«Sarà un Festival internazionale: la musica italiana deve parlare al mondo»
Roma – Il futuro del Festival di Sanremo ha finalmente un volto, una direzione e un manifesto programmatico. Durante la presentazione dei palinsesti Rai 2026/2027, Stefano De Martino ha svelato le prime linee guida della sua edizione, confermando che il Festival numero 77 non sarà una semplice prosecuzione del passato, ma una vera rifondazione culturale.
La parola chiave è una: internazionalizzazione.
Non un vezzo, non un esercizio di stile, ma una strategia precisa. De Martino vuole un Sanremo capace di dialogare con il mercato globale, senza rinunciare a quella tradizione che da oltre settant’anni lo rende il più potente rito collettivo della televisione italiana.
Un Festival che guarda oltre i confini, senza perdere l’anima
Il conduttore ha spiegato che l’obiettivo è valorizzare la musica italiana aprendola al mondo, creando un ponte tra la nostra identità melodica e le nuove tendenze internazionali.
Un equilibrio complesso, che richiede visione, coraggio e una selezione artistica impeccabile. E proprio sulla selezione De Martino ha raccontato un dettaglio che rivela il suo metodo di lavoro:
ogni brano viene ascoltato tre volte.
Non una di più, non una di meno.
Se al terzo ascolto la canzone continua a vibrare, emozionare, convincere, allora significa che ha la stoffa per salire sul palco dell’Ariston.
Un criterio semplice, quasi ascetico, ma che restituisce l’immagine di un direttore artistico rigoroso, concentrato, già immerso nel cuore del Festival.
La macchina è partita: selezioni nel vivo, attesa alle stelle. Le sue parole confermano che la macchina organizzativa è pienamente operativa. Gli ascolti proseguiranno per tutta l’estate e l’autunno, fino alla definizione del cast definitivo dei Big e delle Nuove Proposte. Intanto, l’attesa cresce. Dopo il successo delle ultime edizioni, il pubblico e gli addetti ai lavori osservano con curiosità la “firma” che De Martino vorrà imprimere al Festival:
innovazione, qualità musicale, apertura internazionale, ma sempre nel solco di quella identità che ha trasformato Sanremo in un simbolo della cultura pop italiana.