rai, che nel documentario regala la sua personale testimonianza dell’opera di Madre Teresa, che affonda le radici nella sua infanzia. Tra le risate e la commozione, alla presenza del Cardinale Francesco Coccopalmerio e dei numerosi giornalisti convenuti, gli interventi hanno sottolineato come il documentario ricostruisca un ritratto fedele della realtà quotidiana vissuta a Roma da Madre Teresa e dalle sue giovani consorelle, restituendo al pubblico l’atmosfera unica di quegli anni.

Nella stessa serata del 24 marzo, si è svolta una proiezione riservata alle Missionarie della Carità e ai volontari romani nell’Auditorium della parrocchia San Pio X alla Balduina. Qui Don Andrea Celli, il parroco, ha accolto con calore le tantissime persone accorse per l’occasione.  L’Auditorium, infatti, è uno dei più grandi e belli tra quelli delle parrocchie romane e Don Andrea, con la sua infinita disponibilità e accoglienza, ha reso questa parrocchia di Roma, un vero punto nevralgico dove fede e cultura si incontrano e dialogano, rendendo parte attiva della comunità parrocchiale anche una moltitudine di giovani.  Questo grande carisma di Don Andrea ha fatto si che il grande Auditorium della sua parrocchia fosse colmo di persone in attesa di vedere il documentario sull’opera di Madre Teresa a Roma, “Cinquecento spettatori!” ha sottolineato Don Andrea. Una moltitudine di volti, ad iniziare dalla prima fila dove Sua Eminenza il Cardinale Arthur Roche e il l Cardinale Marc Ouellet, nonché del Postulatore della santità di Madre Teresa, Padre Brian Kolodiejchuk, hanno potuto beneficiare della visione di immagini poetiche e suggestive del documentario “Madre Teresa a Roma” che hanno scaldato i cuori di tutti coloro che, hanno preso parte all’anteprima. L’emozione si è sciolta nel grande applauso che ha salutato i titoli di coda, in un ringraziamento “infinito quanto sentito” alle Missionarie della Carità nella loro incessante missione d’amore che questo documentario ha tentato di raccontare.

La produzione Lampic ha particolarmente a cuore di portare il suo ringraziamento più autentico a tutte le Missionarie della Carità che hanno incontrato, tra l’Italia e l’India, nel corso del lungo periodo delle riprese, in particolare Sr Ozana MC del Mother Teresa Center che ha contribuito a rendere più chiaro il documentario, in modo che il racconto fosse coerente alla missione d’amore di Madre Teresa, quindi Sr Inacia MC, Sr. Miriam Therese MC, Sr. Martin the Porres, Sr Callisita MC, Sr Gemma MC con tutte le Sisters a San Gregorio al Celio e nelle cinque case di Roma e poi di tutta Italia come Sr Maria Pia MC e Suor Elena MC da Bologna. Grazie a Sr Lynn MC e Sr Dominika MC e a tutte le Sister di Mother Teresa Home e del Sishu Bhavan la casa dei bambini più piccoli.

Leave a Reply

Your email address will not be published.