Globalizzazione e consumismo, effetti su mercato e qualità del prodotto.

Con il passare degli anni la globalizzazione e il consumismo hanno cambiato molto il modo e i tempi di produzione e di vendita degli oggetti della nostra quotidianità, dall’abbigliamento, agli utensili da cucina. Questo ha portato alcuni vantaggi, come prezzi più bassi, una maggiore disponibilità di beni e un mercato più veloce, ma ha generato anche diversi problemi.

Volendo guardare al positivo di questi cambiamenti possiamo annoverare: minori tempi di attesa per la produzione e l’acquisto.

Ma se mettiamo il tutto su di una bilancia, notiamo che essa pende dal lato degli aspetti negativi. Infatti uno dei principali effetti negativi è l’esponenziale diminuzione della qualità dei materiali. Molte aziende, per vendere a prezzi più competitivi e abbassare il tempo per la manodopera, scelgono materiali di scarsa qualità, meno resistenti e più economici. In questo modo i prodotti durano meno e si rompono più facilmente costringendo gli acquirenti a comprarne altri in un lasso di tempo minore rispetto a ciò che accadeva anni fa.

L’industria automobilistica ne è un grande esempio.

Infatti non molti anni fa venivano utilizzate plastiche più durature e di alta qualità per gli interni, i tessuti non erano sintetici e le carrozzerie non montavano plastiche scadenti.

La globalizzazione assieme al consumismo ha reso la produzione dei beni più complessa, spostandola in diversi paesi del mondo, riducendo sì i costi, ma rendendo decisamente

più difficile controllare la qualità dei materiali e le condizioni di produzione.

Inoltre le pubblicità e le mode quasi fanno sentire le persone in obbligo di acquistare nuovi prodotti, anche quando quelli vecchi funzionano ancora o addirittura sono in condizioni perfette. Questo porta a un consumo eccessivo e assolutamente non necessario.

Si aggiunge a tutto ciò anche il problema dell’aumento dei rifiuti, soprattutto di plastica ed elettronica per l’appunto, che ha un forte impatto sull’ambiente e richiede tempi generazionali per il corretto smaltimento.

Negli ultimi anni, sembra apparire però un piccolo spiraglio di luce: sta infatti crescendo l’attenzione verso prodotti più sostenibili e durevoli, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e proteggere l’ambiente, per cercare di porre rimedio ai problemi causati dal fatto che per anni il mercato sia stato troppo accelerato ed improntato sulla rincorsa delle mode.

Si è finalmente capito che va spostata l’attenzione dal pensiero trainante degli anni passati, quando si metteva in secondo piano la soddisfazione del cliente pur di rendere gonfia la cassa dell’azienda, risparmiando sulla qualità in modo da incentivare un nuovo acquisto piuttosto che la riparazione di uno già in possesso.

Le numerose problematiche indotte dal consumismo e dalla globalizzazione hanno necessariamente, e direi finalmente, condotto a domande etiche come: è meglio un prodotto duraturo che però non faccia girare il mercato, oppure un prodotto dalla vita breve mirato a far girare il mercato velocemente? Gli azionisti e i venditori potrebbero essere d’accordo con i movimenti di mercato, ma le persone comuni?

Davanti a tali interrogativi, in molti hanno mostrato il dissenso verso il mancato rispetto dell’ambiente e lo sperpero di denari per rincorrere le mode, ma nella realtà dei fatti sono poche le persone che si oppongono.

I repentini cambiamenti imposti dal consumismo e la esponenziale crescita di utilizzo di materiali economici ma scadenti, ha creato una ulteriore serissima problematica ad una specifica categoria i lavoratori: ossia tutti coloro che erano impiegati nelle riparazioni di vario tipo, creando difficoltà notevoli nella vita di molte persone.

Per concludere il nostro discorso è necessario porre attenzione e riflettere su quanto impatto abbiano avuto la globalizzazione e il consumismo, che procedendo a braccetto, hanno generato ingenti problematiche a livello mondiale.  Si deve iniziare a pensare al prossimo futuro in cui ci sia un vero equilibrio tra costi, qualità e sostenibilità, per far sì che il mercato si accessibile ai più e l’ambiente venga salvaguardato.

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